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Dalla Terna 9 milioni per il territorio, … e la Nostra “SALUTE”?

Terna
Oggi alla Provincia vertice coi sindaci dei centri tirrenici interessati ai lavori
Cavi elettrificati per 105 chilometri, compresa la più lunga condotta sottomarina al mondo: 43 chilometri, e 500 milioni di euro di investimento per creare un impianto in altissima tensione a 380 KV. Una delle più importanti infrastrutture energetiche italiane passerà presto sopra le nostre teste: si tratta dell’elettrodotto che la società Terna si appresta a realizzare fra la Sicilia e la Calabria, con impianti localizzati nella frazione Sorgente del comune di Villafranca Tirrena per la sponda siciliana (qui sarà costruita anche una nuova stazione elettrica) e nel comune di Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria, per quella calabrese. I tralicci a corrente alternata correranno poi lungo un’area che comprende ben tredici comuni della fascia tirrenica, fino a raggiungere la centrale di S. Filippo del Mela.
L’iter è ormai in fase più che avanzata: già nello scorso mese di giugno si era annunciato l’avvio dei lavori, che dovrebbero durare tre anni. Almeno, è quanto ha annunciato nei mesi scorsi l’amministratore delegato Flavio Cattaneo, con una previsione forse un po’ troppo ottimistica per le “nostre” parti, dove dopo trent’anni ancora non si è stati nemmeno capaci di completare un museo: ne scriviamo sotto. Come dicevamo, comunque, la procedura è quasi conclusa: sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana (edizione del 9 ottobre ‘09) è stato pubblicato il decreto con il quale l’assessorato all’Industria esprime l’intesa sul progetto, previa, ovviamente l’acquisizione di tutti i pareri previsti. Il protocollo d’intesa con le istituzioni messinesi fu invece siglato nel gennaio 2007, primi firmatari l’allora assessore regionale Giovanna Candura e l’allora presidente della Provincia Salvatore Leonardi.
Prima di completare l’iter propedeutico, però, occorre un ultimo, cruciale passaggio: la valutazione delle proposte formulate dalle amministrazioni dei centri interessati per le opere compensative, sulle quali la Terna ha già annunciato uno stanziamento di 9 milioni di euro così ripartiti: S. Filippo del Mela 674.00 euro, Condrò, 176.000, S. Pier Niceto 641.000, Monforte S. Giorgio 282.000, Torregrotta 417.000, Roccavaldina 278.000, Valdina 79.000, Venetico 327.000, Spadafora 400.000, Rometta 334.000, Saponara 1 milione, Villafranca e Pace del Mela, i due centri maggiormente interessati, 2,5 milioni. I restanti 2 milioni verranno invece assegnati alla Provincia regionale. Ma per fare cosa esattamente, e in quali tempi? È la domanda alla quale si dovrà rispondere nel corso dell’incontro convocato per stamane alle 10,30 alla Provincia, presieduto dal presidente Nanni Ricevuto, al quale interverranno i rappresentanti dei soggetti interessati: da un lato la Terna, dall’altro le amministrazioni comunali tirreniche. Tecnicamente, non è coinvolta l’amministrazione comunale messinese, mentre su richiesta della Provincia è stata apportata una modifica al progetto per salvaguardare il sito di interesse comunitario (Sic) Dinnammare-Curcuraci dal passaggio dei tralicci.
Tra le opere compensative, sono previsti interventi di riqualificazione ambientale (riforestazione, sistemazione di strade rurali, recupero di ex cave, sistemazione di boschi, ripristino di piste forestali) o urbana (manutenzione stradale, riqualificazione del centro storico) e compensazioni elettriche (varianti di elettrodotti, varianti in cavo interrato): oggi, appunto, i singoli centri dovranno mettere sul tavolo le rispettive richieste.
«Toccherà alla Provincia – spiega l’assessore all’Industria Pietro Petrella, che ha seguito l’iter e coordinerà l’incontro – sovrintendere alla corretta esecuzione dei lavori, visto che i fondi saranno erogati alle amministrazioni locali solo in base ad una precisa tempistica. Si tratta comunque di un’opera importante, che consentirà di migliorare l’apporto energetico alla Sicilia. Tra l’altro, grazie alla realizzazione della linea in altissima tensione la metà dei tralicci esistenti in alta tensione verrà eliminata, riducendo così l’impatto ambientale».
Inevitabile, però, domandarsi quali conseguenze ambientali avrà una simile opera: come sempre, l’evoluzione tecnologica ha una forte valenza sociale e a tutti è chiara l’importanza di una fornitura elettrica migliore, che ad esempio metta al riparo dai ripetuti black out del passato. D’altro canto, però, le numerose esperienze di attività industriali inquinanti proprio nel nostro comprensorio inducono ad andare cauti e a dare la giusta attenzione alle problematiche ambientali. E sotto questo aspetto alcuni dubbi rimangono: «Nel decreto ministeriale – evidenzia ad esempio l’assessore Petrella – non è ben chiaro a chi competano per la Sicilia i controlli sulle emissioni. E questo non è certo un aspetto da prendere alla leggera».

Quell’Italia complice dell’Olocausto




Migliaia di ebrei catturati dalla polizia e consegnati ai tedeschi, senza pietà per donne, vecchi e bambini. Una macchina di morte voluta da Mussolini. Ora un libro ricostruisce le responsabilità nel genocidio. A partire dal campo di Fossoli

Sulle torrette del campo dove venivano rinchiusi gli ebrei c’erano agenti di pubblica sicurezza. A scortare il treno per Auschwitz c’erano carabinieri. Ed è stato un italianissimo commissario ad arrestare una bambina di sei anni, individuata a Venezia nella famiglia dove i genitori l’avevano nascosta, e ad accompagnarla fino a quel recinto di filo spinato alle porte di Carpi: il primo passo di un cammino che si sarebbe concluso nella camera a gas. Così come erano italiani i loro colleghi delle forze dell’ordine che dal novembre 1943 alla fine della guerra hanno dato la caccia agli ebrei in tutte le città del Nord. Retate ricostruite nel dettaglio in un volume che spazza via i luoghi comuni sulle responsabilità della Repubblica di Salò nell’Olocausto e ci costringe a guardare un capitolo della nostra storia che da 65 anni nessuno vuole approfondire. In “L’alba ci colse come un tradimento” Liliana Picciotto, la più importante studiosa italiana della Shoah, sintetizza anni di ricerche. Nelle 312 pagine pubblicate da Mondadori non fa mai ipotesi: elenca fatti, si limita ai documenti. Calcola le presenze nelle anticamere padane dei lager in base alle razioni di pane fornite, confronta diari e testimonianze, atti di processi nascosti nel dopoguerra in nome della ragione di Stato. Non usa un solo aggettivo.

Non servono, perché il risultato del suo lavoro è agghiacciante: la ricostruzione della vita e della morte di migliaia di ebrei, arrestati da italiani nei territori della Repubblica sociale, spediti nel campo modenese di Fossoli e poi deportati nei lager. Chi prese parte a questa colossale caccia all’uomo poteva ignorare la “soluzione finale”? Poteva ignorare la strage a cui stava collaborando? Era difficile credere che ultrasettantenni e bambini venissero trasferiti nel Reich per lavorare e contribuire alla macchina bellica tedesca. Quando anche i vecchietti dell’ospizio israelita di Firenze vengono caricati sui treni, nessuno a Fossoli si fa più illusioni. Ma ancora altri ebrei vengono rastrellati dai funzionari della polizia e dei residui carabinieri rimasti in servizio al Nord (la maggioranza dell’Arma si schierò con la monarchia e venne perseguitata dai nazisti), fino a pochi giorni prima della Liberazione: uomini che spesso hanno continuato a indossare la stessa uniforme nella Repubblica del dopoguerra. Il giorno della Memoria celebrato il 27 gennaio anche nel nostro Paese non dovrebbe ricordare solo le colpe altrui: ci sono grandi responsabilità italiane, di istituzioni e di singoli. La scorsa domenica Benedetto XVI nella storica visita alla sinagoga di Roma ha ancora una volta condannato l’antisemitismo e rievocato il primo grande rastrellamento, «una tragedia di fronte alla quale molti rimasero indifferenti». Ma molti altri italiani ebbero un ruolo attivo nel genocidio. Il 14 novembre 1943 il Partito nazionale fascista aveva dichiarato: «Tutti gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri, durante questa guerra appartengono a nazionalità nemica». Due settimane dopo il ministro dell’Interno ne ordinò l’arresto e l’internamento.

Al momento dell’armistizio nel territorio della Repubblica sociale erano rimasti intrappolati 32-33 mila ebrei: poco meno di un terzo venne ucciso dai nazisti. Le vittime identificate della Shoah sono 8948, ma c’è la certezza che altre centinaia di persone siano sparite nei forni crematori. Dopo l’8 settembre 1943 i nazisti portarono avanti i primi rastrellamenti da soli: il più drammatico quello del Ghetto di Roma, con 1.020 persone catturate di cui 824 assassinate poche ore dopo l’arrivo ad Auschwitz-Birkenau. Ma già dal 3 novembre 1943 i reparti speciali delle Ss vennero affiancati dagli agenti delle questure: insieme agirono a Firenze, Genova, Bologna, Siena, Montecatini. Da dicembre tutte le operazioni passarono nelle mani dei poliziotti italiani, che per non essere inferiori all’alleato, “ripulirono” subito il ghetto diVenezia e quello di Mantova. Per gran parte del 1944 furono solo le forze dell’ordine italiane ad alimentare la macchina dello sterminio, eliminando le comunità ebraiche dell’Italia centro-settentrionale. Vennero creati 29 campi provinciali, con una struttura centrale, l’anticamera fascista dell’Olocausto: Fossoli, una serie di baracche e recinti a pochi chilometri da Carpi costruiti per custodire i prigionieri di guerra inglesi. Fossoli è rimasto totalmente sotto controllo italiano fino al febbraio 1944: non c’erano crudeltà, né fame, né malattie. Gli internati non erano obbligati al lavoro e potevano scambiare posta con l’esterno. Insomma, nulla a che vedere con le condizioni dei lager nazisti. Ma la sorte finale era la stessa. Si saliva sui treni per Auschwitz e all’arrivo chi non era giudicato utile per il lavoro veniva assassinato. «Gli italiani riempivano Fossoli, i tedeschi lo svuotavano».

E questo meccanismo è proseguito anche dopo l’insediamento a Fossoli delle Ss, che lasciarono agli agenti della questura solo la sorveglianza delle recinzioni esterne, rendendo più dure le condizioni di vita. Il primo convoglio partì il 22 febbraio 1944 con circa 640 persone: 153 furono selezionate per le fabbriche, il resto finì direttamente nelle camere a gas. Tra loro Leo Mariani, un bambino di pochi mesi: la madre venne arrestata dalla polizia nell’ospedale di Firenze dove era ricoverata in attesa del parto. Venivano da 22 città diverse – da Como a Vicenza, da Pavia a Cuneo – ed erano stati tutti arrestati da agenti e carabinieri. Da Fossoli in nove mesi sono partiti 12 treni. Quello del 5 aprile 1944, per esempio, trasportò 609 persone: solo 50 sono sopravvissute al lager. Tra quelli che non sono tornati c’erano 41 ultrasettantenni e 33 bambini: Roberto Gattegno aveva solo dieci mesi. Le liste delle persone spedite verso i forni erano scelte spesso casualmente. Ricorda Nina Neufeld Crovetti, ebrea figlia di un matrimonio misto e obbligata a fare la segretaria nel campo emiliano: «Il vicecomandante Hans Haage veniva in ufficio e diceva: “Su avanti ragazza! Si comincia di nuovo, ci sbarazziamo di un bel gruppo!”. Se ne rallegrava ogni volta».

Da Fossoli partirono in 2.844, solo un decimo è sopravvissuto: tra i pochi, Primo Levi. In Italia c’erano altri due campi – quello di Bolzano e quello di San Sabba, usato anche per assassinare partigiani e oppositori politici – nelle province che erano state annesse al Reich: il Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, parte del Veneto e l’Istria. Solo da Bolzano presero la via dei lager altre 4.500 persone, altre migliaia dalla Risiera di San Sabba. Il tutto sempre con la collaborazione di italiani. I vertici di Salò trattarono la questione con la stessa freddezza burocratica dei gerarchi nazisti. Il libro si chiude con l’esposto che i familiari ariani dei deportati scrivono a Benito Mussolini: «Eccellenza, ci sono casi pietosi. Madri con bambini (fra le quali la Uggeri con una piccola di 4 anni)... donne anziane, vecchie con salute malferma… I sottoscritti vivono ore pietose, essendo privi da oltre due mesi di notizie e temono per la vita dei loro cari. Sono mariti, mogli, figli che piangono senza avere nessuna colpa». La supplica viene girata dalla segreteria particolare del Duce all’Ispettorato per la razza. La risposta del 1° marzo 1945 è raccapricciante: «Questo Ispettorato, trattandosi di misure di polizia rispetto alle quali esso ha competenza nella determinazione delle direttive di massima in collaborazione con altri dicasteri chiamati a decidere, non può avocare a sé una decisione sull’istanza degli interessati». E Liliana Picciotto conclude: «Come a dire che la macchina della persecuzione antiebraica, avviata nel 1938 dal regime fascista e radicalizzata nel 1943, non era da tempo più governabile.

Questo fatto non attenua in nulla la responsabilità che i governanti, le istituzioni, l’amministrazione, la burocrazia italiani portano pesantemente per le le sofferenze inflitte e per le migliaia di lutti provocati». In appendice al volume c’è una raccolta di testimonianze dirette. Tra tutte, la deposizione di una SS, Eugen Keller, che in un processo berlinese ha descritto il viaggio da Fossoli ad Auschwitz del 16 maggio 1944: «Cosa volesse dire Auschwitz lo seppi durante il viaggio da uno degli ebrei. Disse che Auschwitz era un campo di annientamento nel quale sarebbero stati uccisi. Dapprima non gli credetti…». Eugen Keller racconta che nel vagone sigillato una donna aveva partorito. Carolina Lombroso Calò, moglie di un eroe della resistenza, «non era fuggita dalla sua casa rifugio a Cascia di Reggello in provincia di Firenze perché non pensava che una mamma incinta con tre bambini (Elena di 6 anni, Renzo di 4, Albertino di meno di 2 anni) potesse essere arrestata. Invece i carabinieri avevano obbedito agli ordini e fermato il gruppetto». La donna e i suoi quattro bambini, incluso il neonato, furono tutti uccisi poche ore dopo l’arrivo nel lager. «Abbiamo obbedito agli ordini» è la giustificazione di tutte le Ss chiamate in causa per l’Olocausto. Ma in Germania da sessant’anni ci si interroga e ci si chiede come sia stato possibile che un popolo intero abbia partecipato al massacro. In Italia delle migliaia di ebrei consegnate nelle mani dei carnefici non si parla. Nonostante quegli ordini fossero stati emanati da Benito Mussolini, ancora oggi c’è chi ripete in modo assolutorio che «il Duce non uccise gli ebrei». Vero: si limitò a consegnarne migliaia al boia. E nel libro di Liliana Picciotto ci sono tutte le prove: un’opera definitiva, senza attenuanti.
di Gianluca Di Feo Fonte L’Espresso

15/09/1943 Rastrellamento di ebrei a Merano (Bz)
16/09/1943 Dalla stazione di Merano parte il primo convoglio di deportati dall’Italia, destinazione Auschwitz
15-23/09/1943 Rastrellamento sul lago Maggiore e uccisione di 54 ebrei
18/09/1943 Rastrellamento di 328 ebrei nel Cuneese
Settembre 1943 Rastrellamento ad Ascoli, Macerata e Chieti degli internati ebrei
28/09/1943 Arresto e successivo rilascio di 24 ebrei a Cuneo
01/10/1943 Trasferimento in Germania degli ebrei inglesi concentrati a Bazzano (Bo)
16/10/1943 Rastrellamento del ghetto di Roma
18/10/1943 Da Roma parte il treno che arriva ad Auschwitz la notte del 22. Dei 1020 ebrei, 824 vengono assassinati il 23 ottobre nelle camere a gas. 149 uomini e 47 donne vengono trasferiti nei campi di lavoro
03/11/1943 Rastrellamento a Genova (operazione condotta dai tedeschi in collaborazione con la polizia italiana)
05/11/1943 Rastrellamento a Siena e Montecatini (operazione condotta dai tedeschi in collaborazione con la polizia italiana)
06/11/1943 Rastrellamento a Firenze (operazione condotta dai tedeschi in collaborazione con la polizia italiana)
07/11/1943 Rastrellamento a Bologna (operazione condotta dai tedeschi in collaborazione con la polizia italiana)
09/11/1943 Un treno parte da Firenze, carica altre persone a Bologna e arriva ad Auschwitz. Immessi nei campi di lavoro 13 uomini e 94 donne
26/11/1943 Nuovo rastrellamento a Firenze (operazione condotta dai tedeschi in collaborazione con la polizia italiana)
01/12/1943 Rastrellamento della polizia italiana a Mantova
05-06/12/1943 Rastrellamento della polizia italiana a Venezia
06/12/1943 Da Milano parte il treno carico di ebrei catturati a Milano e sul confine svizzero. Il treno arriva ad Auschwitz il 12 dicembre
07/12/1943 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz

26/01/1944 Da Carpi (Modena) parte un treno per Bergen Belsen con 83 ebrei anglo libici provenienti dal campo di Fossoli. Verranno tutti riconsegnati agli inglesi prima del 1945
28/01/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz. Sul treno gli anziani della Pia Casa Gentiluomo e dell’ospizio israelitico della città
30/01/1944 Da Milano parte un treno per Auschwitz con 605 ebrei catturati in Lombardia. Di essi, 477 vengono uccisi immediatamente nelle camere a gas e 128 immessi nei campi di lavoro
19/02/1944 Da Carpi parte un treno con 69 ebrei anglo libici trasportati a Bergen Belsen. Saranno tutti riconsegnati agli inglesi prima della fine della guerra
22/02/1944 Da Carpi parte un treno che arriva ad Auschwitz il 26 febbraio e che trasporta un numero di ebrei stimato tra 540 e 650. All’arrivo 153 persone (124 uomini e 29 donne) vengono selezionate per il lavoro, tutti le altre finiscono nelle camere a gas. Il più giovane (Leo Mariani) aveva tre mesi. La più vecchia (Anna Jona) aveva 89 anni
26/02/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz
29/03/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz
05/04/1944 Da Carpi parte un treno che fa tappa a Verona e Mantova dove vengono caricati altri ebrei. Il 10 aprile il convoglio arriva ad Auschwitz. Delle 609 persone trasportate, solo 50 sono sopravvissute alla Shoah. 154 uomini e 80 donne vennero selezionate per lavorare. 375 persone furono uccise subito. Tra loro 33 bambini e 41 ultrasettantenni. Il più giovane (Roberto Gattegno) aveva 10 mesi, la più anziana (Elena Ilda Toscano) ne aveva 89
27/04/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz
16/05/1944 Da Carpi parte un treno che arriva ad Auschwitz il 22 maggio. Delle 582 persone censite, solo 60 sono sopravvissute. 186 uomini e 70 donne furono selezionati per lavorare. 326 persone vennero uccise subito nelle camere a gas: tra loro 42 bambini e 48 ultrasettantenni. Il più giovane (Richard Silberstein) aveva un mese, il più vecchio (Sanson Segre) aveva 89 anni. Nel viaggio verso il lager sul treno nacque un bimbo. Lo stesso giorno da Carpi parte un treno che fa tappa a Verona e va a Bergen Belsen, con 167 ebrei di nazionalità britannica, liberati prima del 1945.
19/05/1944 Parte da Milano un treno con destinazione Bergen Belsen
01/06/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz
12/06/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz
21/06/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz
26/06/1944 Da Carpi parte un treno che fa tappa a Verona e prosegue per Auschwitz. A bordo un numero di ebrei tra 550 (quelli identificati e provenienti da Fossoli) e 1000. Dei 550 identificati solo 35 sono sopravvissuti. 231 vennero ammessi nei campi di lavoro, 319 furono uccisi subito. Tra loro 21 bambini e 150 ultrasettantenni. Il più giovane (Umberto Nacamulli) aveva due mesi. La più vecchia (Natalie Camerini) 92 anni
11/07/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz
21/07/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz
02/08/1944 Da Verona parte un treno che viene diviso in quattro convogli. Gli ebrei italiani puri vanno ad Auschwitz, dove arrivano il 6. Gli uomini figli di matrimoni misti vanno a Buchenwald, dove arrivano il 4. Le donne figlie di matrimoni misti vanno a Ravensbruck, dove arrivano il 5. Gli ebrei inglesi e di nazionalità neutrale a Bergen Belsen, dove arrivano il 6 agosto.Le informazioni sul numero di persone deportate sono incerte. Dei 245 ebrei identificati partiti da Fossoli con camion e saliti sul treno a Verona almeno 156 finiscono ad Auschwitz. Tra loro 11 bambini e 42 ultrasettantenni. Il più giovane (Giuseppe Sorias) aveva 3 anni, la più anziana (Celestina Guastalla) 84
11/08/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz
02/09/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz
03/10/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz
24/10/1944 Parte da Bolzano-Gries un treno con destinazione Auschwitz
14/12/1944 Parte da Bolzano-Gries un treno con destinazione Ravensbruck e Flossenburg

Ecco tutti i numeri utili per aiutare la popolazione di Haiti

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Washington, 13 gen. (Adnkronos/Ign) – ‘Help for Haiti’. Il mondo si mobilita per aiutare la popolazione caraibica devastata dal terremoto. Dalla Casa Bianca alla Caritas fino alla Croce Rossa, ecco tutti numeri utili.

Sul sito della Casa Bianca vi sono le istruzioni per mandare aiuti alle vittime del terremoto ad Haiti. Le donazioni alla Croce Rossa possono essere fatte online tramite lo stesso sito, oppure si possono donare 10 dollari mandando un messaggio con la parola Haiti al numero di cellulare 90999. Viene inoltre fornito un numero per chi sta cercando notizie di americani residenti ad Haiti.

La Croce Rossa comunica le coordinate per la raccolta fondi della Cri in favore delle popolazioni colpite dal terremoto ad Haiti: numero verde tel. 800.166.666; donazione online causale ‘’Pro emergenza Haiti’’ www.cri.it; bonifico bancario causale ‘’Pro emergenza Haiti’’ IBAN IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020.

CARITAS - Per sostenere gli interventi in corso si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C POSTALE N. 347013 specificando nella causale: Emergenza terremoto Haiti Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:UniCredit Banca di Roma Spa, via Taranto 49, Roma – Iban: IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119; Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma – Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012; Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113; CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)

Terremoto Haiti: nessun superstite nel crollo della sede delle Nazioni Unite
Haiti. Continuano ad arrivare a singhiozzo le notizie dall’isola di Haiti, colpita da un sisma di magnitudo 7 con epicentro a pochi chilometri dalla capitale Port-au-Saint. Secondo il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner tutte le persone che si trovavano all’interno lla sede della Missione delle Nazioni unite per la stabilizzazione di Haiti, compreso il capo missione, sarebbero morte.
Altri quattro caschi blu di nazionalità brasilianasono morti nel sisma di ieri, lo ha fatto sapere Carlos Alberto Barcellos, capo della comunicazione dell’esercito brasiliano.
La situazione nell’isola sarebbe apocalittica, secondo quanto riferito Mimmo Porpiglia, ex console onorario di Haiti in Italia che risiede a Miami da dove è in contatto con i suoi familiari sull’isola. “Ad Haiti non c’è luce, non c’è acqua – ha affermato Porpiglia – la gente vaga impazzita per le strade” ed ha aggiunto che ci sarebbero “decine di migliaia di morti”.
Secondo l’ex console gli effetti del terremoto sono stati accentuati dal disboscamento delle colline che sono crollate perché non più sostenute dalla vegetazione.

