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Je Suis Charlie

Charlie

Luca 23:34 E Gesù diceva: Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno.Poi, fatte delle parti delle sue vesti, trassero a sorte.

charlie

Chi è CHARLIE?
Charlie non è solo una rivista satirica, non è solo un’intera redazione barbaramente trucidata nel nome di ALLAH, non è solo una tragedia francese, non è solo una delle tante notizie che sconvolgono l’opinione pubblica.

Qualche giorno fà leggendo vari commenti, inizio a leggere strane giustificazioni, colleghi che accusano altri colleghi per aver esasperato il popolo musulmano, Papa Francesco difende a pugni l’onorabilità di sua madre.

Perdonatemi, questi commenti fanno male anche più delle pallottole.

CHARLIE HEBDO rappresenta la libertà e la democrazia, forse anche spudorata, ma è una critica che serve a migliorare, a correggere, e a stimolare per far meglio e non ricadere negli errori passati.

Ogni qual volta che viene tappata la bocca a qualcuno, viene automaticamente alimentato il terrorismo e il fenomeno mafioso, perdiamo la nostra libertà e favoriamo l’omertà nelle peggiori forme.

Siamo sempre stati liberi di leggere “quel che vogliamo leggere”, ma non possiamo negare a nessun di leggere “quello che a noi non piace”.

Noi sosteniamo CHARLIE, come abbiamo già sostenuto Peppino Impastato, Libero Grassi, don Pino Puglisi, e i diversi martiri per la giustizia, per la libertà, e per la democrazia.

JE SUIS CHARLIE.

Bici, calcio, rugby: Sanson, che storia

teofilo sanson
Gli uomini passano, i ricordi restano, e l’amico Teo continuiamo a ricordarlo, la sua gentilezza, la disponibilità, il sorriso e i consigli di un imprenditore vero, e stato bello averti conosciuto ed aver visitato una creatura con oltre 200 figli, simbolo di alta qualità.