Haiti avrà “il pieno sostegno” degli Stati Uniti per l’aiuto alle vittime. A qualche ora dal violento terremoto che ha colpito Haiti, Barack Obama annuncia il pieno sostegno alla popolazione. “Ci dobbiamo preparare a giorni difficili” commenta il presidente Usa. E dichiara che le prime squadre di soccorso americano arriveranno ad Haiti “entro poche ore”.

Da Washington Barack Obama ha promesso aiuti “rapidi, coordinati e energici” a sostegno dei sopravissuti: “le prima squadre di ricerca e soccorso da Florida, California e Virginia arriveranno ad Haiti tra stasera e domani”.
Obama ha garantito ogni risorsa disposizione dell’America “per salvare quanti sono rimasti intrappolati sotto le macerie e per portare gli aiuti umanitari, cibo, acqua e medicine agli haitiani che ne hanno bisogno” In una conferenza stampa a Washington, Obama ha anche reso noto di aver nominato un coordinatore degli aiuti americani.

Allarme tsunami Cuba, Haiti e Bahamas

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Un allarme tsunami è stato lanciato per tutta la regione delle Antille. In seguito al terremoto di magnitudo 7.0 Richter che si è prodotto vicino alla costa dell’isola di Haiti, con epicentro ad appena 16 chilometri dalla capitale Port-au-Prince, il centro di prevenzione tsunami statunitense ha lanciato l’allerta per Cuba, Haiti, Repubblica Domenicana e Bahamas. Il Pacific Tsunami Warning Center statunitense ha lanciato l’allerta precisando che “non c’è minaccia di uno tsunami distruttivo su tutta l’area”, ma sono possibili “tsunami locali sulle coste nel raggio di cento chilometri dall’epicentro del terremoto”. Alla prima scossa, ne sono seguite altre due, rispettivamente di magnitudo 5,9 e 5,5.

Haiti: onde gigantesche su spiagge
Cuba, evacuate 30 mila persone per allarme tsunami

‘’Dopo il terremoto onde gigantesche si sono abbattute su spiagge e strade e si portavano via i morti’’ ha detto un testimone ad Haiti. ‘’Alcune strutture dei palazzi presidenziali e del Parlamento sono crollate. Ci sono cadaveri dappertutto’‘, ha riferito Cristina Iampieri, un avvocato italiano che lavora all’Onu a Port-au-Prince. E intanto a Cuba circa 30 mila persone sono state evacuate da Baracoa in seguito all’allarme tsunami. Lo rendono noto oggi i media cubani.

Cuba, evacuate 30mila persone per l’allarme tsunami
L’AVANA (13 gennaio) – Circa 30 mila persone sono state evacuate da Baracoa (la città piu orientale del Paese) a causa dell’allarme tsunami per il terremoto ad Haiti.
Lo rendono noto i media cubani. In poco meno di un ora gli abitanti di Baracoa si sono rifugiati ieri nelle zone più alte della città e sono rientrati nelle proprie case in serata, quando è cessato l’allarme tsunami del Pacific Tsunami Warning Center degli Stati Uniti.

L’evacuazione è avvenuta nonostante il Centro nazionale di inchieste sismologiche di Cuba avesse considerato «molto poco probabile» che ci fosse uno tsunami. Il terremoto è stato sentito forte anche nell’est di Cuba, distante 77 chilometri da Haiti.

Si teme siano migliaia le vittime del terremoto di magnitudo 7 della scala Richter che questa mattina ha sconvolto Haiti. Numerosi gli edifici crollati nella capitale Port-au-Prince, tra cui quello che ospita la missione Onu. E sono tanti i funzionari e i caschi blu delle Nazioni Unite che al momento risultano dispersi, tra cui il capo della missione, Hedi Annabi. L’unica notizia certa, per il momento, è la morte di tre peacekeeper giordani e il ferimento di altri 21. Al momento non risultano italiani coinvolti, come ha spiegato Fabrizio Romano, capo dell’Unità di crisi della Farnesina. In macerie anche il palazzo presidenziale, anche se il capo dello Stato, Rene Preval è riuscito a mettersi in salvo. Alla prima scossa ne sono seguite altre di intensità inferiore, che hanno però seminato il panico tra la popolazione. Scattato l’allarme tsunami, che potrebbe coinvolgere Cuba. Le autorità dell’Avana hanno evacuato la popolazione di Santiago, nella parte orientale dell’isola, per precauzione. Squadre di soccorritori sono al lavoro ad Haiti da ore, mentre si è già attivata la macchina degli aiuti internazionali. Tra i primi ad annunciare l’invio di aiuti, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e il Venezuela.

“Il mio cuore va alla popolazione di Haiti, dopo questo devastante terremoto”, ha commentato il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon. Sulla catastrofe è intervenuto anche il presidente Barack Obama ha rivolto “i suoi pensieri e le sue preghiere” alla popolazione di Haiti, duramente colpita dal sisma. Anche l’Italia si è mossa, annunciando la partenza in giornata di un volo – predisposto dalla Protezione civile, la Farnesina e la Croce Rossa -, con a bordo un ospedale da campo e un’equipe medica specializzata in interventi di emergenza. Ad Haiti intanto è il caos, si scava tra le macerie alla ricerca di sopravvissuti, ma già si registrano episodi di sciacallaggio. Tra gli edifici crollati nella capitale anche un albergo, l’hotel Montana, frequentato da turisti. E si teme per la vita delle circa 200 persone che al momento del crollo si trovavano nel palazzo. Distrutti numerosi altri edifici che ospitano ministeri e istituzioni internazionali, mentre fortunatamente l’aeroporto non ha riportato danni. La Banca Mondiale ha annunciato l’invio di un team di esperti, che affiancherà le autorità di Haiti nella stima dei danni. Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite ha predisposto un volo con 87 tonnellate di aiuti alimentari per dare prima assistenza alla popolazione di Haiti, colpita dal violento sisma. Secondo quanto riferito dalla portavoce, Bettina Leuscher, nella sede di New York, il primo carico di aiuti servirà a sfamare circa 30mila persona per una settimana. E aiuti per un valore di 200mila dollari sono stati messi a disposizione dalla Banca di sviluppo interamericana.

Un fortissimo terremoto ha colpito la capitale di Haiti, distruggendo molti edifici come il palazzo presidenziale e seppellendo, sotto le macerie, migliaia di persone. Un palazzo di cinque piani delle Nazioni Unite è crollato ieri a causa del terremoto di magnitudo 7, il cui epicentro si è verificato a soli 16 chilometri da Port-au-Prince, il più violento a colpire la povera nazione caraibica in oltre 200 anni.

Il premier di Haiti ha fatto la sua catastrofica previsione, sul possibile bilancio del devastante terremoto, in un’intervista telefonica oggi con la rete televisiva Cnn. Alla richiesta di fare una stima delle dimensioni della tragedia il premier haitiano ha risposto che i morti “potrebbero essere oltre 100 mila”.

Le immagini trasmesse da Reuters television da Port-au-Prince, una città di 1 milione di persone, mostrano caos nelle strade, con centinaia di persone in lacrime e in preda al panico tra le macerie.
Uffici, alberghi, case e negozi sono crollati. Del palazzo presidenziale è rimasta la cupola sopra un cumulo di macerie.

Le Nazioni Unite hanno fatto sapere che molti membri del proprio staff che lavoravano nell’isola risultano ora dispersi dopo che anche il quartier generale dell’Onu è crollato. Un portavoce della Farnesina ha detto a Reuters che “verifiche su eventuali italiani coinvolti sono in corso, ci sono grosse difficoltà di comunicazione con il Paese al momento”.

Haiti, il paese più povero dell’emisfero occidentale, non è ben attrezzato per rispondere a simili disastri. “Rivolgo un appello al mondo, specialmente agli Stati Uniti, a fare quel che fecero per noi nel 2008 quando quattro uragani colpirono Haiti”, ha detto Raymond Alcide Joseph, ambasciatore di Haiti a Washington, in un’intervista alla Cnn. All’epoca gli Usa mandarono una nave ospedale al largo di Haiti.

Una nuvola nera. “Tutta la città è una grande nuvola nera. Ci sono migliaia di persone sedute per strada che non sanno dove andare”, ha detto Rachmani Domersant, manager della fondazione di beneficenza Food for The Poor. “La gente sta correndo, urlando, piangendo”. L’intera città è al buio, ha aggiunto Domersant. Nel quartiere collinare di Petionville, non si vedono né polizia né mezzi di soccorso. “La gente sta cercando di tirare fuori le persone dalle macerie con delle torce elettriche. Centinaia di morti? Significherebbe sottovalutare la situazione”.

Funzionari Onu hanno detto che le normali comunicazioni sono interrotte e l’unico modo per parlare con la gente sul posto è via telefono satellitare. Le strade sono ricoperte di macerie.
Il terremoto è stato avvertito anche nella base navale di Guantanamo, a Cuba, dove sono detenuti 198 sospetti di terrorismo, ma il Chief Petty Oficer Bill Mesta ha fatto sapere che non ci sono stati danni alla prigione.

Dale Grant, geofisico dell’Us Geological Survey a Golden, Colorado, ha definito quello di oggi il peggior terremoto dal 1770. “In quella zona ci sono stati due terremoti simili, nel 1751 e nel 1770, ma da allora mai si era verificato qualcosa di simile”, ha detto Grant.
La terra non ha mai smesso di tremare ad Haiti. Dopo la prima scossa devastante di magnitudo
7,3 alle 16,53 locali (le 20,53 in Italia) ne sono seguite altre 31 di intensità compresa tra 5,9 e 4,2 gradi della scala Richter. L’ultima è stata registrata alle 2,23 (le 8,23 in Italia) Lo riferisce il Servizo Geologico statunitense (Usgs).

Gli italiani. Gli italiani presenti a Haiti sono circa 190 e al momento non si ha notizia che alcuno di loro sia rimasto coinvolto nel terremoto che ha devastato il Paese. Lo ha riferito il capo dell’Unità di crisi della Farnesina, Fabrizio Romano, intervenendo a Radio anch’io. “Al momento non risultano connazionali coinvolti ma la mancanza di informazioni non vuol dire che non ce ne siano”, ha avvertito Romano. Il capo dell’Unità di crisi ha spiegato che gli italiani residenti a Haiti sono 180 a cui se ne aggiunge una decina che ha segnalato la propria presenza a “Dove siamo nel mondo”.

Gli aiuti. Gli Stati Uniti si sono immediamente mobilitati per portare aiuto al paese, ma il portavoce del dipartimento di Stato ha sottolineato che al momento è difficile, con le comunicazioni ancora difficilissime, dare una valutazione della situazione: «chiaramente il bilancio delle vittime sarà molto pesante – ha detto Philip Crowley – una delle questioni principali è capire quale sia la situazione dell’aeroporto e quando e come possiamo iniziare ad mandare aerei con i soccorsi». Il segretario di Stato Hillary Clinton ha parlato di «terremoto catastrofico» e poi il presidente Barack Obama ha inviato un messaggio in cui promette un intervento immediato di aiuto. Il presidente Usa Barack Obama ha rivolto i suoi “pensieri e le sue preghiere” alle persone di Haiti e ha immediatamente promesso aiuti da parte degli Stati Uniti. La Inter-American Development Bank ha garantito immediatamente 200.000 dollari come aiuti umanitari.

Due aerei francesi con aiuti e squadre di soccorso sono in partenza oggi per Haiti. Lo hanno reso noto fonti ufficiali a Parigi, precisando che un aereo decollerà da Fort-de-France e l’altro da Marsiglia. Il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, ha spiegato che l’italia «non lesinerà sforzi per essere in concreto vicina alla popolazione haitiana, e naturalmente agli italiani presenti nell’area del terremoto». Il governo venezuelano ha annunciato l’invio di «una squadra di aiuto umanitario» composta di cinquanta uomini con beni alimentari e medicinali.

Morto l’arcivescovo della capitale. Il corpo senza vita di mons. Serge Miot, arcivescovo della capitale Port-au-Prince, è stato ritrovato sotto le macerie dell’arcivescovado. Lo riferisce l’agenzia missionaria Misna che cita i missionari della Società di Saint Jacques, presenti in Haiti da oltre 40 anni. “Si è inoltre senza notizie – afferma la stessa fonte – del vicario generale, mons. Benoit”.

Terremoto devasta Haiti, migliaia di persone tra le macerie

Haiti
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L’epicentro a 15 km dalla capitale Port-au-Prince. Molte vittime tra i Caschi blu dell’Onu
Farnesina: «Stiamo verificando la notizia di una vittima italiana»

Il Paese è «distrutto», è una «catastrofe», e crediamo che «migliaia di persone» possano essere morte». Le parole del presidente René Preval lasciano solo immaginare la devastazione di Haiti, colpita martedì alle 16,53 (le 22,53 in Italia) da un devastante terremoto di magnitudo 7 con epicentro a una quindicina di chilometri dalla capitale Port-au-Prince. Era anche stato diramato un allarme tsunami per tutto il quadrante caraibico, ma poco dopo l’allerta è rientrata. Secondo la Croce rossa circa 3 milioni di persone sono state direttamente interessate dal sisma.

MIGLIAIA SOTTO LE MACERIE - La parte bassa di Port-au-Prince è «completamente distrutta», ha riferito nel corso di un intervento all’Assemblea nazionale a Parigi il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner precisando che il resto della capitale haitiana, che sorge in parte sulle colline, «è stata un po’ risparmiata» dal sisma. La capitale è isolata, i telefoni non funzionano, tv o radio locali non trasmettono più, solo qualche contato di fortuna via internet, riferisce l’agenzia missionaria Misna. Quello che è certo, però, è che migliaia di persone sono rimaste sepolte sotto le macerie e i soccorritori stanno cercando di estrarne vive quante più possibile. Solo un ospedale è rimasto in piedi ma ha già esaurito la capacità di accoglienza di feriti; la Croce Rossa internazionale si sta attrezzando per allestire alcuni punti di pronto soccorso da campo. Il presidente Preval si è salvato insieme alla sua famiglia perché non si trovava nel palazzo presidenziale, ma la sua casa privata è stata distrutta.

NUNZIO - È stato ritrovato senza vita il corpo dell’arcivescovo, monsignor Serge Miot, mentre non si hanno ancora notizie del vicario generale, mons. Benoit. Il nunzio apostolico ad Haiti, arcivescovo Bernardito Auza, ha dichiarato all’agenzia Fides che la cattedrale, l’arcivescovado, tutte le grandi chiese e tutti i seminari sono ridotti a macerie; stessa sorte per i ministeri, il palazzo presidenziale, le scuole. «Centinaia di seminaristi e sacerdoti sono rimasti sotto le macerie», ha aggiunto mons. Auza. Tra le vittime c’è anche Zilda Arns, fondatrice della Pastorale dei bambini della Chiesa cattolica brasiliana e missionaria famosa anche in Italia per aver ricevuto il premio dei diritti umani dell’Onu nel 2002.

CASCHI BLU - Si contano anche molte vittime tra i Caschi blu della missione Minustah dell’Onu ad Haiti (circa 11 mila effettivi, tra cui 7.031 militari e 2.034 agenti di polizia): almeno sette militari del Brasile, otto cinesi (più dieci dispersi), tre della Giordania. L’edifico di cinque piani, sede della missione, si è completamente sbriciolato e, secondo Kouchner, tutte le persone che si trovavano al momento del sisma al suo interno sarebbero morte, compreso il comandante della missione, il tunisino Hedi Annabi. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha annunciato che andrà ad Haiti «non appena praticamente possibile». Ci sono 38 membri del Programma Onu per lo sviluppo fra i dispersi.

GLI ITALIANI NELL’ISOLA – Ancora incerta la sorte della settantina di italiani che vivono stabilmente nell’isola, secondo la stima diramata dalla nostra ambasciata di Santo Domingo. La Farnesina sta verificando la notizia della morte di un italiano. Accertamenti sono in corso per verificare quanti possano essere gli italiani presenti nell’area per motivi turistici o di lavoro. Dodici tecnici della ditta romana Ghella, in un cantiere a nord di Haiti, alcuni religiosi e il console onorario Giovanni de Matteis sono stati contattati e sono incolumi. «Ci sono grosse difficoltà di comunicazione e di raccolta di informazioni», ha però fatto sapere Ludovico Camussi, dell’unità di crisi della Farnesina, secondo cui gli italiani, tra residenti e persone che lavorano presso attività turistiche o presso le sedi delle Nazioni Unite, sarebbero complessivamente un centinaio, a cui aggiungere quanti dovessero risultare solamente «in transito» (ASCOLTA l’intervista). Una prima stima che tiene conto anche dei turisti e di coloro che hanno segnalato la propria presenza tramite il sito Dovesiamonelmondo (il portale che fa capo alla Farnesina) parla di un totale di circa 190 italiani nell’area. Al momento, tuttavia, non risultano connazionali morti o feriti.

SCIACALLI IN AZIONE - Nel frattempo, c’è già chi ha iniziato ad approfittare del dramma collettivo che sta vivendo la nazione. Un gruppo di uomini e donne ha assaltato e depredato un supermercato nella capitale, approfittando dei varchi apertisi nei muri e del fuggi fuggi generale. Altre azioni di sciacallaggio, secondo quanto hanno riferito fonti locali alle agenzie di stampa, si registrano in varie zone della città. Il sisma ha danneggiato anche gli edifici che ospitano la polizia e questo rende più difficoltose le operazioni di coordinamento dell’attività di controllo e repressione delle azioni criminali. Le condizioni di indigenza di gran parte della popolazione – Haiti è uno dei Paesi più poveri del mondo, il più povero in assoluto di tutto il continente americano – rischiano di rendere esplosiva la situazione.

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AIUTI INTERNAZIONALI E SOLIDARIETÀ – Avvertendo immediatamente la gravità della situazione ad Haiti, subito sono stati attivati aiuti da parte di numerose nazioni, seguito da appelli alla solidarietà lanciati da organizzazioni umanitarie italiane e internazionali.

Devastante terremoto ad Haiti, Migliaia di morti e dispersi

Terremoto Haiti
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Quattro fortissime scosse sismiche hanno colpito l’isola, uno dei Paesi più poveri del mondo. La capitale Port-au-Prince, due milioni di abitanti, si è trasformata in un cumulo di rovine. Il bilancio delle vittime è pesantissimo. Sono venuti giù come cartapesta ospedali, il palazzo presidenziale, vari ministeri, hotel di lusso, edifici per uomini d’affari, grandi magazzini. Anche il Quartier generale dell’Onu è stato quasi raso al suolo. Tra le vittime ci sarebbe anche il capo della missione. Morto l’arcivescovo. La Farnesina: “Al momento non risultano coinvolti italiani”. Napolitano: “Sono profondamente rattristato”
17:01 Pentagono pronto ad inviare uomini e mezzi

Il Pentagono è pronto a mandare navi, aerei e squadre di pronto intervento di terra ad Haiti per aiuti sul terreno, dopo che uno dei suoi aerei P3 ha effettuato un volo di ricognizione sulle zone di Haiti colpite dal terremoto. Lo ha reso noto a Washington il portavoce del ministero della Difesa Usa, Bryan Whitman, confermando quanto già anticipato in mattinata dal Dipartimento di Stato.
16:58 Nunzio apostolico: Sotto le macerie anche molti religiosi

La cattedrale, il palazzo dell’arcivescovado e tutti i seminari cattolici di Port au Prince sono rimasti distrutti dal terremoto delle scorse ore, e, oltre all’arcivescovo Serge Miot, si ritiene che molti altri religiosi siano rimasti sotto le macerie, tra le migliaia di vittime del sisma haitiano. Lo ha riferito il nunzio apostolico ad Haiti, arcivescovo Bernardito Auza, all’agenzia vaticana Fides.
16:51 Presidente Preval: “Scuole piene di cadaveri”

“Alcune scuole sono piene di cadaveri”. Lo ha detto il presidente di Haiti, Renè Preval, in un’intervista al Herald Tribune, la prima concessa a un quotidiano dopo il terremoto che ha colpito il Paese.
16:48 Obama: “Ancora da scoprire le dimensioni del disastro”

Il presidente americano Barack Obama ha detto che bisogna essere pronti a “giorni difficili” nei giorni a venire, quando il mondo “scoprirà le vere dimensioni di questo disastro”.
16:40 Ambasciatore Usa presso l’Osa: “Decine di migliaia di morti”

I morti ad Haiti sarebbero “decine di migliaia”. Lo ha detto a Washington l’ambasciatore haitiano presso l’Osa, l’Organizzazione degli Stati Americani.
16:34 Obama: “Mobilitate tutte le possibili risorse civili e militari”

Il presidente americano Barack Obama ha detto oggi di avere mobilizzato tutte le possibili “risorse civili e militari” per dare il massimo aiuto alle vittime del terremoto a Haiti.
16:33 parte nel pomeriggio team italiano per verifica sicurezza

Partirà nel tardo pomeriggio dall’aeroporto di Ciampino diretto ad Haiti un advanced team italiano con il compito di verificare le condizioni logistiche e di sicurezza per il successivo invio degli aiuti alle popolazioni colpite dal devastante terremoto che ieri ha colpito l’isola caraibica. Del team multiforze fanno parte funzionari della Farnesina, delle forze armate, della Guardia di Finanza, del Dipartimento della Protezione Civile e della Croce Rossa.
16:31 Obama: “Tragedia crudele e incomprensibile”

“Una tragedia crudele e incomprensibile” che colpisce un Paese che ha già patito “difficoltà e sofferenze”. Così il presidente americano Barack Obama ha parlato oggi del sisma ad Haiti, offrendo “i suoi pensieri e preghiere” alle vittime e promettendo di essere accanto agli haitiani “nell’ora del bisogno”. Sono nostri “vicini”, ha detto ancora Obama, ricordando che Haiti è a poche centinaia di miglia di distanza dagli Stati Uniti.
16:30 Obama: “Sforzo internazionale per aiuti”

Il presidente Barack Obama ha detto oggi di avere ordinato alla sua amministrazione di attuare il massimo sforzo per “aiuti coordinati e rapidi” alle vittime del terremoto ad Haiti. Obama, ha detto che gli aiuti “devono essere uno sforzo internazionale”.
16:27 Presidente Preval: “Crollato il parlamento”

Il presidente di Haiti, Rene Preval, ha riferito al Miami Herald che in seguito al terremoto il Parlamento haitiano è crollato, così come scuole e ospedali.
16:26 Obama: “Soccorsi entro poche ore”

Il presidente Barack Obama ha detto che le prime squadre di soccorso americano arriveranno ad Haiti “entro poche ore” e partiranno da Florida, California e Virginia. Arriveranno ad Haiti tra stasera e domani.
16:18 Obama promette aiuti immediati

Barack Obama ha promesso aiuti immediati e coordinati per salvare le vite dei sopravissuti al devastante terremoto che ha colpito ieri sera Haiti.
16:17 Il presidente Preval: “Temiamo migliaia di morti”

Il Paese è “distrutto”, è una “catastrofe”, e crediamo che “migliaia di persone” possano essere morte. Lo ha riferito il presidente di Haiti, Renè Preval, che ha parlato di “scene inimmaginabili” dopo il terremoto che ha colpito Port-au-Prince. “Dobbiamo ancora valutare” il numero delle vittime, ha detto Preval al Miami Herald, “il Parlamento è crollato, sono crollate diverse scuole e ospedali”. “Ci sono molte scuole con diverse persone morte sotto le macerie”
16:12 Morta la missionaria Zilda Arns

Tra i morti del terremoto ad Haiti c’è Zilda Arns, fondatrice della Pastorale dei bambini della Chiesa cattolica brasiliana: lo hanno reso noto i familiari della Arns, sorella dell’arcivescovo emerito di San Paolo e guru della “teologia della liberazione”, Paulo Evaristo Arns. “Al momento della scossa, Zilda, che ha 75 anni, si trovava per strada a Port-au-Prince insieme ad un tenente brasiliano”, ha precisato a Brasilia il senatore Flavio Josè Arns. E’ stata colpita a morte da oggetti caduti durante il sisma. Medico pediatra, Zilda Arns aveva cinque figli. Il presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, si è detto “assolutamente scioccato” dalla morte della missionaria che aveva ricevuto il premio dei diritti umani dell’Onu nel 2002.
15:53 Kouchner: “Parte bassa di Port-au-Prince completamente distrutta”

La parte bassa della città di Port-au-Prince è “completamente distrutta” dal sisma. Lo ha detto nel corso di un intervento all’Assemblea nazionale a Parigi il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner precisando che il resto della capitale haitiana, che sorge in parte sulle colline, “è stata un po’ risparmiata” dal sisma. Parlando dei circa 1.200 francesi residenti a Port-au-Prince, il ministro ha indicato che in questo momento “è molto difficile sapere dove sono”. “La nostra ambasciata è distrutta e i francesi sono raggruppati in due siti, per il momento sono tra i 60 e i 100”, ha precisato il capo del Quai d’Orsay.
15:42 In partenza medici di chirurgia d’urgenza di Siena

Venti volontari del Gruppo di chirurgia d’urgenza (Gcu) di Pisa partiranno questa sera per Haiti con un C130 messo a disposizione dalla 46/a brigata aerea di Pisa. E quanto spiega l’Azienda ospedaliera universitaria pisana (Aoup). L’arrivo ad Haiti è previsto per domani.
15:41 Onu: operativo aeroporto Port-au-Prince

L’aeroporto di Port-au-Prince, ad Haiti, è operativo. Lo ha reso noto l’Onu.
15:34 Usa inviano tre squadre di prontointervento

Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato oggi che tre prime squadre di pronto intervento sono in partenza dagli Stati Uniti verso Haiti, dove si ritiene che migliaia di persone siano sotto le macerie in seguito al terremoto che ha colpito la zona della capitale, Port-au-Prince.
15:32 Ban Ki-moon: “Morte centinaia di persone, oltre cento dispersi Onu”

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon denuncia che ad Haiti sono morte “centinaia” di persone e che oltre cento dipendenti del Palazzo di Vetro risultano dispersi in seguito alle scosse di terremoto. Fonti delle Nazioni Unite precisano che il personale disperso si trovava nel quartier generale di Port-au-Prince. Ban ha quindi sollecitato la comunità internazionale a prestare assistenza ad Haiti, anticipando una grave crisi umanitaria nell’isola caraibica.
15:21 First lady: “Distrutta la maggior parte di Port-au-Prince”

Il devastante terremoto che ha colpito ieri pomeriggio Haiti “ha distrutto” la maggior parte di Port-au-Prince. A dirlo, citata dall’ambasciatore haitiano a Washington, Raymond Joseph, è stata la first lady dell’isola, Elisabeth Debrosse Delatour. “Abbiamo parlato ieri sera con lei, ci ha detto che lei ed il presidente stavano bene e così anche la maggior parte dei funzionari del governo, perchè la maggior parte degli edifici governativi sono crollati dopo che gli impiegati erano andati via – ha riferito l’ambasciatore – La brutta notizia è che ci ha detto la maggior parte di Port-au-Prince è distrutta”.
15:12 Almeno cinque corpi recuperati nella sede Onu

Almeno cinque corpi sono stati recuperati nella sede dell’Onu crollata in seguito al terremoto ad Haiti. Lo ha detto il responsabile per le operazioni di mantenimento della pace, Alain Leroy, precisando che si ignora la sorte di un centinaio di dipendenti dell’organizzazione internazionale.
15:08 Croce Rossa: “Tre milioni di persone interessate dal sisma”

Il devastante terremoto che ieri sera ha colpito Haiti potrebbe aver coinvolto fino a 3 milioni di persone. Questa la stima della Croce Rossa Internazionale, secondo quanto riferito dal portavoce Paul Conneally per il quale ci vorranno almeno 24-48 ore affinchè si possa avere una stima più chiara della portata della distruzione.
15:07 Frattini: “Disposto invido di aiuti”

“Abbiamo disposto l’invio immediato di un aereo italiano con generi di primissima necessità, vi saranno a bordo funzionari sia della Cooperazione che della Protezione civile”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, da Addis Abeba, dove si trova in visita, parlando dei primi soccorsi da inviare all’isola colpita dal terremoto.
15:05 Aiuti anche dall’Aquila

Una raccolta di fondi sarà avviata anche all’Aquila a favore della popolazione di Haiti, dopo il terremoto che ieri ha provocato migliaia di morti. Lo ha annunciato il sindaco del capoluogo abruzzese, Massimo Cialente, il quale, seppure in un momento di estrema difficoltà – in piena ricostruzione dopo il sisma del 6 aprile 2009 – non vuole rinunciare a un gesto di solidarietà.
14:55 Nunzio vaticano: “Tutte le chiese, scuole e ministeri distrutti”

“Port-au-prince è totalmente devastata. La Cattedrale, l’Arcivescovado, tutte le grandi chiese, tutti i seminari sono ridotti a macerie. Stessa sorte per i ministeri, il palazzo presidenziale, le scuole. Il parroco della cattedrale, che si è salvato, mi ha detto che l’arcivescovo di Port-au-prince sarebbe morto sotto le macerie, insieme a centinaia di seminaristi e sacerdoti che sono sotto le macerie”. E’ la drammatica testimonianza del nunzio apostolico ad Haiti, l’Arcivescovo Bernardito Auza, diffusa dall’agenzia Fides
14:53 Testimone; “Cadaveri nelle strade. Nessun annuncio dalle autorità”

I cadaveri sono ancora riversi nelle strade di Port-au-Prince, mentre le autorità restano assenti: lo denuncia Carel Pedre, giornalista e conduttore radio tra i più famosi di Haiti, contattato telefonicamente dall’ANSA. “Sto girando nelle strade della capitale – ha detto Pedre -. I cadaveri sono ancora lì per terra. Le autorità non hanno diramato nessun annuncio. Né io ho visto agenti o militari impegnati nei soccorsi”. “Qui c’è la distruzione totale, ora mi sposterò in periferia, voglio vedere come stanno le cose lì”, ha aggiunto Pedre, che informa i suoi concittadini di quanto accade in tempo reale tramite il social network Twitter.
14:44 Morto l’arcivescovo di Port-au-Prince

Il corpo senza vita di monsignor Serge Miot, arcivescovo della capitale haitiana Port-au-Prince, è stato ritrovato sotto le macerie dell’arcivescovado. Lo hanno riferito alla Misma i missionari della Società di Saint Jacques, presenti ad Haiti da oltre 40 anni. Si è inoltre senza notizie del vicario generale, monsignor Benoit.
14:40 Ex console in Italia: “E’ apocalisse, decine migliaia morti”

Il terremoto che ha colpito stanotte Haiti è stato “una vera e propria apocalisse”. Così Mimmo Porpiglia, ex console onorario di Haiti in Italia, ha descritto la situazione nell’isola caraibica, parlando a SkyTg24. “Ad Haiti non c’è luce, non c’è acqua. La gente vaga impazzita per le strade, ha affermato Porpiglia in collegamento telefonico da Miami, da dove è in contatto con i suoi familiari sull’isola. L’ex console ha detto che probabilmente ci sono “decine di migliaia di morti”.
14:38 Onu: “Stanziati 10 milioni di dollari”

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha annunciato un primo stanziamento di “10 milioni di dollari” da parte del Centro d’emergenze del Palazzo di Vetro per la popolazione di Haiti colpita dal terremoto. In una conferenza stampa a New York, Ban ha rivolto un appello alla comunità internazionale perché contribuisca agli aiuti per l’isola.
14:36 Una testimone; “Dopo le scosse onde gigantesche”

“Subito dopo il terremoto onde gigantesche si sono abbattute su spiagge e strade e si portavano via i morti tra le macerie. Alcune strutture dei palazzi presidenziali e del Parlamento sono crollate. Ci sono cadaveri dappertutto”. Lo riferisce Cristina Iampieri, un avvocato italiano, che lavora all’Onu a Port-au-Prince. Subito dopo il terremoto l’avvocato ha chiamato una sua amica haitiana che vive a Roma. La comunicazione è durata pochi secondi, poi il cellulare satellitare di Cristina ha interrotto la ricezione.
14:35 Obama, riunione alla Casa Bianca

Il presidente Barack Obama, che farà oggi una dichiarazione sul terremoto ad Haiti, ha in programma una riunione alla Casa Bianca per esaminare il modo migliore per aiutare il paese devastato dal sisma. L’Usaid, l’ente americano per gli aiuti allo sviluppo, ha annunciato l’invio di una prima squadra di emergenza ad Haiti, un totale di 72 persone, per valutare i danni e decidere le priorità negli aiuti. L’aereo degli specialisti americani giungerà con 48 tonnellate di aiuti.
14:33 GB, parte team ctastrofi con pompieri e medici

Una squadra di vigili del fuoco del West Sussex specializzata in disastri naturali come terremoti ed uragani è in partenza dalla Gran Bretagna alla volta di Haiti, e con loro medici e infermieri dello UK International Search and Rescue Response, anch’essi addestrati a fronteggiare catastrofi come il sisma che ha devastato la nazione caraibica. Il loro volo, organizzato dal ministero per lo Sviluppo internazionale, dovrebbe decollare dall’aeroporto di Gatwick, non appena le condizioni meteo (sulla zona c’è stata un’intensa nevicata) lo consentiranno.
14:32 Nessuna notizia di 14 dipendendenti Unesco

L’Unesco non ha ancora avuto alcuna notizia del personale del suo staff – composto da 14 persone – che lavora a Haiti. “Attendo con ansia notizie dal nostro team a Port-au-Prince”, ha spiegato oggi a Parigi Irina Bokowa, capo dell’organizzazione dell’Onu per l’Educazione, la Scienza e la Cultura.
14:31 Distrutta la cattedrale di Port-au-Prince

Molte chiese di Haiti sono state danneggiate dal sisma e la cattedrale di Port-au-Prince è stata distrutta. Lo ha detto al New York Times padre Reginald Jean-Mary, parroco di Notre Dame di Haiti a Miami.
14:30 Francia invierà segretario di Stato alla Cooperazione

Il segretario di Stato francese alla Cooperazione, Alain Joyandet, si recherà sabato prossimo ad Haiti, dopo il terribile terremoto che ha colpito il Paese. E’ quanto hanno annunciato membri del suo gabinetto all’agenzia France Presse.
14:28 Spagna pronta ad invio di materiale d’urgenza

La Spagna è pronta a inviare 150 tonnellate di materiale umanitario d’urgenza a Haiti dopo il violento terremoto che ha colpito il paese caraibico, ha indicato oggi il segretario di stato alla cooperazione di Madrid Soraya Rodriguez. Il materiale messo a disposizione dalla Spagna per 6 milioni di euro, ha precisato, comprende macchine per rendere potabile l’acqua, materiale per la costruzione di tende e rifugi, cucine da campo, impianti sanitari d’urgenza, ha precisato Rodriguez.
14:23 Presto riapertura aeroporto Port-au-Prince

Potrebbe riaprire nelle prossime ore l’aeroporto di Port-au-Prince. Lo ha annunciato il ministero della Difesa del Brasile, Paese che ha il comando della missione dell’Onu ad Haiti (Minustah), secondo cui “l’aeroporto della capitale è rimasto chiuso tutta la notte e la sua riapertura dipenderà dal risultato di un’ispezione che dovrà essere condotta dalle autorità questa mattina per verificare lo stato della pista di atterraggio e di quella di decollo”.
14:01 Messaggio di Napolitano

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio di vicinanza al presidente di Haiti, Rene Preva: “Sono rimasto profondamente rattristato dalle notizie che giungono da Haiti sulle tragiche conseguenze del sisma che ha colpito ieri l’isola, con un pesantissimo bilancio di vite umane e danni materiali. In un momento così doloroso, l’Italia, unita al suo paese da tradizionali vincoli di amicizia, si sente vicina al popolo haitiano”
13:22 “Tragedia indescrivibile”

“Una tragedia indescribile – dice l’ex presidente in esilio di Haiti, Jean-Bertrand Aristide – E’ una tragedia che va al di là dell’immaginazione, una tragedia che richiede il più alto livello di compassione umana e di solidarietà”
13:15 Sarebbe morto il capo della missione Onu

Il capo della missione Onu ad Haiti (Minustah) Hedi Annabi e tutte le persone che si trovavano con lui nell’edificio della missione sarebbero morti a causa del terremoto. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner
12:52 Almeno 18 caschi blu tra i morti

Nel sisma sono morti almeno 18 caschi blu della missione Minustah dell’Onu, il cui quartier generale a Port-au-Prince si è sbriciolato. Si tratta di otto cinesi, tre giordani e quattro brasiliani. Decine i dispersi, tra i quali il comandante della missione, il tunisino Hedi Annabi
12:51 Nessuna notizia di due suore italiane

Vi sono anche due religiose friulane, impegnate da anni nell’assistenza a bambini e famiglie, tra gli italiani ad Haiti. Le due suore, Anna D’Angela, originaria di Varmo (Udine), e Olivia Pia Colussi, di Casarsa (Pordenone), lavorano in collaborazione con l’associazione “Pane condiviso” di Colloredo di Prato (Udine), che da ieri sera non ha loro notizie
12:34 Primi aiuti dalla Ue

L’Unione europea stanzia tre milioni di euro per l’emergenza
12:09 “Strade come trappole”

Dopo la scossa “le strade si sono rivelate una trappola. Io sono rimasta bloccata per ore” nell’auto. Lo racconta Fiammetta Cappellini, rappresentante dell’Avsi, una ong italiana, all’Ansa. “Si sentono dalle macerie le grida di aiuto di chi è rimasto sotto e i parenti sono impazienti. Si disperano. Mancano le luci per illuminare la scena e continuare a scavare di notte. Non possiamo che attendere la mattina, ma questa notte è veramente nera per tutti noi”
11:41 Appello del Papa

Benedetto XVI ha pronunciato oggi “un appello per la drammatica situazione in cui si trova Haiti”. “Il mio pensiero – ha detto – va, in particolare, alla popolazione duramente colpita poche ore fa da un devastante terremoto, che ha causato gravi perdite in vite umane, un grande numero di senzatetto e di dispersi e ingenti danni materiali. Invito tutti ad unirsi alla mia preghiera al Signore per le vittime di questa catastrofe e per coloro che ne piangono la scomparsa”
10:33 Morti 3 caschi blu giordani

Tre caschi blu giordani della missione Onu sono morti ed altri 21 sono rimasti feriti a Port-au-Prince: lo hanno reso noto fonti militari di Amman
10:32 In partenza aiuti dall’Italia

Il Dipartimento della Protezione, in coordinamento con la Farnesina, la Difesa e la Croce Rossa Italiana, sta organizzando i primi aiuti. In giornata partirà un C130 della 46 Aerobrigata con un ospedale da campo, un team sanitario specializzato in medicina di emergenza e una squadra della Protezione Civile che pianificherà l’eventuale ulteriore invio di materiali e mezzi
10:22 In totale 32 scosse

La terra non ha mai smesso di tremare ad Haiti. Dopo la prima scossa devastante ne sono seguite altre 31 di intensità compresa tra 5.9 e 4.2 gradi della scala Richter. L’ultima è stata registrata alle 2.23 (le 8.23 in Italia). Lo riferisce il Servizo Geologico statunitense (Usgs)
09:59 Farnesina: “Per ora nessun italiano coinvolto”

Fabrizio Romano, capo dell’Unità di crisi alla Farnesina, rende noto che “al momento non risultano coinvolti italiani”. “La mancanza di informazione non vuol dire che non ce ne siano”, aggiunge. E precisa che “i connazionali iscritti all’anagrafe consolare, sono circa 180, ai quali vanno aggiunti una decina che si sono iscritti al nostro sito ‘dove siamo nel mondo’. Non possiamo escludere che ce ne siano altri che non si sono registrati né al consolato né al nostro sito”
09:52 Sotto le macerie 8 caschi blu cinesi

Otto caschi blu cinesi della missione Onu sono rimasti sotto le macerie. Altri dieci militari risultano dispersi, secondo quanto reso noto da fonti governative di Pechino
09:19 Primi aiuti Usa

Dagli Stati Uniti è in partenza una squadra di soccorso di 72 persone con sei cani addestrati per fiutare la presenza di persone tra le macerie e 48 tonnellati di materiali
08:51 Un solo ospedale in funzione

Dei quattro ospedali di Port-au-Prince, tre sono crollati per il terremoto e l’unico rimasto in piedi non accetta più feriti perché oramai intasato. Lo ha detto in una intervista a SkyTG24 il vicepresidente della Croce Rossa internazionale, Massimo Barra
08:34 Sciacalli in azione

Sciacalli hanno saccheggiato nella notte un supermercato crollato per il terremoto a nord della capitale haitiana Port-au-Prince. Lo riferisce un giornalista della France Presse.
08:26 200 sotto le macerie di un hotel

Circa 200 persone sarebbero sepolte sotto le macerie di un albergo di Port-au-Prince. Lo rende noto il segretario di Stato francese alla Cooperazione Alain Joyandet. Dalla Francia sono in partenza due aerei con aiuti e squadre di soccorso
07:45 Stanno bene gli italiani

“Stanno tutti beni i 12 italiani della ditta Ghella che si trovano in un cantiere nel nord di Haiti, a una cinquantina di chilometri da Port-Au-Prince”: lo ha detto all’ANSA Gianfranco del Pero, responsabile dell’ambasciata italiana nella vicina Repubblica Dominicana. Nessuna vittima neppure nella rappresentanza diplomatica italiana ad Haiti
07:41 Il presidente è vivo

Il presidente haitiano René Preval “è vivo”. Lo ha reso noto l’ambasciatore di Haiti in Messico, Robert Manuel
07:39 Crollati gli edifici principali

Sono venuti giù come cartapesta ospedali, il palazzo presidenziale, vari ministeri, hotel cosiddetti di lusso, edifici per uomini d’affari, grandi magazzini. Anche il Quartier generale della missione militare e civile dell’Onu, che nel paese disloca ben 9.000 uomini – 7.000 militari e 2.000 poliziotti – è stato quasi raso al suolo
07:28 Port-au-Prince, un cumulo di macerie

Quattro fortissime scosse sismiche, la più forte di 7.0-7.3 gradi Richter, hanno seminato morte e distruzione nell’isola, uno dei Paesi più poveri del mondo. La capitale Port-au-Prince, due milioni di abitanti, si è trasformata in un cumulo di rovine. Il bilancio delle vittime è pesantissimo: migliaia di persone hanno perso la vita o risultano disperse. Il terremoto è avvenuto poco prima delle 16 di ieri ora locale (le 23 in Italia). L’ipocentro delle scosse è stato localizzato ad appena 10 chilometri di profondità. Ravvicinati gli epicentri, tutti in terraferma e nelle vicinanze della capitale: a 15 km a sud-ovest la prima, a 25 km a ovest-sud-ovest la seconda e la terza, a 30 km. a sud ovest la quarta

Buone Feste dalla Pro Loco di Pace del Mela


Il Presidente Francesco Leone,
il Segretario, il Consiglio di Amministrazione, e tutti i soci
Augurano alla Cittadinanza e a tutti i lettori del Sito

Buon Natale
e

Felice 2010

Video Last Christmas

Messina, il giorno del dolore In migliaia ai funerali di Stato

Funerali Messina
Messina Funerali
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Messina Funerali
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Messina i Funerali Giampilieri Scaletta Zanclea
Messina Funerali La7 News
In Duomo le esequie di Stato di ventuno tra le vittime dell’alluvione. Messaggio del Vaticano
Piazza stracolma, i feretri accolti da applausi. Presenti Berlusconi, Schifani e Alfano

Il premier: presto le nuove case, sul Ponte andremo avanti
E “Il Giornale” di suo fratello Paolo attacca Napolitano

Il premier contestato. All’uscita dalla Cattedrale, Silvio Berlusconi è stato contestato da un centinaio di persone. Lungo il tragitto per raggiungere il corteo di auto è stato apostrofato con parole come “vergogna”, “assassini”, “buffone”, “sparisci, vai via”. Ci sono stati anche fischi.

MESSINA - In una cattedrale di Messina gremita, alle 10,30 sono cominciati i funerali di Stato delle vittime dell’alluvione. A officiare il rito, monsignor Calogero La Piana e il vescovo di Palermo Paolo Romeo. E’ stato letto anche un messaggio del cardinal Bertone, che a nome di papa Benedetto XVI ha espresso la sua “intensa e affettuosa vicinanza” alla popolazione. Migliaia le persone presenti fuori la chiesa: famiglie, scolaresche, la città intera si stringe intorno ai morti e ai loro congiunti. C’è pure una delegazione di cittadini dell’Aquila.

Tanta folla. Ovviamente sono tutti occupati i 750 posti a sedere del Duomo, comprese quelle all’impiedi le persone all’interno sono circa 1.500. Nella piazza antistante ci sono almeno altre 4 mila persone, secondo le stime delle forze dell’ordine: ma l’ingresso, per motivi di sicurezza è stato consentito soltanto agli accreditati.

La cerimonia. Un lungo applauso ha salutato le vittime dell’alluvione. Strazianti le scene dei parenti disperati vicini ai feretri dei propri cari. Il rito funebre, dopo la lettura del messaggio proveniente dal Vaticano, è proseguito con la lettura di tutti i nomi dei morti.

Le presenze istituzionali. Nel duomo il premier Silvio Berlusconi, e – in rappresentanza del capo dello Stato – il numero uno del Senato, Renato Schifani. C’è anche il ministro della Giustizia Angelino Alfano, che nega problemi nella proclamazione del lutto nazionale: “Nessun ritardo, lo abbiamo deciso al primo Consiglio dei ministri utile”. E sull’alluvione: “Bisogna fare chiarezza su quanto accaduto, ciascuno deve fare la sua parte: governo, magistratura, istituzioni locali”.

La veglia funebre. Ieri sera sono state portate in cattedrale le 21 bare, tutte avvolte nella bandiera tricolore tranne una, quella di una donna romena, con la bandiera del suo paese. Su ogni feretro cuscini di fiori rossi e le foto delle vittime. Tra le bare anche quella bianca della piccola Ilaria, 5 anni: legato c’è un palloncino bianco con il suo nome. Poco più in là altri due palloncini bianchi simboleggiano gli altri due bambini vittime della tragedia, Lorenzo, di 2 anni, e Francesco, di 6, i cui corpi non sono stati ancora recuperati. I familiari di altre sei vittime hanno preferito esequie in forma privata, mentre deve ancora essere riconosciuto il cadavere di uno dei morti estratti dalla macerie.
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Il bilancio. La conta dei morti è, al momento, fermo a quota 28: l’ultimo ritrovamento tre giorni fa a Giampilieri, i cadaveri di due donne di 82 e 84, anni seppellite sotto le macerie delle loro abitazioni. Ancora sette i dispersi, per cui non c’è più praticamente speranza.

L’attacco a Napolitano. A lanciarlo, questa mattina, è Il Giornale di proprietà del fratello di Silvio Berlusconi: secondo quanto scrive il quotidiano, il capo dello Stato ha dato forfait – citando “impedimenti”, poi una caviglia slogata – perché in realtà non vuole stringere la mano al premier. Che lo ha pesantemente criticato dopo la bocciatura del lodo Alfano.

Berlusconi e le grandi opere. In un’intervista alla Gazzetta del Sud, il premier – oltre a ribadire che le case nuove per gli alluvionati verranno costuite al più presto – annuncia di voler avanti con la realizzazione del ponte sullo Stretto. Spiega anche che nominerà a breve un commissario straordinario per l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, e si dice sicuro che strapperà al al centrosinistra il governo della Calabria, in alleanza con l’Udc.

Bertolaso: “35 i morti di Messina” Sabato i funerali delle vittime

Alluvione Messina
Alluvione Messina
Alluvione Messina
Alluvione Messina
Alluvione Messina
Il capo della Protezione civile fornisce il bilancio definitivo dell’alluvione
“Impossibile trovare vivi i 10 dispersi”. Appello per Simone, l’eroe di Giampilieri

Alfano: “Accerteremo le responsabilità della tragedia
Alla Procura di Messina poteri straordinari per le indagini”

MESSINA - Le cifre attuali del nubifragio di Messina parlano di 25 vittime recuperate e 10 persone ufficialmente disperse. Ma è una distinzione ormai senza valore, come ha spiegato il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso: “Visto che per i dispersi non c’è nessuna speranza che siano trovati in vita”, il bilancio definitivo “dovrebbe quindi essere di 35 morti”.

I funerali delle vittime saranno celebrati sabato. Le esequie, officiate dall’arcivescovo Calogero La Piana, si terranno nella cattedrale di Messina alle 10.30. Per tutto il giorno il sindaco ha dichiarato il lutto cittadino, e ha invitato anche il presidente della Repubblica e le alte cariche dello Stato a partecipare. Già oggi il ministro della Giustizia Angelino Alfano è stato sul posto, per i funerali del poliziotto Roberto Carullo: “Accerteremo tutte le responsabilità di questa tragedia”, ha dichiarato.

Intanto in molti chiedono funerali di Stato per Simone Neri, il ragazzo di Giampilieri morto salvando otto persone. “C’è un bambino che piange, vado a salvarlo. Qualsiasi cosa succeda, ricordati che ti amo”. Queste le sue ultime parole al telefono con la fidanzata nella sera tra giovedì e venerdì. Poi di lui si sono perse le tracce. Avrebbe compiuto 30 anni tra pochi giorni e invece è morto a Giampilieri nel tentativo di salvare parenti e vicini di casa rimasti intrappolati nel fango che ha sommerso il paese. Sul web lo celebrano e lo ricordano: gruppi su Facebook, filmati su YouTube. Tutti con un’unica richiesta: “E’ morto da eroe, merita i funerali di Stato”.

Due famiglie hanno deciso invece per funerali privati. Ieri si sono tenute, infatti, le esequie di Santina Porcino, nel Santuario di Sant’Antonio da Padova a Barcellona Pozzo di Gotto. Oggi invece, alle 15, i funerali di Roberto Carullo, l’agente della Polfer vittima della tragedia di Giampilieri e Scaletta. Al rito funebre hanno preso parte il sindaco di Messina e il ministro Alfano. “Oggi è una giornata di lutto, e per me che sono siciliano è una giornata di doppio dolore” ha dichiarato il Guardasigilli al funerale di Roberto Carullo, “una tragedia che non ha colpito solo queste comunità ma tutto il Paese”. E ha aggiunto: “Il ministero della Giustizia darà strumenti e poteri straordinari alla Procura di Messina per accertare tutte le responsabilità omissive e commissive”.

Simone Neri
L’«eroe per caso» di Giampilieri
Simone morto per salvare otto persone
Su Facebook è nato un gruppo a lui intitolato. Con più di 2000 membri e centinaia di messaggi

MESSINA – Simone Neri era un ragazzo sorridente. Era sottocapo di prima classe della Marina. Aveva una ragazza bellissima e sognava una famiglia, come tutti. Aveva 28 anni e quel tragico giovedì era riuscito a mettersi in salvo mentre il paesino di Giampilieri crollava sotto il fango della montagna. Era in salvo sopra un tetto. Così ascoltando le richieste di aiuto intorno a lui, non ha resistito. E allora ha cominciato a darsi da fare. Prima ha salvato un vicino che urlava disperato dalla sua casa crollata. Poi è corso ad aiutare una donna intrappolata tra le macerie. L’ha presa in braccio e l’ha portata in salvo sopra il tetto sicuro. Poi è toccato ad un’amico sulle spalle. Avanti e indietro per otto volte. Alle 21.00 l’ultima telefonata alla sua ragazza, «C’è un bambino che piange, vado a salvarlo. Qualsiasi cosa succeda, ricordati che io ti amo». Ma la sua corsa questa volta si è fermata.

SU INTERNET - Simone Neri è stato ritrovato tra le vittime dopo due giorni. La cugina lo ricorda davanti alle telecamere: «Fino alla fine ha salvato tutti. Poi però non c’è l’ha fatta…». La storia di Simone adesso vive su internet e fa il giro del mondo. Siti e pagine per ricordare l’altruismo di un giovane messinese. Su Facebook è nato un gruppo a lui intitolato: «Simone Neri un VERO EROE». Iscritti oltre 2000, centinaia di messaggi e un quesito: «A lui 8 persone devono la vita. Chissà se gli toccheranno i funerali di Stato… chissà se un tricolore ci sarà sulla sua bara… o se una scuola gli sarà intitolata… Onore a te, che hai sacrificato la tua vita… in cambio di nulla!»

Disastro in Sicilia, 24 morti e 39 dispersi Berlusconi: ricostruzione entro 4-5 mesi

Giampilieri Superiore
Giampilieri
Giampilieri
Scaletta Zanclea
Giampilieri

Video Prime Immagini disastro Giampilieri – Scaletta 1°Parte
Video Prime Immagini disastro Giampilieri – Scaletta 2°Parte
Messina Contesta Berlusconi e Lombardo 04/10/2009
Matteoli: è un disastro, ma il Ponte si farà
La Procura di Messina indaga sul dopo alluvione 2007

Continuano le ricerche dei dispersi in seguito all’alluvione che ha messo in ginocchio la provincia di Messina. Mancano all’appello ancora 39 persone, mentre l’ultimo bilancio dei morti segna 24 vittime. Intanto il premier Silvio Berlusconi afferma che i villaggi distrutti dal fango non saranno ricostruiti, perché farlo «costa troppo e non è sicuro», ma gli abitanti che hanno perso tutto avranno una nuova casa completamente arredata e dotata delle più moderne tecnologie, come è stato fatto per i terremotati dell’Aquila.

Matteoli: il ponte si farà. La situazione nella zona di Messina colpita dell’alluvione «è disastrosa», anche se «poteva andare molto molto peggio, la montagna poteva smottare ancora di più e travolgere centinaia di persone». Lo ha dichiarato il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Altero Matteoli, secondo cui questa tragedia non deve fermare il progetto del Ponte sullo Stretto. Commentando le dichiarazioni del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha chiesto sicurezza e non opere faraoniche, Matteoli, nel corso della trasmissione Mattino5 su Canale5, ha affermato: «Non lo so se alludeva al Ponte e non mi permetto di polemizzare con il Capo dello stato», tuttavia il ministro si è chiesto: «Cosa c’entra? Il ponte si costruisce attraverso il project financing, lo costruiscono i privati, i soldi non si possono dirottare sul territorio, quindi il ponte si farà. Inoltre i primi lavori sono opere collaterali che se si fossero già fatte avrebbero consentito di ridurre gli effetti del disastro. Si tratta di 1,3 miliardi per migliorie al territorio in Calabria e Sicilia». «Vedendo le case costruite addirittura dentro il greto del fiume, qualche riflessione la dobbiamo fare. Questo però non è un male non solo siciliano, si è costruito su fiumi in tutta Italia», quindi «sta al buon senso dei tecnici comunali quando rilasciano licenze, sta ai comuni quando ci sono sentenze di abbattimento di eseguirle».

Berlusconi: ricostruzione in 4-5mesi. Berlusconi prevede lo stanziamento di un miliardo di euro per le zone a rischio idrogeologico, mentre annuncia il blocco delle tasse e dei mutui per i cittadini delle zone alluvionate. «Con l’intervento della Regione e del governo si potranno ricostruire i quartieri» dove la comunità di 520 persone che ha avuto danneggiate le case potrà «riformarsi». Così il premier Silvio Berlusconi, intervistato dal Giornale Rario Rai, conferma la volontà dell’Esecutivo di procedere rapidamente alla ricostruzione dell’area del messinese devastata dal maltempo. «L’esperienza dell’Aquila è unica al mondo e ci dà la possibilità di prevedere che questi quartieri potranno essere realizzati in 4-5 mesi», aggiunge ribadendo le agevolazioni per cittadini colpiti dall’alluvione: stop al pagamento di tasse e mutui e agevolazioni per chi intenda trovarsi una nuova abitazione. «Nessun cittadino può ritenere di essere stato abbandonato», dice ancora chiarendo che c’è ora molto da fare, intanto con lo stanziamento di «una cifra importante», cominciando dalle aree «più pericolose» da un punto vista idrogeologico. «Abbiamo ereditato la situazione che conosciamo e guarderemo avanti per cercare di operare concretamente e rimuovere i pericoli più gravi». Berlusconi fa anche una valutazione dell’alluvione e commenta: «Pensando al numero delle vittime, siamo stati molto fortunati perché potevano essere molte di più».

Identificate le vittime. Venti delle 24 vittime recuperate sono state identificate dai parenti. La protezione civile nel corso della giornata darà i nomi. L’ultima lista di cinque nomi era stata data due giorni fa. Il bilancio provvisorio delle vittime, secondo i dati diffusi dall’unità di crisi, resta pertanto ancora fermo a 24 morti e 35 dispersi, più 30 ricoverati in ospedale e 705 sfollati. Intanto, dopo la prima notte senza pioggia, continuano le operazioni di ricerca e di ripristino di alcune strade nella zona del disastro. La ferrovia e la Statale 114 Messina-Catania restano bloccate, mentre sono aperte due corsie, una per ogni direzione del’autostrada A18. Nel pomeriggio a Messina è atteso il presidente del Senato Renato Schifani.

Procura indaga su dopo alluvione 2007. La Procura della Repubblica di Messina, che dopo l’alluvione di giovedì scorso ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo e disastro colposo, sarebbe orientata a concentrare le indagini a partire dal 2007. Il 25 ottobre di quell’anno, infatti, si verificò un’altra alluvione nelle zone ora colpite dal disastro che in quel caso non provocò vittime ma danni ingenti. I magistrati cercheranno di stabilire se da quel momento la pubblica amministrazione abbia provveduto a realizzare opere per mettere in sicurezza quei territori. Ma non è escluso – spiegano fonti del Palazzo di Giustizia – che l’indagine possa anche prendere in considerazione periodi precedenti. Dopo l’alluvione del 2007, la Procura di Messina aveva già aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità.

Nanni Ricevuto (Pdl), presidente della Provincia di Messina, ha affermato che «L’avviso meteo è arrivato tardi, solo 15 minuti prima dell’evento. Comunque si tratta di avvisi generici che non danno mai dati specifici sulla situazione meteo. Quando è arrivato il nubifragio io ero a Giardini sull’autostrada e c’erano delle piccole frane, ma nessuno poteva prevedere che sarebbe caduta quella quantità d’acqua». Ricevuto si trova all’hotel Best Western, insieme al presidente del Senato Schifani, per incontrare gli sfollati.


Messina, Alfano (IdV), Disgustoso lo spettacolo degli sciacalli della politica

Palermo, 5 ottobre 2009 – «Avendo lavorato per più di dieci anni nella protezione civile, so che le passerelle dei politici sui luoghi dei disastri servono solo a coloro che le fanno e in alcun modo alle vittime». Lo ha dichiarato il deputato europeo dell’Idv Sonia Alfano che ha aggiunto: «E’ disgustoso dover assistere allo spettacolo degli sciacalli della politica, che sull’abusivismo edilizio hanno fondato parte delle loro fortune politiche facendo condoni a raffica e non intervenendo in alcun modo sulle situazioni di illegalità, prendere ancora una volta in giro cinicamente i cittadini con promesse che preludono solo ad altre speculazioni edilizie».

«E’ venuto il momento – ha concluso Alfano – che qualcuno paghi per i morti perché questa è una strage annunciata, un omicidio doloso che ha dei responsabili. Gli stessi che oggi promettono di far guerra all’abusivismo e che annunciano opere faraoniche inutili».

Berlusconi: “Almeno 50 morti nel Messinese” Bertolaso: “Finora 20 le vittime accertate”

Molino
Giampilieri
Giampilieri
Scaletta Zanclea
Scaletta Zanclea

Video RaiNews24 Alluvione Giampilieri – Scaletta Zanclea

Il premier ha annunciato che oggi visiterà i luoghi dell’alluvione
Ci sono decine di dispersi. Un’ottantina i feriti, circa 400 gli sfollati

La pioggia che continua incessante ha provocato a Erice il crollo di un costone roccioso
E a Palermo gravi problemi alla circolazione a causa degli allagamenti

Nel Messinese “ci sono una ventina di morti e 30 dispersi, e alla fine ci saranno almeno 50 morti. E’ una situazione molto grave, anche se limitata a due valli”. La previsione è del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che oggi, ha annunciato, andrà nei luogi dell’alluvione. E intanto il bilancio ufficiale dei morti sale a 20, lo ha annunciato il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, appena giunto al centro operativo aereo della frazione di Santa Margherita.

Il premier ha spiegato che la Protezione Civile sta lavorando, che con gli elicotteri dell’esercito vengono trasportate le persone e che sono stati sospesi però i lavori dei vigili del fuoco “perché con le frane e le colate di fango si metteva a rischio la loro vita”.
“Io volevo andare oggi (ieri, ndr)- ha detto ieri in tarda serata – ma davo più fastidio che altro. Probabilmente vado giù domani (oggi, ndr) a vedere e a parlare con la gente. I danni sono ingenti, ma più dei danni ci sono quasi cinquanta morti, una cifra importante”.

Nel bilancio, oltre ai 20 morti, ci sono “tra i 20 e i 30 dispersi”, ha detto Bertolaso, un’ottantina di feriti e oltre 400 sfollati. I soccorritori continuano a scavare nel fango. Gli sfollati hanno trascorso la notte negli alberghi dove sono stati ospitati dalla Protezione Civile. Una riunione per fare il punto sulla situazione è in programma all’unità di crisi allestita in prefettura a Messina. Intanto su Messina continua a piovere: secondo le previsioni meteo, per tutta la mattina si alterneranno rovesci e temporali a schiarite, mentre un lieve miglioramento è previsto a partire dal pomeriggio

In nottata sono stati identificati i cadaveri di alcune delle 20 vittime del nubifragio, recuperati fino ad ora dai soccorritori. Si tratta di Simone Neri, 28 anni, che prima di essere travolto dal fango a Giampilieri aveva tratto in salvo numerosi familiari; Letterio Maugeri, 60 anni, e Giuseppe Tonante, 76 anni, anche loro uccisi dalla frana che ha devastato la borgata; Concetta Cannistraci, 71 anni, rimasta sepolta nel crollo di una palazzina a Scaletta Zanclea così come Santa Torcino, 42 anni; e infine Carmela Oliveri, 47 anni, il cui cadavere è stato recuperato in mare, nei pressi di Roccalumera, da una motovedetta dei vigili del fuoco.
Risulta invece ancora dispersa Ketty De Francesco, 30 anni, il cui nome era stato inserito ieri tra le vittime.

Le forze dell’ordine hanno segnalato la presenza di sciacalli nelle case abbandonate di Scaletta Zanclea. I carabinieri hanno organizzato delle ronde lungo la strada ferrata e stanno identificando alcune persone. In zona sono stati visti giovani con precedenti penali specifici che non abitano nel comune semidistrutto dall’alluvione.

Intanto il maltempo ha provocato gravi danni anche in altre zone della Sicilia. Cinque famiglie sono state evacuate a Erice (Trapani), in seguito al crollo di un costone roccioso lungo una decina di metri. L’episodio è avvenuto nel Cortile Adragna della frazione di Casa Santa, alle pendici del Monte Erice. Il blocco di pietra, che si sarebbe staccato a causa delle copiose piogge degli ultimi giorni, è precipitato da un’altezza di circa 50 metri e si è frantumato in grossi massi nei pressi di un’abitazione, senza comunque causare danni o feriti. I nuclei familiari, per un totale di 13 persone, hanno trovato sistemazione presso alcuni parenti, ad eccezione di una famiglia che è stata invece sistemata dal Comune in una struttura alberghiera.

Allagamenti hanno creato difficoltà alla circolazione e invaso abitazioni e magazzini anche a Palermo, dopo un nubifragio che si è scatenato tra le 2 e le 4 di notte. La circonvallazione è chiusa al sottopasso di via Belgio, dove si era accumulato un metro d’acqua e che, dopo l’intervento dei tecnici del Comune per farla defluire, ha lasciato sull’asfalto uno stato di fango.
Praticamente intransitabile la borgata di Mondello, con le strade trasformate in torrenti. Sono stati 25 gli interventi dei vigili del fuoco per soccorrere automobilisti in difficoltà. La pioggia ha anche causato 8 incidenti stradali, dei quali due in provincia, a Trabia e Cefalù.

Giampilieri e Scaletta, simbolo di disastro annunciato

Giampilieri
Alluvione Giampilieri e Scaletta Zanclea – La 7 News
Giampilieri, il piccolo comune a Sud di Messina, poco più di 1.500 abitanti, e Scaletta Zanclea sono i luogo simbolo di un disastro annunciato. L’ennesima tragedia italiana legata al dissesto idrogeologico e alla mancata messa in sicurezza di un territorio notoriamente a rischio frane e smottamenti appena arrivano le piogge. Il bilancio provvisorio delle vittime è fermo a nove, la stima dei dispersi appare ancora molto incerta. Si parla di almeno 20 dispersi, ma sono numeri destinati a crescere col passare delle ore. A Giampilieri in queste ore la situazione è drammatica: nella frazione più alta del paese i soccorritori possono arrivare solo a piedi. Con la pioggia battente un costone di roccia si è staccato ieri sera intorno alle 20 e si è portato via una ventina di abitazioni. Era l’ora di cena. Anche le notizie che arrivano da Scaletta Zanclea, sono drammatiche. Si tratta di zone altissimo rischio idrogeologico. “Una tragedia annunciata, anzi che si preannunciava ogni anno. E questa volta purtroppo è accaduto”. Il presidente dell’ordine dei Geologi della Sicilia, Gian Vito Graziano, ha commentato così ad Apcom gli effetti del nubifragio che si è abbattuto nella notte sul messinese, provocando morti e distruzione. “Nelle zone a sud di Messina, ma anche in altre province come a Palermo, ogni anno si ripropongono sempre gli stessi problemi avvicinandosi ai mesi più piovosi. Oggi – prosegue – esistono strumenti di pianificazione regionale avanzati, che ci fotografano situazione quasi in diretta, ma non si interviene. La colpa è di un’assenza cronica di fondi, ma anche la manutenzione ordinaria – come la pulizia di canali, fiumi e tombini – non viene fatta”. Una tragedia già sfiorata altre volte. Ad esempio, il 25 ottobre del 2007. Le scene sono le stesse: una valanga di fango che invade il paese e tanta paura tra gli abitanti. In quel caso, non ci furono vittime. L’11 dicembre 2008, ancora un allarme maltempo. L’Unità di crisi della Prefettura di Messina allerto l’Esercito che intervenne con una unità mobile del Genio guastatori di Palermo. Il Comune di Oliveri, sud di Messina, fu completamente allegato. A Montalbano Elicona le strade di accesso furono chiuse al transito per allagamenti. Si registrò anche il crollo parziale di un ponte sul torrente Elicona, fra i Comuni di Falcone e Oliveri. Due anni dopo il disastro che ha travolto decine di vite e il destino di centinaia di famiglie.

MESSINA - “La situazione è molto seria, critica e difficile”: così sintetizza il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, appena giunto in prefettura a Messina per coordinare i soccorsi dopo il violento nubifragio della scorsa notte che ha colpito la Sicilia nordorientale.

Bertolaso: “Situazione localizzata ma complicata”. “La situazione è localizzata ma complicata da affrontare perché ci sono due vallate strette dove gli elicotteri non possono atterrare ed è difficile raggiungere le zone colpite”, ha aggiunto Bertolaso, che ha sorvalato in elicottero Giampilieri Superiore, Briga e Scaletta, dove si sono verificate le frane più gravi. E il bilancio delle vittime “è destinato a peggiorare”.

Il dramma di Gimpilieri. In particolare a Giampilieri in queste ore si vedono immagini da paesaggio spettrale, con gente disperata alla ricerca dei propri familiari, mentre centinaia di soccorritori scavano nel fango alla ricerca di dispersi. “A Giampilieri è un inferno” racconta un operatore della protezione civile. “Sembra Sarno. E’ franato un costone di una collina sopra le case. Stiamo scavando sotto un mare di fango per cercare di estrarre altri corpi”.

I soccorsi. “La situazione è drammatica in tutto il messinese. Si scava anche con le mani senza pausa e senza fermarsi mai tra i detriti e il fango per cercare i dispersi con l’aiuto dei cani” dice il capo del Protezione civile regionale Salvatore Cocina. Sono parecchie centinaia gli uomini in campo tra protezione civile, forze dell’ordine, 118, vigili del fuoco e volontari, mentre sono mobilitate squadre da Pisa specializzate nella ricerca dei dispersi: “C’è la massima mobilitazione e il massimo sforzo da tutta la regione e non solo”, conclude Cocina.

L’appello del sindaco. “Stiamo vivendo una situazione critica, la macchina dei soccorsi è in azione anche se è difficile raggiungere le aree colpite dal disastro. Molte zone sono isolate e le squadre possono raggiungerle solo a piedi” dice il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, prima di riunirsi presso l’Unità di crisi dove è giunto Bertolaso. Buzzanca ha lanciato un appello “a medici, infermieri e volontari vicini alle zone del disastro per soccorrere le persone che hanno bisogno e che noi non possiamo ancora raggiungere”.

E’ di 18 morti, 75 feriti, una decina di dispersi e 400 sfollati il bilancio del nubifragio che ha provocato frane, valanghe di fango e crolli nel messinese. Scoppiano le polemiche sul dissesto idreologico della zona causato secondo Guido Bertolaso dall’abusivismo e sulla mancanza di interventi dopo il violento nibifragio che colpì la stessa zona due anni fa. Sul tema interviene il presidente Napolitano: «No alle opere faraoniche, investire sulla sicurezza». Proclamato lo stato d’emergenza e aperta un’inchiesta.-

Soccorsi difficili, continua a piovere. Molte persone sono fuggite via mare aiutate dalla guardia costiera. Due i cadaveri avvistati al largo della costa di Messina. In tutto una sessantina le persone soccorse dai vigili del fuoco. Ma sotto le macerie e il fango restano ancora molte persone. La zona è isolata e soccorsi sono difficili: in molti casi si scava con le mani. Le località più colpite Giampilieri e Scaletta Zanclea. E l’allarme non cessa: sono previsti violenti temporali nelle prossime ore.

Napolitano: sicurezza, no opere faraoniche. «O c’è un piano serio che piuttosto che in opere faraoniche investa sulla sicurezza in questo paese o si potranno avere altre sciagure», ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a proposito delle vittime del maltempo nel messinese. Il presidente si è detto d’accordo («Dice cose sacrosante») con Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, quando dice che il «un diffuso dissesto idrogeologico è in gran parte causato da abusivismo». Il parroco di Giampileri, una delle zone più colpite, ha denunciato: «Si è ripetuto quello che era accaduto due anni fa».

Bertolaso: colpa dell’abusivismo. «Eravamo in allerta meteorologica da ieri mattina, più di questo non potevamo fare: o si fa una grande opera di messa in sicurezza di tutto il territorio nazionale o queste tragedie sono destinate a ripetersi» ha aggiunto Bertolaso. «Io non faccio polemiche ma cerco di risolvere i problemi, è però evidente che non può essere la Protezione Civile a risolvere i problemi di dissesto idrogeologico creati dall’abusivismo». «È stato difficile raggiungere i luoghi della tragedia – ha spiegato il sottosegretario – perché erano chiuse l’autostrada, la ferrovia e la strada statale e perché c’erano le strade dissestate tra le due vallate dove si trovano i comuni che sono stati maggiormente colpiti dal nubifragio. Stiamo facendo tutto il possibile per intervenire al più presto».

Le polemiche sui fondi. «Due anni fa c’è stato un fenomeno molto contenuto ma la mancanza di fondi non ha consentito di intervenire» ha detto il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca. Dopo il cataclisma del 2007 erano stati previsti lavori per 11 milioni di euro per mettere in sicurezza la zona. Ma l’unico lavoro realizzato è stato un terrazzamento a monte della via Palombara, dove oggi i danni sono stati limitati. Lunedì prossimo si sarebbe dovuto aprire un cantiere in un altra zona critica della frazione. La somma stanziata per questi interventi è di 900 mila euro.

Si scava con le mani. La pioggia impedisce l’intervento dei mezzi pesanti. La frazione di Giampilieri, a circa 20 chilometri a sud del capoluogo, è rimasta a lungo isolata; i primi soccorritori parlano di due palazzine franate. Situazione critica anche a Scaletta Zanclea e Santo Stefano Briga. Nella notte decine di persone sono state evacuate. A Scaletta Marea il fango ha invaso circa 700 metri del paese. Lungo la statale 114, l’Orientale Sicula, il traffico è andato in tilt con i mezzi di soccorso in parte bloccati.

Estratta viva dalle macerie. La guardia forestale e gli addetti dell’antincendio della Regione siciliana hanno raggiunto a piedi la zona di Altolia (Messina), e hanno estratto dalle macerie una persona ancora viva. Salvata dagli uomini del Soccorso alpino Calabria una donna finita in un fiume a Scaletta Zanclea.

Tra i dispersi anche una mamma e la figlia di 4 anni. Il marito è riuscito a mettersi in salvo perché quando la frana ha travolto la loro abitazione a Giampilieri Superiore era fuori casa insieme al figlio di 7 anni.

Due fratelli sono ancora sotto le macerie di una costruzione in via Puntali, nella frazione di Giampilieri. Questa mattina i ragazzi, di 21 e 23 anni, davano ancora segni di vita. Ma con il passare del tempo è calato il silenzio. L’allarme era stato dato dalla madre dei due ragazzi, la signora Maugeri, che era fuori.

Le vittime. Si tratta di Pasquale Bruno, 40 anni, che è stato travolto e soffocato dal fango nella piazza di Giampilieri, e un pensionato di 70 anni, Francesco De Luca, annegato nello scantinato della sua casa rurale, in contrada Vallone, sempre in territorio di Giampilieri. Roberto Carullo, sovrintendente della Polizia ferroviaria, è stato trovato cadavere dai soccorritori all’interno di un’automobile travolta da un torrente nei pressi di Scaletta Zanclea. I soccorritori hanno identificato anche un pensionato di ottant’anni, Martino Scibilia, il cui cadavere è stato recuperato all’interno della sua abitazione a Scaletta Zanclea. Identificata anche la quinta vittima, è Salvatore Scionti, 64 anni, morto nella sua abitazione di Scaletta Zanclea. Il corpo senza vita dell’anziano è stato scoperto dal figlio.

Travolta dal fango mentre era distesa sul divano. E’ morta così Agnese Pellegrino, 44 anni, postina, di Napoli, nella sua casa a Briga superiore. Aveva due figli, uno di 13 e uno di 15 anni. Era completamente coperta da fango e calcinacci. L’appartamento è stato schiacciato da una frana lungo la strada che da Briga marina porta alla frazione messinese di Briga superiore. La collina che sovrasta l’abitazione si è «spaccata» ieri alle 21.30. Il marito Santo Pellegrino, 50 anni, addetto alle caldaie dell’ospedale Piemonte e i figli di 14 e 12 sono rimasti illesi.

Sono almeno 75 i feriti ricoverati nei diversi ospedali, lo ha detto Bertolaso. Quindici i ricoverati al Policlinico di Messina per le ferite riportate durante il nubifragio. Due sarebbero in gravi condizioni. Ci sono anche due persone ustionate nello scoppio di una bombola di gas causato dalla frana che ha travolto Scaletta.

Sospesa la circolazione ferroviaria. La circolazione ferroviaria è sospesa da ieri sera fra Messina e Santa Teresa Riva, sulla linea che collega Catania e la Città dello Stretto. La contemporanea chiusura dell’autostrada e della strada statale 114 non consente a Trenitalia di attivare il servizio di autobus sostitutivi per i treni regionali. Per i viaggiatori dei treni a lunga percorrenza il trasferimento viene effettuato con bus tra Catania e Termini Imerese (Palermo). I tecnici di Rete ferroviaria italiana sono al lavoro per liberare la sede ferroviaria dai detriti e ripristinare la circolazione. Ferrovie dello Stato invita la clientela a non mettersi in viaggio se non è strettamente necessario.

Nubifragi e frane, disastro in tutta la Sicilia Messina, 20 vittime e 400 sfollati

MESSINA. Si aggrava di ora in ora il bilancio del nubifragio che ha colpito la Sicilia. Il numero delle vittime è salito a 20, mentre i feriti, ricoverati in diversi ospedali, sono almeno 40. Dieci i dispersi. Lo ha comunicato l’unità di crisi. Il prefetto di Messina, Franco Alecci, ha varato lo stato di emergenza per affrontare una situazione che il capo della protezione civile Guido Bertolaso, giunto sul posto, ha definito “molto seria e molto critica”. Per il Capo dello Stato, Napolitano, “il dissesto iderogeologico in molte parti d’Italia è causato dall’abusivismo”. La procura di Messina ha aperto un’inchiesta per disastro colposo a carico di ignoti.

Tra le vittime ci sono Pasquale Bruno, 40 anni, travolto e soffocato dal fango nella piazza di Giampilieri; di un pensionato di 70 anni, Francesco De Luca, annegato nello scantinato della sua casa rurale, in contrada Vallone, sempre in territorio di Giampilieri; Roberto Carullo, sovrintendente della Polizia ferroviaria, il cui cadavere è stata recuperato dai soccorritori all’interno di un’automobile travolta da un torrente nei pressi di Scaletta Zanclea; Martino Scibilia, il cui cadavere è stata recuperato all’interno della sua abitazione a Scaletta Zanclea. La quinta vittima identificata dai soccorritori è Salvatore Scionti, 64 anni, morto nella sua abitazione di Scaletta Zanclea. Il suo corpo è stato scoperto dal figlio. E infine Onofrio Sturiale, di 26 anni, travolto da una frana tra Giampieli e Scaletta Zanclea. Il cadavere di una donna, Agnese Falgetano, è stato recuperato nell’abitato di Briga superiore. Il marito e i figli si sono invece salvati dal crollo del tetto della loro casa. I corpi di due delle 17 vittime sono stati recuperati sotto il fango a Scaletta Zanclea. Si tratta di due giovani: Ketty De Francesco, 30 anni, travolta da un torrente in piena mentre era alla guida della sua auto, e di Onofrio Sturiale, 26 anni, sorpreso dalla frana mentre era per strada.

Trovate senza vita anche la settantacinquenne Concetta Cannistraci e la sua badante Concita Barbera, e la quarantaduenne Santina Porcino. Restano ancora senza volto due uomini trovati sulla spiaggia e altri due individuati dai Carabinieri a bordo di una motovedetta e recuperati in mare dai Vigili del Fuoco.

Da Briga Marina a Scaletta Zanclea tutta la fascia a ridosso del mare è stata investita da una colata di fango. Ci sono grosse difficoltà per i soccorritori a raggiungere le zone più colpite: la strada per Gianpilieri Superiore è interrotta a un chilometro dal paese da una montagna di fango alta 3 metri che si è infilata sotto cavalcavia della ferrovia. E a Scaletta Marea il fango ha invaso circa 700 metri del paese. Vi sono anche delle abitazioni che sono crollate e i soccorritori scavano a mani nude nel fango. Lungo la statale 114, l’Orientale Sicula, il traffico è andato in tilt con i mezzi di soccorso in parte bloccati. Alcuni testimoni hanno riferito che a Scaletta Zanclea sarebbero ancora persone sepolte nel fango.

Una nave delle capitanerie di porto ha trasportato una cinquantina di persone, diverse delle quali ferite, dalla costa messinese verso la città. Una quindicina i feriti fino ad ora ricoverati al Policlinico di Messina: tra loro anche due ustionati a causa dello scoppio di una bombola di gas a causa della frana che ha travolto il paese di Scaletta. Alcuni abitanti delle zone colpite, diversi dei quali si sono rifugiati sui tetti delle case per sfuggire al torrente di acqua fango, sono stati soccorsi con l’elicottero della protezione civile. Nella zona sono al lavoro uomini dell’esercito, dei vigili del fuoco e della protezione civile. I traghetti delle Ferrovie dello Stato, provenienti da Villa San Giovanni e diretti a Messina, faranno una sosta nella città dello Stretto e poi proseguiranno verso Catania per trasportare i passeggeri. La linea ferroviaria, infatti, sulla costa jonica è interrotta. L’autostrada Messina-Catania è aperta solo ai mezzi di soccorso.

La Procura di Messina ha aperto un’inchiesta, allo stato conoscitiva e senza indagati, sulla “tragiche conseguenze” del nubifragio della notte scorsa. Il reato ipotizzato è di disastro colposo. “Abbiamo dato mandato, in prima battuta, ai carabinieri del comando provinciale – ha detto il procuratore capo Guido Lo Forte – di compiere tutti gli accertamenti per cercare di individuare le cause, anche pregresse, dell’accaduto”. Per Bertolaso “quello che è successo è emblematico dei problemi che in Italia denuncio da otto anni: manca la prevenzione e non c’è rispetto per il territorio”.

“Ho appena letto una dichiarazione del responsabile della Protezione Civile, sottosegretario Guido Bertolaso. Dice delle cose sacrosante – ha detto da Potenza il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – . C’e’ una situazione di diffuso dissesto idrogeologico in gran parte causato da abusivismo, nel Messinese e in tante altre parti d’Italia”.

E mio nonno diceva:la montagna crollerà

“Ho passato tutte le estati della mia infanzia e giovinezza a Giampilieri. Alla fine d’agosto e con l’inizio di settembre iniziavano le piogge: il campo di calcio nel letto della fiumara che dalle colline sbuca a mare, veniva spostato, per la “gioia” di mia nonna che poi ci controllava e richiamava dal balcone, nel piazzale della chiesa romanica abbarbicata nel centro del paese: era il modo con cui gli “antichi” proteggevano i loro piccoli da uno dei pochi pericoli cui potevano andare incontro all’epoca.

Bene, anzi, malissimo: oggi il letto di quel canale è disseminato di case, palazzi, ville a schiera e parcheggi per auto. E non parliamo delle colline che stringono il paese in un abbraccio mortale, con ville e villettine qui e là ad incombere sul vecchio nucleo del paese. Le campagne a terrazze dove ognuno aveva la campagna con gli agrumeti, che spesso ospitavano qualche capanno per gli attrezzi agricoli, ora sono magioni dove passare pasquette e fare scampagnate.

Qualcuno ci voleva e forse lo ha pure fatto, costruire una piscina e alcuni campi da calcetto. Certo che mio nonno che si era fatto pure problemi a costruire, abusivamente, un forno in campagna dove fare il pane e posizionare una conigliera era in confronto un poveraccio. Onesto, ma poveraccio per gli altri notabili del paese dal mattone facile.

Oggi, dopo ventenni di dissesto idrogeologico, vivere a Giampilieri è un pericolo costante, e non solo se vivi vicino alla fiumara.

Le foto dell’alluvione del 25 ottobre del 2007 dimostrano che si è trattato dell’ennesimo allarme inascoltato. Già all’epoca si parlò di disastro annunciato, ma per fortuna non vi furono vittime come invece in questo caso. Disastro annunciato perché la situazione morfologica di quelle colline e la speculazione edilizia degli ultimi 20 anni hanno reso la zona drammaticamente simile a quelle già teatro di tragedie in Campania.

Nonostante l’alluvione del 2007 la Regione – come dimostrano le reiterate proteste dei cittadini in questi anni- non ha predisposto nulla affinché si mettessero in sicurezza le aree più a rischio. Anzi, quelle belle colline di macchia mediterranea che scivolano dolcemente verso il mare dello Stretto e che costituiscono l’inizio della catena montuosa dei Nebrodi, sono state oggetto, anche in questi due ultimi anni, dell’ennesima cementificazione selvaggia.

Ovviamente, ogni estate che io ricordi, gli incendi, quasi sempre dolosi, hanno fatto il resto…

Mio nonno, che sapeva e pensava come gli “antichi” e che si era fatto tutta la campagna d’Africa fino alla disfatta di El Alamein, mi diceva già qualche anno fa – è morto nel 2003 a 90 anni – che quando sarebbero scomparsi gli ultimi filari di vegetazione da un certo crinale che potevamo notare dal terrazzo della sua casa nel centro di Giampilieri, sarebbe venuto giù l’inferno; che la montagna, una volta ferita a morte, non avrebbe perdonato.

Purtroppo, aveva ragione

Ps: E il problema è che pure ora che è morto, non è al sicuro: il cimitero è sopra Giampilieri, tra i paesi di Molino e Altolia. Cos’altro potrà succedere ancora? Un’ ulteriore beffa che lui e gli altri “antichi” non meriterebbero davvero. La storia non insegna proprio nulla”.

*Antonello Micali, giornalista, vive a lavora a Torino.

Scuola, a Messina e provincia 1000 posti di lavori in meno tra personale docente e Ata

gelmini
MESSINA – 1000 posti di lavoro in meno, nell’anno scolastico 2009/2010, nella sola provincia di Messina, tra personale docente e Ata, e la tensione sale. Fatto evidente anche questa mattina durante l’assemblea dei precari che si è tenuta in un affollatissimo saloncino della Cgil. La riunione, indetta dalla Flc la categoria della Cgil che segue il comparto scuola, era stata indetta per discutere dell’accordo siglato lo scorso 6 agosto dalla Regione Sicilia con il ministero dell’università e la ricerca – il Miur. L’Accordo, nato dopo le numerose manifestazioni di protesta dei lavoratori e del sindacato, stanzia 40milioni di euro per il biennio 2009/2011 per l’attivazione di progetti formativi che coinvolgeranno 1800 lavoratori tra personale docente e Ata che saranno individuate utilizzando le graduatorie ad esaurimento e permanenti e che abbia prestato servizio nell’anno scolastico 2008/2009. “L’accordo siglato tra la Regione siciliana e il Miur, prima esperienza in tal senso, pur non risolvendo il problema provocato dalla riforma Gelmini e dai tagli di Tremonti, dà una seppure parziale risposta ai diritti degli alunni diversamente abili, alle fasce a rischio dispersione scolastica, ai tanti lavoratori della scuola che non avranno la conferma dell’incarico per il prossimo anno scolastico – osserva Graziamaria Pistorino, segretaria generale della Flc Cgil di Messina – e accoglie le proposte che la Flc Cgil siciliana aveva avanzato il 17 aprile 2009 al Governo Lombardo nel corso di una manifestazione regionale. E’ un primo risultato che la Flc Cgil ascrive alle tante battaglie fatte da più di un anno, assieme ai precari della scuola, senza risparmio di energie e con determinazione”. La FLC CGIL di Messina auspica ulteriori forme di mobilitazione, ampia e condivisa, per esprimere la ferma protesta dei quasi 1000 lavoratori nella sola provincia di Messina che da quest’anno saranno privati del reddito”. L’8 settembre prossimo, su richiesta delle organizzazioni sindacali, si terrà a Palermo un incontro con il Dirigente generale del Dipartimento pubblica istruzione dell’assessorato per discutere nel concreto delle modalità attuative dell’Accordo.

QUANDO ALLE DIFFICOLTA’ SI AGGIUNGE L’INGIUSTIZIA. L’INCREDIBILE CASO DI UN DISABILE DI GIAMMORO.

Orazio Mazzù
Costretto sulla sedia a rotelle, ha visto il parcheggio riservato trasformarsi in discarica. Nel silenzio delle istituzioni.

Orazio Mazzù è costretto su una sedia a rotelle e non ci vede. Abita a Giammoro, in contrada Gabbia, dove a causa della sua disabilità nel marzo 2007 il sindaco, con apposita ordinanza, aveva concesso un parcheggio pubblico per disabili in prossimità della sua abitazione. Alcuni mesi addietro, in occasione del rifacimento del manto stradale il cartello è stato dismesso. Ultimati i lavori, il segnale è stato installato altrove, dove non ha alcuna utilità. Di più: l’area adesso designata si trova a ridosso dei cassonetti adibiti alla raccolta dei rifiuti urbani.

Le diverse segnalazioni dei familiari ai vigili urbani non hanno mai sortito effetto: Orazio, se vuole usufruire del parchegggio, deve farlo lontano da casa. E comunque dopo aver dribblato tra la spazzatura che spesso tracima dai cassonetti a causa dei ritardi nella raccolta dei rifiuti. Su una sedia a rotelle.

La segnalazione della incredibile storia arriva da una concittadina di Orazio, che ha dato il suo consenso a raccontare le sue vicissitudini, si è unito alla denuncia e ha inviato una sua foto. La donna, madre di una bimba disabile, chiosa la sua amara segnalazione con una domanda che viene girata a chi di dovere.

“Stiamo parlando di persone, di persone meno fortunate di altre e non di sacchetti di immondizia, stiamo parlando di decoro, igiene, rispetto per il prossimo. Voi Consiglieri di maggioranza e di minoranza, lei Presidente della Commissione Ambientale, lei Assessore all’Ambiente, lei Assessore alla Sanità, come pensate di rispondere a chi purtroppo vive giornalmente oltre ai disagi per le proprie condizioni quelli creati da chi non vuole comprendere o ancor peggio non vuole vedere o sentire? E’ triste vedere tornare alla ribalta il Comune di Pace del Mela come comune poco attento alle sofferenze dei più deboli”.

Non solo Europee: al voto per le amministrative undici comuni del messinese


Alle urne, oltre S. Agata Militello, i piccoli centri di Condrò, Forza d’Agrò, Leni, Mandanici, Mistretta, Oliveri, Rometta, San Salvatore di Fitalia, Spadafora e Tortorici

Non è quello delle Europee l’unico appuntamento elettorale fissato sul calendario per il 6 e 7 giugno. Fra domenica e lunedì, infatti, in ben undici comuni del messinese (sono 38 in tutta la Sicilia) si andrà alle urne per quelle che, in fondo, sono le elezioni più sentite dai cittadini, le amministrative. Vediamo dove e con quali candidati.

Il comune più grande dove si vota, con i suoi 14mila abitanti, è SANT’AGATA DI MILITELLO. Qui i candidati sono tre: Bruno Mancuso, sostenuto da ben dodici liste di area Pdl e Mpa, Alfredo Giuseppe Vicari, che oltre al Pd trova l’appoggio dell’Udc, e Nicola Nunziato Versaci, che si presenta con la lista civica “Umiltà per Sant’Agata”.

Negli altri centri quasi tutti i candidati a sindaco si presentano con liste civiche, in realtà sempre politicizzate. A CONDRO’ il duello è tra Gino Sciotto (Orgoglio Condronese) e Salvatore Antonio Campagna (Per cambiare Condrò), a FORZA D’AGRO’ tra Roberto Carullo e Pasquale Fabio Di Cara (Insieme). Tre i candidati nel piccolo comune dell’isola di Salina, LENI: Riccardo Gullo (Uniti per Leni), Daniela Rosselli (Lenoi), una delle tre candidate donne, e Maurizio Santisi (Mpa).

Tre candidati anche a MANDANICI: si tratta di Giuseppe Briguglio (Serenità e Progresso), Fortunata Caminiti (Avvenire) e Armando Carpo (Uniti per Cambiare). Si vota anche a MISTRETTA, dove in corso c’è il duello tra Carmelo Nucera (Orgoglio Amastratino) e Iano Antoci (Uniti per Mistretta). Dunque OLIVERI: scontro a tre con in campo Carmelo Alessandro (Uniti per Oliveri), Michele Pino (Oliveri nel Cuore) e Maurizio Pirrotti (Liberi Insieme).

In tre si contendono la fascia tricolore di ROMETTA: Giovambattista Celi (Risveglio Romettese), Roberto Abbadessa (Amare Rometta) e Antonino Visalli (Uniti per Rometta). Due i candidati a SAN SALVATORE DI FITALIA: Maria Gabriella Lopresti (Uniti si cresce solidarietà e sviluppo) e Giuseppe Pizzolante (Nuovi orizzonti). Due anche a SPADAFORA: Giuseppe Pappalardo (L’altra Spadafora) e Giuseppe Barbera (Giovani per Spadafora). Tre, infine, i contendenti per lo scranno più alto di TORTORICI: Carmelo Rizzo Nervo (Insieme per Tortorici), Maurilio Forti (Tortorici in Millennio) e Antonino Casella Mariola (Tortorici libera – Il futuro siamo noi).

Ricordiamo che si andrà al voto sabato 6 Giugno dalle 15.00 alle 22.00 e domenica 7 dalle 7.00 alle 22.00. Al termine delle operazioni di voto si procederà con lo spoglio delle schede relative alle Elezioni Europee. Lo spoglio delle schede delle elezioni Amministrative inizierà lunedì 8 giugno alle 14.00.

A Condrò la sfida più importante dell’interland fra il Comandante dei Vigili Urbani di Pace del Mela Salvatore Campagna e l’ex Sindaco di Gualtieri Sicaminò Gino Sciotto fratello dell’attuale Sindaco di Gualtieri Sicaminò Matteo Sciotto e fratello del Sindaco di Pace del Mela Pippo Sciotto.
Ancora una volta i fratelli Sciotto provano ad invadere un Comune limotrofo a Gualtieri, promesse tante e risultati da 0 in pagella, Pace del Mela si aspettava chissa quale miracolo ed invece la disoccupazione sopra ogni limite, una crisi economica mai vista, e sperperi inutili in giochi d’artificio, rispetto per i cittadini nessuno.
Gli amici dei fratelli; D’Acquino, Giovannardi, Cimino, Lombardo, ma i finanziamenti dove sono???
I condronesi stiano attenti il tempo perso non si recupera facilmente.

Il Concertone del Primo Maggio pensa all’Abruzzo

Concertone 1° Maggio
E… by Vasco Rossi
Venerdì in piazza San Giovanni
In occasione della festa dei lavoratori la kermesse musicale sarà condotta da Sergio Castellitto. Tra i protagonisti Giorgia, Caparezza e, la rock star italiana per eccellenza, Vasco Rossi.
Conto alla rovescia per il concertone del Primo Maggio. Mancano ormai solo tre giorni alla grande kermesse di piazza San Giovanni organizzata dai sindacati nel giorno della festa dei lavoratori. Quest’anno il Primo Maggio farà rima con impegno in favore degli orfani dei morti sul lavoro e con l’emergenza terremoto in Abruzzo. Ieri i sindacati confederali hanno annunciato che la consueta manifestazione e comizio di venerdì mattina verranno ospitati proprio nella città dell’Aquila come segno di vicinanza alle popolazioni colpite dal sisma. Parallelamente ci sarà una raccolta fondi per gli orfani dei morti sul lavoro.

Dal primo al 10 maggio si potrà donare attraverso il numero unico 48585 (sms al costo di 1 euro da cellulare Tim, Vodafone, Wind e 3; chiamata al costo di 2 euro da rete fissa Telecom Italia). Le risorse raccolte diventeranno borse di studio per orfani delle scuole primarie, secondarie e per studenti universitari. L’attenzione del Primo Maggio alla sciagura d’Abruzzo non termina qui. Nel corso della giornata sul palco salirà anche un gruppo proveniente dalla provincia dell’Aquila. La kermesse del Primo Maggio sarà soprattutto una grande festa di musica. Tutto in diretta radio, tv e Internet. Il collegamento di RaiTre e RadioDue con piazza San Giovanni partirà già alle 15,15 con l’anteprima del concerto condotta da Paolo Belli. Poi l’evento vero e proprio condotto da Sergio Castellitto che terrà compagnia ai telespettatori dalle 16 a mezzanotte con il concerto intitolato «Il mondo che vorrei».

Il tema della giornata ricalca il titolo dell’ultimo cd di Vasco Rossi che sarà la vera star della giornata. Oltre a lui, sotto i riflettori ci saranno anche Giorgia, Edoardo Bennato, Caparezza, Nomadi, Casino Royale, Marina Rei, Paola Turci, Paolo Fresu, Pfm, Mauro Pagani, Bandabardò, Enzo Avitabile con i Bottari, Motel Connection, Asian Dub Foundation, Cisco, Peppe Voltarelli, Smoke e Irene Fornaciari. E le sorprese non sono finite qui. Ci saranno anche due supergruppi: uno composto dagli Afterhours con Cristiano Godano dei Marlene Kuntz e Samuel dei Subsonica. L’altro sarà composto da rock band indipendenti con Marta sui Tubi, Dente, Roberto Angelini, Cesare Basile, Paolo Benvenue e Beatrice Antolini.

Ricco anche il contributo di attori sotto i riflettori tra cui Pierfrancesco Favino, Valeria Solarino e Claudia Gerini. Alla presentazione del Primo Maggio hanno partecipato i tre segretari generali dei sindacati confederali, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Ma l’incontro di ieri a viale Mazzini è stata anche la prima uscita pubblica ufficiale dei nuovi vertici della Rai. «Esordio parlante» per il neo presidente Paolo Garimberti, che si dice «particolarmente felice» di parlare per la prima volta alla presentazione di un evento che «la Rai segue con attenzione da 20 anni». «Il mondo vive una crisi economica e occupazionale molto grande – ha detto Garimberti – La luce alla fine del tunnel non è ancora visibile. Il mondo del lavoro è particolarmente colpito e la Rai in questo momento si sente vicina ai lavoratori».

Gli ha fatto eco Mauro Masi, direttore generale dell’azienda di viale Mazzini. Un «segnale dell’attenzione che la Rai ha nei confronti del mondo del lavoro»: così Masi ha definito il Primo Maggio. Con la mente rivolta alla tragedia abruzzese, Masi ha ringraziato «lo straordinario lavoro dell’azienda per dare informazioni ai cittadini sulle vicende del terremoto», in particolare la sede Rai del capoluogo abruzzese, e ha sottolineato che nell’organizzazione della kermesse la Rai «è presente e dà il suo segnale». E ora la parola può passare alla musica.

Punirne uno, per educarne cento

Vignetta Vauro
La censura scattata contro Vauro e l’ordine impartito a Michele Santoro di “riequilibrare” nella puntata di domani di Annozero quanto raccontato giovedì scorso nei servizi sul terremoto, sono un crimine contro la libertà di parola. In qualsiasi democrazia liberale idee e opinioni possono essere sempre espresse. L’unico limite è quello dettato dal codice penale: posso dire quello che voglio, ma non posso calunniare o diffamare chi critico.

Nessuno ad oggi è stato in grado non di affermare, ma nemmeno di ipotizzare, che Vauro o i giornalisti di Annozero abbiano commesso qualche reato o detto falsità occupandosi del sisma in Abruzzo. Molte, se non tutte, le domande sollevate durante la trasmissione sono anzi rimaste senza risposta.

L’intervento del direttore generale della Rai, Mauro Masi, è dunque semplicemente sbagliato e dimostra ancora una volta come l’azienda radiotelevisiva di Stato non sia più un servizio pubblico, ma solo una tv al servizio dei partiti. I partiti sono i padroni di viale Mazzini e visto che più o meno tutti i partiti (compreso il Pd) hanno detto che la puntata non era piaciuta, l’editore, come avrebbe fatto qualsiasi altro editore privato, è corso ai ripari. Vauro è stato “sospeso” e ai collaboratori e ai dipendenti Rai è stato dato un segnale preciso: qui si fa come vogliamo noi.

Restano due problemi. Il primo: il servizio pubblico è del pubblico, cioè dei telespettatori. Tra di essi vi sono milioni di persone che, pur essendo in minoranza nel Paese, hanno diritto di veder rappresentato il loro punto di vista. Annozero e Vauro hanno insomma il diritto di andare liberamente in onda esattamente come ha il diritto di andare in onda Bruno Vespa o Gianluigi Paragone.

Ovviamente sia Santoro, che Vespa, che Berlusconi, Di Pietro o Franceschini, sono criticabili. Personalmente non condivido una parola del pensiero di Aldo Grasso che dalle colonne de “Il Corriere della Sera” ha accusato Annozero di «abuso di libertà» dando di fatto il via all’intervento in stile sovietico della politica italiana. Ma credo che Grasso abbia tutto il diritto di esprimere ciò che pensa e, parafrasando Voltaire, sarei disposto a dare la vita per difendere il suo diritto.

E qui veniamo al secondo problema: quanti tra i sedicenti liberali alle vongole protagonisti della vita pubblica italiana, politici, editorialisti, direttori di giornali, capitani d’industria, prenderanno posizione per difendere non Santoro o Vauro, ma un principio? Io credo pochi. Perché la libertà di parola nasce nel ‘700 per poter parlare male di chi stava al potere. Per parlarne bene, infatti, c’erano già i cortigiani. C’erano allora e ci sono ancora.
Marco Travaglio
(Vignetta di Vauro)

Buona Pasqua

Il Presidente Francesco Leone, insieme al C.d.A. e l’Assemblea
Vi augurano

“Una Felice Pasqua”
“Un pensiero profondo per i nostri fratelli duramente colpiti dal terremoto da noi tutti”

In migliaia ai funerali delle vittime del terremoto

Tragedia Abruzzese
Davanti alla tragedia del terremoto dell’Abruzzo oggi “si raccoglie l’Italia intera che ha dimostrato anche in questa difficile prova, quanto saldi siano i suoi valori della solidarieta’ e della fraternita’ che la segnano in profondita’”. Lo ha detto il card. Tarcisio Bertone nell’omelia della messa esequiale.

5000 persone sono accorse alla caserma della Guardia di Finanza di Coppito, a un passo dall’Aquila, per i funerali solenni delle vittime del terremoto che ha colpito l’Abruzzo. 205 le bare allineate (le altre vittime identificate avranno funerali altrove), 1600 sedie, quante i parenti delle vittime. Su ogni bara c’e’ un orchidea, gialla, bianca, o rossa. Dietro alle bare e’ stato allestito l’altare dove viene officiato il rito funebre che è presiduto dal cardinale Tarcisio Bertone e dall’arcivescovo dell’Aquila, Giuseppe Molinari, alla presenza delle piu’ alte cariche dello Stato.

Per consentire lo svolgimento dei funerali, nel giorno in cui la Chiesa ricorda la crocefissione di Gesu’, e’ arrivata la dispensa straordinaria del Papa.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e’ giunto nel piazzale della scuola ispettori della Guardia di Finanza dell’Aquila dove si tiene il funerale collettivo per le vittime del sisma. Al suo arrivo il capo dello Stato ha salutato le autorita’ locali e poi ha preso posto tra i presidenti della Camera Gianfranco Fini e Renato Schifani, accanto a loro in prima fila il sottosegretario Gianni Letta e l’ex presidente Carlo Azeglio Ciampi.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha scelto di prendere posto tra i parenti e non tra le autorita’.

La disposizione delle bare, davanti all’altare allestito sulla scalinata che conduce al Palazzetto dello Sport, e’ iniziata nella notte. Un lento e silenzioso rituale, mentre nelle tendopoli gli sfollati battevano i denti dal freddo – il termometro si e’ fermato a 3 gradi – e dalla paura di nuovi scossoni.
Proclamato il lutto nazionale: a piangere i caduti dell’Aquila sara’ tutta l’Italia.

Il Papa: immane tragedia, ma continuare a sperare
Il Papa e’ “spiritualmente vicino” “in queste ore drammatiche” alle persone colpite dalla “immane tragedia del terremoto”, implora “da Dio il riposo eterno per le vittime, la pronta ripresa dei feriti, per tutti il coraggio di continuare a sperare senza cedere allo sconforto”. Benedetto XVI lo afferma nel messaggio letto dal suo segretario personale mons.Georg Gaenswein, durante il funerale solenne delle vittime del sisma.

Berlusconi: momento di grande commozione
“Oggi e’ un momento di grande commozione, come si fa a non commuoversi in un momento di grande dolore? Sara’ una mattina toccante, quanto succede e’ peggio di quanto si puo’ intuire dalle immagini, il contatto con il dolore di chi ha perso un figlio e’ lancinante”. Lo ha detto a Panorama il premier Silvio Berlusconi, nel giorno dei funerali solenni delle vittime del terremoto abruzzese.

Il Presidente del Consiglio: due mesi per valutare i danni. Troveremo i fondi
“Abbiamo stabilito che per fare una valutazione dei danni ci vorranno almeno due mesi. Dopo si passera’ agli abbattimenti e alla ricostruzione. Io ho proposto di dividere la zona in cento progetti da affidare alle cento province. Quello che e’ certo e’ che ogni cantiere dovra’ avere esposto un cartello con la data di inizio e conclusione dei lavori”. Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, nel corso di un collegamento telefonico alla trasmissione Mattino Cinque.

“Io garantisco che troveremo tutti i fondi indispensabili. Possiamo contare su un fondo europeo ed il nostro vicepresidente della Commissione Antonio Tajani si e’ gia’ attivato. Abbiamo dieci settimane per presentare un progetto nei dettagli e contiamo di avere tra i 400 e i 500 milioni di euro in tre anni”, ha detto Berlusconi

Preghiera islamica dell’Imam ai funerali. Poco prima che chiudesse la cerimonia funebre per le vittime del sisma ha preso la parola Nour Dachan presidente dell’Ucoii ( Unione Comunità Islamiche in Italia) e Imam della moschea di Ancona. Ha letto un breve discorso e una preghiera islamica per le 11 vittime musulmane del terremoto.

La Germania ricostruirà la chiesa di Onna
La Germania contribuirà alla ricostruzione di Onna, rasa al suolo dal terremoto e dove l’1 giugno del 1944 diciassette civili furono uccisi dalla furia nazista.

Il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, ha assicurato al collega italiano Franco Frattini il sostegno della Germania per la ricostruzione della chiesa del paesino alle porte dell’Aquila.

La chiesa risale al 18esimo secolo ed è stata distrutta dal terremoto. Allo stesso tempo, il ministro ha rinnovato l’offerta di aiuto per l’emergenza e per la ricostruzione.

Abruzzo, è il giorno del dolore. L’Italia piange i suoi morti.

Funerali Abruzzo
LA CERIMONIA PRESIEDUTA DAL SEGRETARIO DI STATO VATICANO BERTONE
I funerali di Stato per 205 vittime delle 289 del sisma, presenti le massime cariche dello Stato
L’AQUILA – Il giorno del dolore, per l’Abruzzo e per l’Italia intera. Si sono svolti presieduti dal segretario di Stato vaticano, monsignor Tarcisio Bertone, i funerali solenni per le 289 vittime del terremoto in Abruzzo. Nel piazzale della Caserma della Guardia di Finanza, a Coppito, 205 bare ed una folla di amici e parenti in lutto.
Per consentire lo svolgimento dei funerali, nel giorno del Venerdì Santo in cui la Chiesa ricorda la crocefissione di Gesù, era arrivata la dispensa straordinaria del Papa. La cerimonia è stata concelebrata anche dall’Arcivescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari e da tutti i vescovi dell’Abruzzo e del Molise.

L’OMELIA – L’Italia intera è oggi raccolta attorno alle bare delle vittime del terremoto, e mostra di credere nei valori della solidarietà e fraternità. Questi sono valori saldi nel popolo italiano ha detto il cardinal Bertone nell’omelia, invitando all’«omaggio alle vittime», al «compianto e alla preghiera», «stretti idealmente attorno alle bare» e accanto alle «autorità civile e militari che testimoniano la solidale presenza dell’intero popolo italiano». Così il segretario di Stato vaticano ha esortato alla vicinanza con quanti stanno facendo «l’esperienza di essere spogliati di tutto». «In questa vostra città e nei paesi vicini, che hanno conosciuto altri momenti difficili nella loro storia – ha detto Bertone – si raccoglie oggi idealmente l’Italia intera, che ha dimostrato, anche in questa difficile prova, quanto siano saldi i valori della solidarietà e della fraternità ce la segnano in profondità».
Pur nella tristezza di queste ore, e pensando alle parole bibliche sulla Gerusalemme celeste, il segretario di Stato vaticano ha affermato di sentire «nascere la speranza del cuore perchè – ha spiegato Bertone – s’avverte già nell’aria che sotto le macerie c’è la voglia di ripartire, di ricostruire, di tornare a sognare».

IL MESSAGGIO DEL PAPA - In apertura delle esequie il segretario personale del Papa, monsignor Georg Gaenswein, aveva letto un messaggio del Pontefice. Il Papa si era detto «spiritualmente vicino» «in queste ore drammatiche» alle persone colpite dalla «immane tragedia del terremoto», implora «da Dio il riposo eterno per le vittime, la pronta ripresa dei feriti, per tutti il coraggio di continuare a sperare senza cedere allo sconforto».
«Sono certo – assicura il Papa nella lettera – che con l’impegno di tutti si può far fronte alle necessità più impellenti. La violenza del sisma ha creato situazioni di singolare difficoltà. Ho seguito gli sviluppi del devastante fenomeno tellurico dalla prima scossa di terremoto, che si è avvertita anche in Vaticano, e ho notato con favore il manifestarsi di una crescente onda di solidarietà, grazie alla quale si sono venuti organizzando i primi soccorsi, in vista di una azione sempre più incisiva sia dello Stato che delle istituzioni ecclesiali, come anche dei privati». Benedetto XVI assicura che «la Santa Sede intende fare la sua parte, unitamente alle parrocchie, agli istituti religiosi e alle aggregazioni laicali. Questo è il momento dell’impegno, in sintonia con gli organismi dello Stato, che già stanno lodevolmente operando…». Il Papa spiega di aver affidato a monsignor Gaenswein «il compito di recarvi di persona l’espressione della mia accorata partecipazione al lutto di quanti piangono i loro cari travolti dalla sciagura».

LE ESEQUIE - I soccorritori hanno trasformato il piazzale della Caserma della Guardia di Finanza in una chiesa a cielo aperto. Tanta, tantissima la gente presente. Erano infatti migliaia le macchine affluite presso la scuola delle Fiamme Gialle. Una lunghissima colonna di auto che si era formata dall’uscita dell’autostrada A24 fino alla caserma in cui alla fine hanno trovato posto migliaia di persone, 8.000 secondo fonti della centrale operativa. Per il lutto nazionale proclamato per il sisma in Abruzzo, la strada da Roma fino alla caserma di Coppito (L’Aquila), è stata costellata di bandiere a mezz’asta. Vessili calati a Roma, sul Raccordo Anulare, all’ingresso dell’autostrada e poi arrivando a L’Aquila, fino alle tre bandiere (il tricolore, quella dell’Unione Europee e quella delle Fiamme Gialle) nel grande piazzale all’interno della caserma.

LE AUTORITA’ – Le sedie del settore autorità predisposto all’interno della caserma della Guardia di Finanza erano al completo. Insieme al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, erano presenti il presidente del Senato, Renato Schifani, quello della Camera, Gianfranco Fini, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, accompagnato dai sottosegretari alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e Paolo Bonaiuti e dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Nell’enorme piazzale erano presenti anche il presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi e il vicepresidente della commissione Europea, Antonio Tajani. Numerosi anche i rappresentanti dell’opposizione: dal segretario del Pd, Dario Franceschini a Piero Fassino; dal segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero a quello dell’Unione di centro, Lorenzo Cesa.

Funerali Abruzzo2
BERLUSCONI – Il presidente del Consiglio ha scelto inizialmente di seguire i funerali solenni prendendo posto tra i parenti delle vittime del terremoto e non tra le autorità. Prima dell’inizio della cerimonia, nella caserma delle fiamme gialle a Coppito, il premier è passato davanti alle bare tenendo le mani giunte, visibilmente commosso, e poi si è intrattenuto con alcuni parenti e amici delle vittime, per rivolgere loro delle parole di sostegno e conforto. Successivamente Berlusconi si è spostato nel settore riservato alle autorità Da qui, tra due uomini della Protezione civile, ha seguito in piedi i funerali solenni. Il premier si è commosso e si è asciugato qualche lacrima con il fazzoletto.

Terremoto in abruzzo – 6 aprile 2009
Le vittime
Elenco provvisorio identificazione vittime
(Ultimo aggiornamento: 9 aprile 2009, ore 21)

n./cognome/nome/data di nascita/sesso

1 Abdija Nurije 1968 F
2 Airulai Alena 07/02/1998 F
3 Alessandri Carmine 55/65 anni M
4 Alloggia Silvana 09/11/1942 F
5 Alviani Marco 11/08/1967 M
6 Andreassi Irma 27/09/1936 F
7 Andreassi Maria Antonella 03/11/1958 F
8 Andreassi Loreto 22/04/1931 M
9 Antonacci Giuseppa 31/01/1924 F
10 Antonini Giusy 09/07/1984 F
11 Antonini Maurizio 02/03/1971 M
12 Antonini Genny 17/11/1986 F
13 Antonini Stefano 11/08/1999 M
14 Antonucci Maria Assunta 16/09/1947 F
15 Bafile Vittorio 22/02/1928 M
16 Balassone Silvana 17/07/1936 F
17 Basile Anna 24/11/1960 F
18 Bassi Agata 06/12/1940 F
19 Battista Ines 31/01/1933 F
20 Battista Martina Benedetta 14/08/1987 F
21 Belfatto Angela 02/10/1919 F
22 Berardi Achille F
23 Bernardi Maria 16/06/1949 F
24 Bernardi Gaetano 26/10/1928 M
25 Bernardini Giovanna 28/09/1978 F
26 Berti Valentina 11/02/1975 F
27 Bianchi Nicola 08/08/1986 M
28 Biasini Giovanni 1946 M
29 Biondi Elisabetta 19/07/1936 F
30 Bobu Darinca Mirandoli 29/09/1973 F
31 Bonanni Anna Bernardina 16/11/1936 F
32 Bortoletti Daniela 09/01/1987 F
33 Bronico Sara 06/07/1997 F
34 Brunelli Giulio 10/01/1937 M
35 Bruno Filippo Maria 10/11/1992 F
36 Bruno Berardino 23/04/1982 M
37 Brusco Luisa 28/02/1913 F
38 Calvi Bolognese Angela 04/05/1976 F
39 Calvisi Maria 31/05/1926 F
40 Calvitti Massimo 08/06/1959 M
41 Canu Antonika 27/01/1931 F
42 Capasso Iolanda 15/02/1963 F
43 Capuano Luciana Pia 25/07/1989 F
44 Carletto Lidia 30/01/1933 F
45Carli Anna Maria 18/01/1944 F
46 Carli Augusto 03/01/1931 M
47 Carnevale Giulia 10/07/1986 F
48 Carosi Claudia 25/05/1979 F
49 Carpente Giovannino 01/01/1953 M
50 Cellini Luigi 17/11/1993 M
51 Centi Ludovica 28/09/2008 F
52 Centi Antonio 21/06/1947 M
53 Centi Pizzutilli Rocco M
54 Centofanti Davide 12/09/1989 M
55 Cepparulo Teresa 08/05/1948 F
56 Cervo Francesca 06/08/1945 F
57 Chernova Marija 07/01/2001 F
58 Chiarelli Achille 17/07/1934 M
59 Cialone Katia 09/06/1975 F
60 Ciancarella Elvezia 13/12/1958 F
61 Cicchetti Adalgisa 08/05/1932 F
62 Cimini Anna 27/04/1928 F
63 Cimorroni Concetta 28/11/1945 F
64 Cinì Lorenzo 01/06/1986 M
65 Cinque Matteo 05/08/1999 M
66 Cinque Davide 22/10/1997 M
67 Ciocca Elena 03/10/1919 F
68 Ciolfi Loris M
69 Ciolli Danilo 25/10/1983 M
70 Cirella Chiarina 16/04/1921 F
71 Ciuffini Dario 16/04/1983 M
72 Ciuffini Nadia 21/09/1952 F
73 Ciuffoletti Fernanda 09/03/1919 F
74 Cocco Anna 15/08/1928 F
75 Colaianni Ada Emma 11/12/1926 F
76 Colaianni Antonina 30/09/1926 F
77 Colaianni Daniele 1933 M
78 Colaianni Elisa 10/10/1933 F
79 Compagni Giovanni 11/03/1982 M
80 Cora Alessandra 08/01/1986 F
81 Corridore Rocco 05/04/1946 M
82 Cosenza Giovanni 20/12/1926 M
83 Costantini Luigia 07/01/1932 F
84 Cristiani Armando 24 anni M
85 Cruciano Angela Antonia 13/06/1987 F
86 Cupillari Andrea 11/01/1978 M
87 Dal Brollo Alice 24/12/1988 F
88 Damiani Giovanna 04/04/1923 F
89 D’amore Osvaldo 22/05/1951 M
90 D’Andrea Vinicio 14/06/1926 M
91 D’Antonio Giannina 60/70 anni F
92 De Angelis Lisa 03/02/1939 F
93 De Angelis Jenny 18/03/1983 F
94 De Felice Fabio 09/08/1987 M
95 De Felice Antonio 14/01/1966 M
96 De Felice Alexandro 30/01/2005 M
97 De Felice Lorenzo 14/01/2006 M
98 De Iulis Luigi 05/02/1927 M
99 De La Cruz Cursina Roberta 04/02/1952 F
100 De Nuntiis Maria Giuseppa 01/01/1925 F
101 De Paolis Anna Maria 17/04/1949 F
102 De Santis Angelina 20/04/1927 F
103 De Vecchis Panfilo 25/10/1922 M
104 De Vecchis Sara 01/02/1987 F
105 De Vecchis Pasquale 12/12/1938 M
106 Del Beato Maria Laura 08/03/1933 F
107 Del Beato Marisa 04/07/1935 F
108 Deli Serafina 18/11/1925 F
109 Della Loggia Lorenzo 02/12/1983 M
110 D’Ercole Alfredo 17/05/1942 M
111 D’Ercole Simona 23/05/1979 F
112 Di Battista Giuliana 04/03/1932 F
113 Di Cesare Luca 50 anni M
114 Di Filippo Rosina 26/02/1924 F
115 Di Giacobbe Maria 01/11/1947 F
116 Di Marco Stefania 12/02/1952 F
117 Di Marco Paolo 30/03/1987 M
118 Di Pasquale Alessio 14/10/1988 M
119 Di Pasquale Alessia 10/08/1986 F
120 Di Silvestre Gabriele 10/08/1989 M
121 Di Simone Alessio 13/09/1984 M
122 Di Stefano Domenica 23/01/1943 F
123 Di Stefano Odolinda 05/07/1937 F
124 Di Vincenzo Caterina 55/65 anni F
125 D’Ignazio Assunta 11/11/1937 F
126 Dottore Corrado 03/04/1963 M
127 El Sajet Boshti 09/12/2005 M
128 Elleboro Liliana 17/02/1933 F
129 Enesoiu Adriana 11/05/1961 F
130 Esposito Andrea 12/04/2006 M
131 Esposito Francesco Maria 16/02/1985 M
132 Fabi Domenica 12/02/1934 F
133 Ferella Delia Solidea 05/05/1928 F
134 Ferrauto Filippo 19/04/1932 M
135 Fioravanti Claudio 28/03/1943 M
136 Fiorentini Liliana 12/07/1931 F
137 Fiorenza Elpidio 26/10/1983 M
138 Franco Rosalba F
139 Fratì Mauran 13/01/1997 F
140 Gasperini Wilma 29/08/1926 F
141 Germinelli Giuseppina 2002 F
142 Germinelli Chiara 1998 F
143 Germinelli Micaela 16/08/1995 F
144 Germinelli Rosa 29/03/1992 F
145 Ghiroceanu Laurentiu Costant 19/12/1968 M
146 Ghiroceanu Antonio Ioavan 12/11/2008 M
147 Giallonardo Aurelio 16/06/1930 M
148 Giannangeli Salvatore 25/09/1934 M
149 Giannangeli Vincenzo 09/10/1973 M
150 Giannangeli Riccardo 13/05/1977 M
151 Gioia Piervincenzo 07/06/1963 M
152 Giugno Luigi 01/08/1974 M
153 Giugno Francesco 20/09/2007 M
154 Giustiniani Armando 30/04/1916 M
155 Grec Kristina o Marina 3-5 anni F
156 Guercioni Alberto 16/08/1973 M
157 Hasani Demal 15/12/1967 M
158 Hasani Refik 01/05/1965 M
159 Husein Hamade 28/07/1987 M
160 Ianni Franca 17/03/1948 F
161 Iavagnilio Michele 20/09/1983 M
162 Iberis Maria Incoronata 02/04/1927 F
163 Innocenzi Pierina 03/09/1952 F
164 Iovine Carmelina 15/12/1986 F
165 Italia Giuseppe 02/08/1963 M
166 Koufolias Vassilis 08/09/1981 M
167 Lannutti Ivana 03/07/1986 F
168 Leonetti Maria 21/03/1928 F
169 Liberati Vezio 12/06/1946 M
170 Liberati Vincenzo 06/11/1941 M
171 Lippi Giovanna 01/01/1955 F
172 Lippi Giuseppe 03/12/1918 M
173 Lisi Pasqualina 03/03/1950 F
174 Longhi Laura 10/05/1935 F
175 Lopardi Lidia 18/03/1917 F
176 Lunari Luca 15/03/1989 M
177 Magno Ada 05/10/1916 F
178 Marchione Francesca 08/08/1984 F
179 Marcotullio Elide 11/02/1939 F
180 Marcotullio Maria 06/11/1939 F
181 Marcotullio Bruno 13/05/1942 M
182 Marotta Carmine 13/01/1962 M
183 Marrone Maria Gilda 24/07/1920 F
184 Marrone Lina Loreta 15/04/1927 F
185 Marrone Maria Fina 29/10/1923 F
186 Marzolo Giuseppe 11/04/1976 M
187 Massimino Patrizia 19/08/1954 F
188 Mastracci Luana 05/12/1961 F
189 Mastropietro Luisa 16/01/1935 F
190 Mazzarella Anna 06/09/1929 F
191 Mazzeschi Valeria 23/09/1924 F
192 Miconi Giuseppe 19/03/1920
193 Migliarini Roberto 06/12/1966 M
194 Mignano Maria Civita 20/08/1984 F
195 Milani Francesca 10/01/2000 F
196 Monti Vicentini Erminia 11/11/1945 F
197 Moscardelli Federica 19/04/1984 F
198 Muntean Silviu Daniel 22/11/2002 M
199 Muzi Liberio 26/04/1920 M
200 Muzi Lucilla 13/12/1961 F
201 Nardis Cesira Pietrina 03/04/1934 F
202 Natale Maurizio 07/12/1987 M
203 Negrini Vincenza 25/02/1929 F
204 Nouzovsky Ondrey 25/05/1991 M
205 Olivieri Francesca 03/08/1986 F
206 Olivieri Francesco 19/02/1951 M
207 Orlandi Argenis Valentina 01/01/1986 F
208 Osmani Valbona 13/04/1996 F
209 Pacini Arianna 30/07/1982 F
210 Palumbo Anna 09/06/1947 F
211 Paolucci Maria Gabriella 03/03/1959 F
212 Papola Arturo 09/05/1942 M
213 Papola Elena 24/02/1935 F
214 Parisse Maria Paola 10/05/1993 F
215 Parisse Domenico jr 07/08/1991 M
216 Parisse Domenico sr 31/10/1934 M
217 Parobok Anna 25/07/1990 F
218 Passamonti Fabiana Andrea 06/07/1970 F
219 Pastorelli Sonia 18/07/1964 F
220 Pastorelli Aleandro 19/07/1921 M
221 Persichetti Sara 02/01/1986 F
222 Pezzopane Tommaso 05/02/1928 M
223 Pezzopane Iole 13/06/1918 F
224 Pezzopane Susanna M. Celes 04/10/1983 F
225 Pezzopane Benedetta 16/08/1982 F
226 Placentino Ilaria 10/11/1989 F
227 Puglisi Paola 18/12/1940 F
228 Puliti Andrea 30-40 anni M
229 Rambaldi Ilaria 24/01/1984 F
230 Ranalletta Rossella 22/10/1984 F
231 Ranieri Oreste 24/04/1932 M
232 Romano Carmen 24/05/1988 F
233 Romano Giustino 06/09/1984 M
234 Romano Elvio 31/08/1984 M
235 Romualdo Maurizio Rocco 06/10/1920 M
236 Rosa Antonina 07/12/1925 F
237 Rossi Michela 27/04/1971 F
238 Rossi Valentina 22/04/1975 F
239 Rotellini Silvana 11/19/1933 F
240 Russo Annamaria 24/01/1970 F
241 Sabatini Serenella 07/09/1960 F
242 Salcuni Martina 31/03/1988 F
243 Salvatore Antonio 10/02/1931 M
244 Santilli Anna 09/07/1934 F
245 Santosuosso Marco 05/09/1988 M
246 Sbroglia Edvige 45/50 anni F
247 Scimia Maria Santa 12/01/1935 F
248 Scipione Serena 05/05/1984 F
249 Sebastiani Lorenzo 28/09/1988 M
250 Semperlotti Maria Grazia 17/09/1965 F
251 Sferra Ernesto 26/10/1925 M
252 Sidoni Emidio 08/01/1922 M
253 Sidoni Emanuele 10/06/1948 M
254 Silvestrone Vittoria 20/11/1917 F
255 Smargiassi Francesco 26/02/1944 M
256 Spagnoli Flavia 04/04/1989 F
257 Spagnoli Sandro 25/12/1957 M
258 Spagnoli Assunta 04/02/1949 F
259 Spaziani Claudia 1963 F
260 Sponta Aurora 25/02/1936 F
261 Strazzella Michele 22/01/1981 M
262 Suor Lucia Ricci Rosina 03/11/1926 F
263 Tagliente Vittorio 11/07/1983 M
264 Tamburro Marino 18/12/1930 M
265 Tamburro Giuliana 09/01/1963 F
266 Terzini Enza 02/02/1988 F
267 Testa Ivana 06/10/1930 F
268 Testa Evandro 07/06/1913 M
269 Tiberio Noemi 02/02/1975 F
270 Tomei Paola 28/05/1960 F
271 Troiani Raffaele 19/01/1975 M
272 Turco Giuliana 55-65 anni F
273 Urbano Maria 23/03/1989 F
274 Valente Mario 26/03/1926 M
275 Vannucci Matteo 21/06/1986 M
276 Vasarelli Vittoria 01/01/1924 F
277 Vasarelli Giuseppina 02/09/1929 F
278 Verzilli Paolo 11/04/1982 M
279 Visione Daniela 20/03/1966 F
280 Vittorini Fabrizia F
281 Zaccagno Armedio 07/09/1923 M
282 Zaninotto Sergio 04/09/1940 M
283 Zavarella Roberta 23/12/1983 F
284 Zelena Marta 15/07/1992 F
285 Zingari Guido 17/01/1949 M
286 Zugaro Giuseppina 17/06/1956 F
1 Non identificato

TOTALE VITTIME 287 (Fonte: Corriere della Sera)

10 aprile 2009
Vittime del Terremoto

Quegli angeli a 4 zampe che salvano vite

Angeli a 4 zampe
Molte le persone recuperate grazie al fiuto di questi Cani pronti a tutto
In campo in Abruzzo anche una cinquantina di unità cinofile arrivate da tutta Italia
MILANO – Si infilano senza timore negli anfratti e nelle fessure più strette, passando fra una trave e un cumulo di macerie. E con il loro fiuto sono in grado di indicare con precisione il punto in cui vi sono persone sepolte che devono essere tratte in salvo. Le drammatiche immagini del terremoto in Abruzzo hanno portato in evidenza anche loro, gli «angeli» a quattro zampe, i cani da catastrofe che in queste situazioni si rivelano più utili di qualunque strumento di rilevazione elettronica.

SQUADRE MOBILITATE - Sono molti, i cittadini di L’Aquila e dei piccoli comuni devastati dal sisma, che probabilmente devono la loro vita a Yuri, Laka, Athos e alle decine di altri cani che in queste ore hanno affiancato i soccorritori nell’opera di salvataggio. Fin dalle ore immediatamente successive ai crolli, sono state una sessantina le unità cinofile impegnate sul campo, dislocate tra il capoluogo e gli altri centri dove sono stati registrati crolli di edifici. La protezione civile e le altre organizzazioni scese immediatamente in campo – dalla Forestale alla Croce Rossa, passando per carabinieri, polizia, guardia di finanza e corpi militari – hanno mobilitato le proprie squadre di ricerca, ben sapendo che la rapidità in questi casi è fondamentale nel decretare le possibilità di successo. E’ proprio in questi frangenti che l’uomo ha bisogno di affidarsi al suo più fedele amico, capace di arrivare dove lui mai non potrebbe, e di percepire segnali, suoni e odori che diversamente non sarebbero colti.

CONNUBIO UOMO-CANE – Le unità cinofile impiegate in Abruzzo provengono dalla Lombardia, dal Lazio, dalla Toscana dal Veneto e da diverse altre regioni e sono organizzate perlopiù dall’Ucis (Unità cinofile italiane da soccorso), l’organizzazione che raccoglie i diversi gruppi istituzionali e di volontari sparsi sul territorio nazionale. Ogni unità è composta da un cane e dal suo conduttore, che formano un connubio inscindibile, basato soprattutto sulla fiducia reciproca e su una certa capacità di confidenza e di intesa. E’ da questa specialissima relazione a due che scaturisce quella sincronia che si rivela spesso determinante nelle situazioni più difficili, quelle in cui si lotta contro il tempo.

NON SERVE IL PEDIGREE - Le razze che vengono utilizzate sono le più diverse: pastori tedeschi, labrador e golden retriever, collie, pastori del Belgio. Per particolari situazioni, come le ricerche in caso di valanghe o in acqua, vengono impiegati anche cani di grossa stazza, come i San Bernardo o i terranova. Ma nelle situazioni in cui il cane affianca l’uomo nelle ricerche, non è indispensabile avere un pedigree: sono diversi i casi di cani impiegati dalle forze dell’ordine che si sono rivelati validi «agenti» pur essendo dei meticci e, in alcuni casi, degli ex trovatelli adottati in un canile o recuperati nel corso di operazioni contro il traffico di cuccioli.

UN GIOCO CHE SALVA VITE - Ed è proprio quando gli animali sono cuccioli che inizia l’addestramento. Come se fosse un gioco: i cani vengono abituati a trovare oggetti, a muoversi su terreni impervi, a utilizzare l’olfatto. Ogni volta che un esercizio viene compiuto nel migliore dei modi, l’animale viene gratificato. E così è indotto a ripeterlo e a farlo sempre meglio. Il gioco diventa via via più difficile e più specializzato. Fino a che l’addestramento – che può durare tra un anno e mezzo e i due anni – sarà completato e il cane, ormai diventato adulto, sarà da quel momento un valido alleato nell’aiuto alle popolazioni in difficoltà.

Maroni: si scaverà fino a Pasqua Trenta persone mancano all’appello


Il ministro dell’Interno: “azione incessante”. Il Capo dei vigili del fuoco: “cinque persone ancora nei sotterranei della Casa dello Studente”

“Fino al giorno di Pasqua continuerà incessante l’azione di ricerca di superstiti sotto le macerie, poi si procederà alla messa in sicurezza degli edifici e inizierà il lavoro di ricostruzione che non sarà nè facile nè breve”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, nel corso della visita al centro operativo dei vigili del fuoco che coordina gli interventi anche per il terremoto in Abruzzo.

VIGILI DEL FUOCO. “Restano da recuperare 20-30 persone che mancano all’appello”. Lo ha detto il capo dei vigili del fuoco, Antonio Gambardella, parlando degli interventi in corso nell’aquilano. “Quattro-cinque persone – ha spiegato Gambardella – sono probabilmente nei sotterranei della Casa dello Studente crollata a L’Aquila. E’ un edificio molto pericoloso per i soccorritori e stiamo cercando di demolirlo pezzo per pezzo”.

Ragazza 20enne estratta viva dopo 42 ore

l'Aquila
vicino al centro storico dell’Aquila, sotto Villa Gioia
Originaria di Rimini, porta un apparecchio acustico. Trovata da un vigile del fuoco: «Era vigile, ci parlava»
L’AQUILA – Una ragazza è stata recuperata viva dopo 42 ore sotto le macerie di una palazzina crollata vicino al centro storico dell’Aquila, sotto Villa Gioia. Eleonora, 2o anni, era in pigiama e vigile. È stata individuata grazie ai deboli lamenti che è riuscita a emettere: era incastrata in una sorta di nicchia formata da pilastri di cemento armato che le ha consentito di sopravvivere anche alle successive scosse. Autore del salvataggio un vigile del fuoco della compagnia di Venezia, a lungo applaudito dai presenti. Eleonora aveva un braccio schiacciato e una gamba bloccata sotto un grosso pezzo di cemento.

«ERA COSCIENTE, CI PARLAVA» – «Appena l’abbiamo individuata abbiamo puntellato le macerie per evitare che ci franassero addosso – spiega l’autore del salvataggio -. Lei era cosciente e ci parlava durante tutte le operazioni di soccorso». «Ci è andata bene», aggiungono i vigili della squadra di Cuneo e Venezia, arrivati all’Aquila lunedì sera. Nello stabile si continua a scavare. Due cadaveri erano stati estratti nel pomeriggio e si teme che sotto le macerie ci siano altri due persone, compresa forse una coetanea di Eleonora.

IL PADRE AVEVA SCAVATO - Eleonora Calesini, di Mondaino (Rimini), viveva nell’edificio a cinque piani in via Poggio all’Aquila insieme ad altre studentesse. È in buone condizioni ed è stata trasportata in elicottero insieme a un’amica in un ospedale del Teramano: la notizia è stata riferita dal padre della ragazza, all’Aquila da due giorni, direttamente al sindaco di Mondaino, Luigi Casadei, rimasto in Romagna accanto al resto della famiglia, la madre e il fratello di Eleonora. A casa ci sono state urla di gioia e pianti di commozione. Eleonora ha forti problemi di udito e si temeva che questo potesse rendere molto difficile la sua individuazione. Solitamente usa un apparecchio acustico, ma di notte lo toglie. A Mondaino l’intera popolazione si era stretta attorno alla famiglia Calesini. Il sindaco ha inviato un’auto del Comune all’Aquila, con coperte e ricambi per il padre e lo zio di Eleonora, che da allora non hanno dormito per cercarla: anche loro hanno scavato a mani nude tra le macerie, insieme ai soccorritori.

Berlusconi: “No agli aiuti dall’estero”

Paganica
Il premier: «Siamo un popolo fiero». Bocciata la linea del Pd che suggeriva di accettare i fondi. Ammortizzatori sociali anche per il lavori autonomi
L’AQUILA
«Il bilancio della risposta alla tragedia è assolutamente positivo». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a L’Aquila. «Da domani – ha aggiunto – comincerà la fase delicata dell’inventario dei danni che riguarderà ogni edificio, ogni fessura, ogni crepa».

«Siamo in grado di rispondere da soli a alle esigenze, siamo un popolo fiero. Ringraziamo i paesi stranieri per la loro solidarietà – ha detto il premier – ma invitiamo a non inviare qui i loro aiuti. Siamo in grado di rispondere da soli alle esigenze, siamo un popolo fiero e di benessere, li ringrazio ma bastiamo da soli». Infatti, il segretario del Pd Dario Franceschini ha ribadito l’intenzione di non alimentare polemiche davanti alla tragedia in Abruzzo ma ha chiesto al governo di accettare gli aiuti internazionali.

«La linea, la filosofia del Governo è chiara: noi guardiamo all’economia sociale di mercato e questo significa stare vicini ai cittadini che hanno bisogno». Il presidente del Consiglio ha spiegato che nessuno verrà lasciato solo:«non gli emarginati, non ci è in miseria, disagio o malattia. Il nostro primo compito è stare loro vicini. E questo – ha sottolineato – vale sia per le catastrofi come questa sia per le conseguenze della crisi economica. Riteniamo – ha concluso – che lo Stato questo debba fare anche magari sospendendo o dilazionando interventi diversi come quelli per le infrastrutture o altro».

Inoltre Silvio Berlusconi ha annunciato che nell’Abruzzo colpito dal terremoto «stiamo studiando la possibilità di ricomprendere negli ammotizzatori sociali i lavoratori autonomi che rischiano la perdita dell’attività». Ha citato esplicitamente la possibilità di ricorso alla «cassa integrazione».

Marta, 24 anni, dopo 23 ore estratta viva dalle macerie

Soccorsi l'Aquila
I soccorsi continuano a scavare: ci sono ancora altre persone
L’AQUILA (7 aprile 2009) – Si stavano perdendo le speranze, ma lunedì notte, erano le 2.02, Marta Valente, giovane donna di 24 anni, è stata estratta viva dalle macerie della sua casa, quattro piani di un palazzo l’avevano sepolta viva. E lì, tra le polveri e sotto i massi accatastati, è sopravvissuta per 23 ore, sino a quando un gruppo di speleologi che scavavano con le mani nude non sono riusciti a riportarla alla luce. Marta Valente era rimasta intrappolata nella sua casa andata distrutta all’Aquila, in via Sant’Andrea, e risultava dispersa, ma si è aggrappata alla vita.
E non è l’unica storia che nella tragedia è andata a lieto fine. Un medico del 118, Giorgio Casaccia, di Teramo, ha spiegato che l’operazione di salvataggio della giovane donna è stata molto complessa, ci sono volute cinque ore per raggiungerla scavando un cunicolo tra i detriti. La giovane era stata individuata grazie alla testimonianza di un ragazzo, Matteo, che poche ore prima era stato a sua volta tratto in salvo e dopo ha indicato la zona in cui era intrappolata l’amica. “C’erano travi pericolanti tutte attorno”, ha detto il soccorritore, e aveva “le gambe bloccate dai massi”. Ma i volontari, come le persone intrappolate, non si arrendono. “Ci sono altre persone tra le macerie”, e continua così la lotta contro il tempo.

TERREMOTO IN ABRUZZO / ULTIMI DATI
I morti sono 179, i dispersi 34, Marta, estratta viva dopo 23 ore. Ancora nuove scosse nella notte.
Oltre 100 le persone salvate nelle ultime 24 ore dalle macerie. Quaranta delle vittime non ancora identificate. I feriti sono 1.500, gli sfollati 17.000. nella notte nuove scosse, la più forte dopo l’una dell’intensità di 4.8, sempre della scala Richter.

Sono 179 i morti accertati nel terremoto che ha devastato l’Abruzzo la notte tra domenica e lunedì. Quaranta delle vittime non sono state ancora identificate. I dispersi sono 34 e 1.500 i feriti. Gli sfollati sono complessivamente 17.000, di cui 10.000 a L’Aquila e 7.120 nella provincia. I dati sono stati diffusi questa mattina dalla Protezione civile.

ANCORA VITA SOTTO LE MACERIE

È rimasta per 23 ore sotto le macerie, ma alla fine i soccorritori sono riusciti a rimuovere una trave di cemento armato che la bloccava all’altezza dello sterno. Marta, 24 anni, della provincia di Teramo, si è salvata perchè quando ha avvertito la prima scossa di terremoto ha trovato riparo sotto il letto. A L’Aquila, in via Rossi angolo via Sant’Andrea, la palazzina di quattro piani si è completamente sgretolata. Gli uomini del soccorso che hanno tratto in salvo Marta alle 02:30 di questa mattina, l’hanno definita «vigile e collaborativa». Proprio dove fino a quella notte terribile sorgeva la palazzina, i genitori di Marta hanno vegliato senza sosta di riabbracciare la loro figlia.

Sempre nella notte altri miracoli a L’Aquila: i soccorritori sono riusciti a estrarre da sotto le macerie Francesca, 21 anni e Matteo 22. Sono stati i vigili del fuoco a riportare in superficie la ragazza, dopo un lavoro durato lunghe ore tra le macerie di uno stabile del centro storico. La notizia del ritrovamento della ragazza viva ma ancora sotto le macerie era stato Bruno Vespa durante ‘Porta a porta’, e poi – a trasmissione in corso – lo stesso Vespa ha dato notizia dell’avvenuto salvataggio.

DISPERSI ANCORA CINQUE STUDENTI

Il cadavere di una ragazza è stato estratto alle 02:15 da sotto le macerie della Casa dello Studente a L’Aquila. Lo ha riferito il sindaco, Massimo Cialente, il
quale ha aggiunto che tra quelle rovine possono esserci ancora cinque persone.

NUOVE SCOSSE

Nella notte sono state avvertite numerose scosse di terremoto, tutte con epicento nell’area dell’Aquila, di varia intensità. In particolare, alle 23.57 i sismografi hanno registrato una scossa di magnitudo 3.8 della scala Richter, seguita alle 00.47 da un’altra scossa di magnitudo 3.6. Più forte quella verificatasi alle 1.15, dell’intensità di 4.8, sempre della scala Richter. Dopo diverse altre scosse di assestamento, alle 6.12 si è verificata un’ulteriore scossa di magnitudo 3.0.

Sisma in Abruzzo, centinaia di morti Soccorsi da tutta Italia: 70mila sfollati

Palazzo del Governo
La scossa alle 3.32 della scorsa notte. I soccorritori: interi paesi rasi al suolo. Si scava ancora, in migliaia senza casa. La polizia: «Arresti per sciacallaggio»

Sono saliti a oltre 150 i morti fin qui accertati per il sisma di stanotte nell’aquilano. Non sono stati diffusi i dati sui feriti e sui dispersi, mentre migliaia sono gli sfollati. La scossa, alle 3.32, di magnitudo 5,8 a 8,8 km di profondità, ha avuto come epicentro una zona al nord de L’Aquila. Decine le scosse che sono seguite avvertite dalla popolazione. In moto la macchina dei soccorsi da tutta Italia, Berlusconi è a L’Aquila mentre è stato già firmato il decreto per l’emergenza nazionale e questa sera è previsto un consiglio dei ministri straordinario.

Le vittime
I morti sono più di 150, secondo quanto hanno riferito fonti ospedaliere. Il ministro dell’Interno, Maroni, al termine di un incontro con il capo della Protezione civile Bertolaso, ha assicurato che «gli sfollati saranno tutti sistemati in alberghi o nelle strutture che sono in corso di costruzione. Il tutto sarà fatto in tempi rapidi». Sono almeno 26 i Comuni interessati in modo «serio» dal terremoto, e i danni riscontrati, i crolli di case vecchie, ma abitate e addirittura di almeno quattro palazzi, letteralmente implosi all’Aquila, fanno temere che il numero delle vittime sia destinato a salire e che sia possibile determinarlo solo tra molto tempo. In molti paesi come Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio, San Pio, Villa Sant’Angelo, Fossa, Ocre, San Demetrio nè Vestini e i centri dell’Altopiano delle Rocche, sono distrutte moltissime abitazioni del centro storico, mentre presentano danni costruzioni più recenti e anche in cemento armato.

Una Regione in ginocchio
La situazione più drammatica è nel capoluogo e in alcune delle sue frazioni, come Onna, quasi rasa completamente al suolo, e Paganica, dove sono già state registrate numerose vittime. Nel centro storico dell’Aquila vi sono numerosi crolli, moltissimi edifici lesionati e alcuni palazzi non antichi crollati completamente. Particolarmente complicata la situazione all’ospedale dell’Aquila, a sua volta lesionato in alcune parti dalle scosse sismiche. Le linee ferroviarie principali, riferiscono le Ferrovie dello Stato, sono tutte operative, mentre sono in atto gli accertamenti sulle linee regionali. Le infrastrutture centrali di Telecom Italia, sia nella telefonia fissa che in quella mobile, non hanno subito danni nel terremoto della notte scorsa in Abruzzo. In corso controlli sulle autostrade. Il ministro del Lavoro e della Salute, Maurizio Sacconi, ha lanciato un appello a donare il sangue.

I soccorsi
Il presidente del Consiglio ha annunciato la firma di stato di emergenza nazionale. Il Consiglio dei Ministri è convocato per questa sera alle 19.00 a Palazzo Chigi. Colonne di soccorso sono in viaggio praticamente da tutta Italia. Dal Lazio sono partite intorno due colonne di uomini e mezzi della Protezione civile della Regione. Circa 40 le squadre con più di 200 volontari che hanno raggiunto l’Abruzzo, altrettante sono pronte ad operare. Partita anche una task force vicentina, con una decina di uomini e quattro automezzi, mentre tra qualche ora si muoveranno anche 100 volontari alpini. Dalla Toscana partirà la prima colonna mobile di soccorso che dispone di strutture di soccorso, cucina da campo, servizi igienici, coperte e tende per 160 posti letto. Partiranno da Legnano (Milano) per L’Aquila 50 persone della Protezione Civile della Lombardia, con un centro polifunzionale e una tendopoli per 250 sfollati. In corso in tutta la regione il monitoraggio degli edifici scolastici danneggiati dal sisma. Tredici minori dell’Istituto penale minorile dell’Aquila stanno per essere trasferiti in altre sedi.

Primi arresti per sciacallaggio
Il capo della Polizia Antonio Manganelli, intervistato da SkyTg24, ha affermato che già parecchie persone sono state fermate per sciacallaggio. Manganelli ha spiegato che in Abruzzo si è difronte a «una scena orribile, di morti e macerie e noi come forze di polizia siamo impegnate solo in un’attività di supporto delle attività principali che sono in questo momento quelle del soccorso. Ma c’è anche un problema di vigilanza stradale, ed anche di controllo del territorio. I servizi antisciacallaggio producono: ho appena visto arrivare nella tendopoli adibita a questura degli arrestati che sono stati sorpresi mentre rubavano nelle case che erano state lasciate vuote». «Siamo impegnati con centinaia di uomini – ha precisato Manganelli – e sono oltre 1000 i vigili del fuoco già arrivati». «Siamo a disposizione di fronte a una quantificazione di esigenze – ha concluso – Le soddisferemo tutte perchè è prioritario l’intervento per salvare delle vite umane che potrebbero essere ancora sotto le macerie».

Terremoto in Abruzzo: 92 i morti accertati

Terremoto Abruzzo
L’AQUILA, 6 aprile – Un terremoto di 5,8 gradi della scala Richter è avvenuto alle 3,32 con epicentro in Abruzzo, a circa 10 km dall’Aquila. La scossa è stata nettamente avvertita in tutto il centro Italia. Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, ha dichiarato che un sisma di questo tipo è considerato «moderato, con un’intensità 30 volte inferiore a quella che nel 1980 devastò l’Irpinia». Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha rinunciato al viaggio in Russia per volare subito nella zona della tragedia.

BILANCIO - Un primo bilancio parlava di oltre 50 morti accertati, centinaia di feriti e 50 mila sfollati. Poi, però, i soccorritori hanno annunciato che il numero delle vittime sarebbe molto più alto: si parla di 92 morti. E secondo il ministro dell’Interno Maroni e il presidente del Consiglio Berlusconi, il bilancio è destinato ad aggravarsi. Tra le vittime ci sono almeno cinque bambini. Sono centinaia gli edifici crollati completamente o in parte, migliaia quelli lesionati e inagibili. Gli sfollati potrebbero essere 45-50 mila.

FIGC SOSPENDE TORNEO DELLE REGIONI - Il presidente della federcalcio, Giancarlo Abete, in conseguenza del terremoto ha deciso di sospendere il Torneo giovanile delle Regioni, in programma in questi giorni in Abruzzo. Il programma di oggi della manifestazione prevedeva la prima partita alle 10.30 a Pescara. Il presidente della Lega dilettanti Carlo Tavecchio ha annunciato che per il prossimo fine settimana è stato sospeso in Abruzzo il campionato dilettanti. Tavecchio ha anche confermato che è stato deciso di sospendere il Torneo delle Regioni, in programma in questi giorni in Abruzzo e che riguarda anche calcio femminile e calcio a cinque.

PETRUCCI: «VICINI ALLE FAMIGLIE» – «La parte importante, vista la drammatica situazione, è stare vicino alle famiglie. La parte sportiva viene dopo». Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, si dice vicino ai familiari delle vittime del terremoto che nella notte ha colpito l’Abruzzo: «Tavecchio ha fermato il Torneo delle Regioni. Il Coni è presente. Accertiamo i danni e non vogliamo fare dichiarazioni sull’onda emotiva».

PESCANTE: «OFFRIREMO STRUTTURE ALL’APERTO» – Lo sport tende una mano a L’Aquila. I Giochi del Mediterraneo in programma a Pescara sono pronti a mettere a disposizione strutture e impianti per far fronte all’emergenza terremoto. «Se verranno chieste, potranno essere messe a disposizione strutture all’aperto, che possano servire per far atterrare gli elicotteri, per parcheggi. A Teramo, a Chieti, ovunque, perchè all’Aquila si sta vivendo una tragedia immane». Lo ha detto Mario Pescante, abruzzese di Avezzano, già deputato di Forza Italia e ora commissario straordinario dei Giochi.

MILAN E INTER SI MOBILITANO - Anche l’Inter e il Milan esprimono vicinanza e solidarietà alle popolazioni dell’Abruzzo gravemente colpite dal terribile sisma della notte scorsa. Le due società milanesi si sono mobilitate per offrire aiuti concreti: l’Inter ha messo a disposizione di tutti i tifosi della zona colpita dal sisma il Centro di coordinamento Inter club al fine di «organizzare in loco eventuali azioni di volontariato». Il Milan invece, attraverso le parole del dirigente brasiliano Leonardo, ha annunciato che «parte del ricavato del Milan Golf Tour verrà devoluto alla popolazione dell’Abruzzo».

RUGBISTI L’AQUILA AIUTANO IN EVACUAZIONE OSPEDALE - L’Aquila Rugby, grande decaduta della palla ovale italiana che attualmente gioca in A/2, è in prima fila con i suoi giocatori, fin dalla scorsa notte, per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto. «Ci siamo attivati tutti, e ci hanno utilizzato per evacuare l’ospedale», racconta il direttore tecnico Massimo Mascioletti, gloria del rugby abruzzese e ct dell’Italia ai Mondiali del 1999. «È un vero caos – racconta al telefono Mascioletti con tono commosso -, ma facciamo tutto ciò che è possibile. Durante l’evacuazione il nostro estremo Dario Pallotta (colosso di 1.86 per 96 chili ed azzurro nel rugby a sette n.d.r.) si è caricato sulle spalle una donna anziana con tutta la bombola dell’ossigeno che le serviva per respirare. È una tragedia…»

Terremoto in Abruzzo: 50 morti accertati, migliaia di sfollati e centinaia di feriti


Crollati molti edifici: 45-50 mila sfollati. Il sisma, di 5,8 gradi Richter, avvertito alle 3,32 in tutto il Centro Italia
L’AQUILA – Un terremoto di 5,8 gradi della scala Richter è avvenuto alle 3,32 con epicentro in Abruzzo, a circa 1o km dall’Aquila. La scossa è stata nettamente avvertita in tutto il centro Italia dalla Romagna a Napoli. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha firmato lo stato d’emergenza (mobilitando Esercito, Aeronautica e Carabinieri) e ha affidato la gestione a Guido Bertolaso, ha deciso di recarsi subito all’Aquila per accertarsi di persona della situazione. Arrivato aall’Aquila anche il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e quello delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli. Il capo della Protezione civile, che è giunto all’Aquila, ha parlato di una «situazione drammatica, la peggiore tragedia di questo inizio millenio».

IL PAPA E IL PRESIDENTE - Sia Benedetto XVI che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, hanno inviato messaggi di solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto.

DATI SISMA - Il terremoto è avvenuto a una profondita di 8,8 km. Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, ha dichiarato che un sisma di 5,8 gradi Richter è considerato «moderato, con un’intensità 30 volte inferiore a quella che nel 1980 devastò l’Irpinia». L’Abruzzo è interessato da uno sciame sismico iniziato lo scorso 16 gennaio con centinaia di scosse. Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha dichiarato che era impossibile prevedere il sisma, ma già infuriano le polemiche per l’avviso della scorsa settimana del ricercatore Giuliani, indagato per procurato allarme.

BILANCIO - Drammatico il bilancio, provvisorio e purtroppo destinato ad aumentare: oltre 50 morti accertati, centinaia di feriti e migliaia di sfollati. Tra le vittime ci sono almeno cinque bambini. Centinaia gli edifici crollati completamente o in parte, migliaia quelli lesionati e inagibili. Gli sfollati potrebbero essere 45-50 mila solo all’Aquila, più altri 20-25 mila in provincia. I soccorsi sono resi difficili dalle continue scosse di assestamento che rischiano di far crollare gli edifici lesionati e dal fatto che la prefettura, dalla quale si dovevano coordinare i soccorsi, è interamente distrutta. Anche la sede della provincia e altri uffici regionali sono intensamente danneggiati. Il coordinamento dei soccorsi è stato istituito alla scuola della Guardia di finanza. Il sindaco, Massimo Cialente, ha invitato i cittadini «a lasciare immediatamente il centro storico, perché anche le case non crollate possono essere gravemente lesionate».

PAESI VICINI - Anche dai paesi vicini all’Aquila, raggiunti solo nelle prime ore della mattina, arrivano notizie di vittime e danni ingenti. Una delle situazioni più drammatiche è a Onna, dove il 50% delle case è crollato e l’altro 50% è danneggiato. A Paganica è deceduta la badessa delle Clarisse del convento di Santa Chiara. Il presidente della provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane, ha dichiarato che a Onna ci sono otto morti accertati e 20-30 dispersi: «Onna è un paese di anziani. Se non arrivano i figli a dire chi è scomparso, magari nemmeno lo si sa». A Fossa di sono 4 morti, una bambina russa di 3 anni e tre anziani. Diversi edifici lesionati anche a Sulmona e a Castel di Sangro, dove però non risultano feriti. Inagibile il tribunale di Avezzano. Sono almeno 26 i Comuni interessati in modo «serio» dal terremoto, tra questi S.Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio, S.Pio, Villa Sant’Angelo, Fossa, Ocre, S.Demetrio Vestini e i centri dell’altopiano delle Rocche.

SOCCORSI - Già alle prime luci dell’alba la situazione nel capoluogo si è presentata drammatica. A metà mattinata c’erano ancora cadaveri estratti dalle macerie e adagiati in terra coperti da un lenzuolo. Per le strade vagavano centinaia di persone in stato di choc, molte con coperte sulle spalle, altre ancora in pigiama. Sono state date indicazioni agli sfollati di raggiungere la zona dello stadio dove è in fase di allestimento un campo di accoglienza e alle 14 saranno distribuite 6 mila pasti caldi. Ma le persone uscite in strada in quanto temevano crolli per le scosse di assestamento se fossero restate nei loro edifici lesionati, hanno nelle prime ore ostacolato la gestione organizzata dei soccorsi. La Protezione civile ha quindi invitato la popolazione a lasciare libere le strade per consentire ai soccorsi di operare al meglio. All’ospedale (rimasto senza acqua potabile e dichiarato inagibile al 90%) si sono effettuati i primi interventi in piena emergenza. Un ospedale da campo è in arrivo dalle Marche. I feriti più gravi sono stati trasferiti in elicottero in altri ospedali abruzzesi, a Rieti e a Roma.

SFOLLATI E FERITI - Per gli sfollati sono in corso di allestimento almeno sette campi nel capoluogo e nelle frazioni vicine per un totale di circa 7 mila posti. Altri saranno realizzati non appena arriveranno all’Aquila le colonne mobili partite da varie regioni, della Protezione civile, dei Vigili del fuoco e dell’Esercito. Inoltre saranno attrezzati come ricoveri gli impianti sportivi al coperto. Sono 4 mila i posti letto in alberghi e campeggi messi a disposizione a Pescasseroli, nel Parco nazionale d’Abruzzo, più altri 4 mila sulla costa. Maroni ha assicurato che «gli sfollati saranno tutti sistemati in alberghi o nelle strutture che sono in corso di realizzazione in tempi rapidi». Il ministro dell’Interno ha poi spiegato che non ci sono problemi per i feriti: «I posti sono sufficienti, quelli gradi sono stati già evacuati».

EDIFICI CROLLATI E INAGIBILI - Secondo una prima stima della Protezione civile, gli edifici inagibili potrebbero essere 10-15 mila. Molti i palazzi interamente crollati: tra questi la Casa dello studente, uno in via Sant’Andrea, due in via XX Settembre, l’hotel Duca degli Abruzzi. Una donna di circa 50 anni è stata estratta viva dalle macerie di un edificio di tre piani presso piazza della Repubblica. Un ragazzo è stato estratto vivo dalla Casa dello studente, ma un’altra decina è ancora sotto. I soccorritori stanno scavando con le mani perché l’area è inaccessibile ai mezzi meccanici. Mancano all’appello uno studente greco (sua sorella è rimasta ferita) e uno israeliano, comunicano i rispettivi ministeri degli Esteri. In piazza Duomo sono crollate parti della facciata e dell’abside della chiesa di Santa Maria del Suffragio. A S. Gregorio una bimba di 2 anni è stata estratta viva, mentre la madre è morta facendole da scudo con il suo corpo.

DANNI IN ALTRE ZONE - Crolli di cornicioni e lesioni vengono segnalati anche in provincia di Pescara, ma non si evidenziano feriti. Una palazzina con gravi lesioni è stata evacuata a Sora, in provincia di Frosinone. Danni anche in alcuni centri della provincia di Rieti. Un ferito a Palena, in provincia di Chieti, dove un uomo si è lanciato per la paura dal terzo piano.

EDIFICI PUBBLICI E COLLEGAMENTI - La rete della telefonia mobile e fissa nelle zone colpite dal terremoto è stata rimessa in funzione. L’80% delle 15 mila utenze di energia elettrica saltate è stata ripristinata già entro le 9. Le linee ferroviarie principali sono tutte operative, mentre sono in atto gli accertamenti sulle linee regionali. In corso verifiche sui tratti autostradali, alcuni dei quali sono stati chiusi. In corso lavori di riparazione sugli acquedotti nel Teramano e a Pescara. Chiuse le scuole: «Prima di riaprirle faremo molti accertamenti», ha detto il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. Le carceri hanno invece «complessivamente tenuto», ha dichiarato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano.

AIUTI - Oltre che da tutte le regioni italiane, offerte di aiuto stanno arrivando da molti Paesi e dalla Commissione europea. «In questo momento possiamo dire che la macchina italiana è perfettamente in grado di far fronte alle esigenze», ha detto Agostino Miozzo, dirigente della Protezione civile. «Se nel corso delle operazioni dovessimo avere problemi, i nostri amici sarebbero pronti a intervenire».

APPELLI - Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha lanciato un appello urgente a tutti i cittadini per donare sangue. Il capo della Polizia, Antonio Manganelli, ha chiesto di «non intasare le strade che saranno da questo momento sede di carovane di soccorsi».

Uomini e mezzi: dal Veneto primi soccorsi all’Abruzzo in ginocchio

Terremoto Aquila
Una settantina di vigili del fuoco con 30 mezzi in viaggio per L’Aquila. In allestimento una seconda colonna
VENEZIA – Una settantina di vigili del fuoco e una trentina di automezzi sono partiti dal Veneto per l’Abruzzo colpito dal terremoto, ma nel giro della mattinata il numero dovrebbe raddoppiare. Il comando interregionale di Padova, che ha competenza anche per Trento e Bolzano, sta organizzando di un’altra colonna. Tutti i comandi provinciali dei vigili del fuoco del Veneto hanno fornito uomini e mezzi, tra cui sistemi cerca persone. In partenza anche squadre cinofile e di movimento terra, dotate di ruspe e carri per la raccolta delle macerie. Il terremoto è stato percepito anche in Veneto, ma non sono state molte le chiamate ai centralini dei vigili del fuoco. T

Da Vicenza, che ha già inviato una task force di vigili del fuoco di 10 elementi, ora si muoveranno anche 100 volontari dell’Associazione nazionale alpini. Con loro anche un reparto trasmissioni per montare un posto medico avanzato in grado di trattare 30 pazienti di gravità fino al codice rosso. Si tratta di un Pronto soccorso «E Triage», nel quale verrà decisa la gravità del paziente per poi trasferirlo all’ospedale da campo o a quello civile. In supporto, inoltre, cinque medici e quattro infermieri con otto soccorritori. I vigili del fuoco hanno messo in preallarme una seconda squadra di nove uomini, mentre la Regione ha chiesto alla Protezione civile vicentina un campo attrezzato per 250 persone.

«Nessun commento di fronte ad una così immane tragedia. Ciò che conta è rispondere in modo adeguato e generoso alle urgenze poste dal terremoto». Così il presidente del Veneto, Giancarlo Galan, in merito al terremoto che ha compito nella notte l’Abruzzo. «Di fronte alle immagini dell’immane tragedia causata dal terremoto – ha aggiunto – qualsiasi commento mi appare fuori luogo. Il Veneto ha allertato, fin dalle prime ore del mattino, tutta la sua rete di Protezione civile e di volontariato e si è messo, come sempre, a disposizione di chi ha il compito e la responsabilità di organizzare e dirigere i soccorsi».

Terremoto, Giuliani: “Si poteva prevedere”. Emergenza e polemiche

Giampaolo Giuliani
Ora che le scosse di terremoto hanno devestato L’Aquila e le zone circostanti e sono state avvertite in tutto il Centro Italia, si torna a parlare di Giampaolo Giuliani, il tecnico che fa ricerca ai Laboratori nazionali del Gran Sasso e che aveva predetto il verificarsi di un terremoto dalle dimensioni disastrose. Il tecnico è stato denunciato per procurato allarme, ma le sue previsioni sono state esatte. Giuliani ha sbagliato solo di una settimana. Le previsioni del tecnico sono scaturite dall’analisi di un gas radioattivo, il radon, che si libera dal sottosuolo quando le faglie vengono attivate. Sono circa due mesi che la provincia de L’Aquila è interessata da attività sismica. La scossa più forte è stata registrata il 30 marzo con magnitudo di 4,0 gradi.

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato di aver firmato il decreto per lo stato d’emergenza in modo tale che la Protezione Civile possa disporre “dei fondi messi a disposizione”. Il capo della protezione civile, Guido Bertolaso, ha definito il terremoto di questa notte come la “peggiore tragedia di questo inizio di millennio”. Secondo Bertolaso l’evento “è paragonabile, se non superiore, al terremoto che ha colpito in passato l’Umbria e le Marche. Si tratta di una vicenda che mobiliterà il paese per diverse settimane”. Il capo della protezione civile ha anche spiegato che, in seguito alle scosse dei giorni passati, a L’Aquila si era riunita la Commissione Grandi Rischi, ma era impossibile prevedere quello che sarebbe successo. “Non potevamo evacuare un’intera regione senza sapere cosa sarebbe successo” ha affermato Bertolaso.

Il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, ha detto all’Adnkronos: “Non si possono fare previsioni sui terremoti. Ma la zona colpita questa notte era stata indicata come una delle maggiori zone a rischio sismico del paese. E quindi, come tale, era sotto osservazione. Ripeto, però, scientificamente nessuno al mondo è in grado di fare una previsione seria e attendibile di quando si verifica un terremoto”. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia attraverso un comunicato ha reso noto: “Allo stato attuale delle conoscenze, non è possibile realizzare una previsione deterministica dei terremoti (previsione della localizzazione, dell’istante e della forza dell’evento), ciò è vero anche in presenza di fenomeni quali sequenze o sciami sismici che nella maggior parte dei casi si verificano senza portare al verificarsi di un forte evento. Una scossa quale quella che si è manifestata oggi viene normalmente seguita da numerose repliche, alcune delle quali probabilmente assai sensibili. La zona in oggetto è stata sede in passato di forti terremoti. In particolare, l’attività di questi giorni si colloca tra la terminazione meridionale della faglia che si è attivata nel terremoto del 1703 (pari a Magnitudo circa 6.7) e i limiti settentrionali della faglia associata nei cataloghi al terremoto del 1349 e di quella denominata Ovindoli-Piani di Pezza”.

A queste dichiarazioni il tecnico Giampaolo Giuliani replica affermando che è tutto falso. Ad Affaritaliani.it Giuliani ha detto: “Abbiamo delle ripetute in questo momento. E’ stato proditoriamente architettato perché io potessi essere messo a tacere, addirittura con un avviso di garanzia. E ho le prove che è falso. Sono stati Boschi e Bertolaso, dai quali vorrò le scuse per tutti i morti che ci sono stati oggi a L’Aquila, perché hanno dichiarato il falso domenica scorsa e ho i testimoni. Le loro dichiarazioni sono false. La mia previsione purtroppo era giusta”. Il tecnico ha poi spiegato che durante la notte sono andati distrutti almeno tre rivelatori che aveva in funzione e che al momento non gli è possibile collegarsi con la macchina principale perché L’Aquila non può essere attraversata. “Quello che posso dire – ha però affermato Giuliani – è che abbiamo previsto tantissime scosse anche per la giornata di domani, scosse di assestamento che vanno tra il terzo e il quarto grado della scala Richter”.

Il tecnico ha ribadito che, a dispetto di quanto affermato negli ultimi giorni, è possibile prevedere i terremoti. “C’è il rischio che domani mi mettano in galera – ha sottolineato Giuliani, raggiunto ora dai vari media – ma confermo: non è vero, è falso, che i terremoti non si possono prevedere. Sono 10 anni che noi riusciamo a prevedere eventi di questo tipo in una distanza di 100-150 chilometri da noi. Da tre giorni vedevamo un forte aumento di radon, al di fuori della soglia di sicurezza. E forti aumenti di radon segnalano forti terremoti. Questa notte il mio sismografo denunciava una forte scossa di terremoto e ce l’avevamo online. Tutti potevano osservarlo e tanti l’hanno osservato. Poteva essere visto ce ci fosse stato qualcuno a lavorare o si fosse preoccupato. Abbiamo vissuto la notte più terribile della nostra vita, sono sfollato anche io… Questi scienziati canonici, loro lo sapevano che i terremoti possono essere previsti”.

Molte sono le polemiche in corso. L’eurodeputato Prc/Sinistra europea, Vittorio Agnoletto, ha chiesto le dimissioni di Bertolaso. Agnoletto ha detto: “Forse si sarebbero potute mettere in salvo molte persone se si fosse dato ascolto alle previsioni di chi aveva annunciato il terremoto, come Giampaolo Giuliani, tecnico dei Laboratori nazionali del Gran Sasso, che invece è stato denunciato. Per questo chiedo le dimissioni del capo della Protezione civile Guido Bertolaso”.