FINE DI UN’ERA. L’ingresso dell’imprenditore di Conegliano nel mondo delle due ruote, il capitolo Udinese e le sfide – vinte – con l’Avvocato per ospitare le corse iridate
Dalla scritta «ricamata» sul prato dello stadio Friuli alla scoperta di Merckx e al legame con Moser: quando il «re del gelato» era anche un re nello sport
Non solo «re del gelato». Teofilo Sanson, il cui marchio resterà un ricordo dopo la scelta dei nuovi proprietari di «accantonarlo», è nella storia del ciclismo, del calcio, del rugby. Il gruppo Bagnoli, primo produttore italiano di gelati, da qualche anno padrone dello storico stabilimento di Colognola ai Colli, ha deciso di sacrificare il brand ma non può cancellare trascorsi meravigliosi. Oltre le discipline. Oltre il valore e l’importanza delle singole imprese. Ma è la fine di un’era, non della leggenda di Sanson. La bici è la passione di Sanson. Su quella ha cominciato, a Torino. Sopra c’era un modesto chiosco di gelati. Diventa presto laboratorio, poi industria. Fantasia e imprenditorialità non mancano a Teo. La prima lo soccorre nel 1976, l’anno del suo ingresso nel mondo delle due ruote col marchio Sanson, quando rileva anche l’Udinese calcio che, in quattro anni, risale dalle serie C alla A. C’è da diffondere l’immagine e Teo si inventa di far risaltare sull’erba dello stadio Friuli una grande scritta Sanson. I tosaerba lavorano bene. Non si potrebbe, lui lo sa, quella scritta bisogna toglierla subito, ma intanto una partita è passata, tutta l’Italia ha visto in televisione, i media ne hanno parlato diffusamente e la promozione del marchio prende slancio. A chi gli chiede: «Ma chi te l’fa fatto fare a prendere l’Udinese?», risponde: «Non ho mai venduto così tanti gelati come da quando ho fatto questa scelta». Nel calcio, Teofilo sostiene anche il Conegliano e il Chioggia Sottomarina perché più che alla vetrina, guarda alla base. Gli anni dell’Udinese e del ciclismo sono anche gli anni del rugby: il Sanson Rovigo conquista gli scudetti nel 1976 e 1979. Teo è sportivo a tutto tondo. Guarda alla sua azienda, ma è passione vera quella che lo avvicina allo sport. Quella per il ciclismo, poi, è straripante. Se l’avventura nel calcio è frutto di una strategia ben precisa, se quella nel rugby è doverosa «per i valori che trasmette questo sport di forza, intelligenza, fair play», come ebbe a dire, quella nel ciclismo nasce dal cuore. La bici è sangue del suo sangue. Ne terrà, ne tiene, sempre una in casa. Sanson ha intuito. Scopre Eddy Merckx prima degli altri, ne intuisce subito l’enorme potenziale, lo contatta, «ma poi, per fare un favore a Giacotto, lascio perdere». Gli rimane «la soddisfazione di aver visto giusto prima degli altri». Entra decisamente nel ciclismo qualche anno dopo. Il suo alfiere è Francesco Moser che, dal 1976 al 1980, gli regala 129 vittorie, circuiti compresi. Dentro ci sono undici tappe del Giro d’Italia, il campionato del mondo dell’inseguimento (1976), il Mondiale su strada (1977), il Campionato di Zurigo (1977), il Giro di Lombardia (1978), la Gand-Wevelgem (1979), il campionato italiano (1979), la Freccia Vallone (1977) e tre Parigi-Roubaix consecutive (1978, 1979, 1980). Il marchio Sanson è sul tetto del mondo. «Che anni quegli anni», dirà poi Teofilo. «Francesco mi ha dato tanto, mi ha regalato grandi emozioni». Ma gli ha fatto anche un… «grave torto». Teo lo dice sorridendo, anche abbracciando Moser, che sempre è stato e sarà una sorta di figlioccio: «È andato a vincere il Giro d’Italia con la maglia di una ditta concorrente della Sanson. E per di più a Verona. Così mi è rimasto il cruccio di non aver mai vinto la corsa rosa». Ma è sicuro che, quel 10 giugno 1984, all’Arena, Teo abbia fatto un gran tifo per «Moseron», tanto da essere stato «il primo ad abbracciarlo dopo il trionfo». Teofilo Sanson è quello che, nella sua azienda, mangiava a mensa con gli operai, quello che ama andare più volte, da solo, nel piccolo cimitero di Scomigo davanti alla tomba della mamma. E quello che ha «la soddisfazione di battere l’Avvocato Agnelli nella sfida per organizzare il campionato del mondo del 1999». Quello, ancora, che guarda al ciclismo in rosa e sostiene Fabiana Luperini negli anni dei successi al Giro (tre) e al Tour (quattro), quello che sostiene per più anni una corsa intitolata Trofeo Sanson (a Verona il 24 agosto 1988, premondiale con le Torricelle e arrivo in piazza Bra, vinta da Gianni Bugno con un minuto e 20” su Claudio Chiappucci), quello che organizza tendoni enogastronomici nei giorni dei Mondiali in qualsiasi sede siano perché, per lui, ciclismo è incontro, è convivialità, turismo, vicinanza, di amicizia, sport di valori e di valore, quelli che Teofilo Sanson testimonia nel lavoro, nello sport, nella famiglia.
Teofilo Sanson lascia la vita terrena a Verona lo scorso 31 Gennaio 2014

Buon Natale e Felice 2014, con la Pro Loco di Pace del Mela

buon natale

Il Presidente Francesco Leone,
la Segreteria, il Consiglio di Amministrazione, e tutti i soci
Augurano alla Cittadinanza e a tutti i lettori del Sito

Un Buon Natale e Felice 2014

Carissimi amici,
il primo augurio di buone feste lo dedichiamo a quei nostri cari concittadini, che sono stati dimenticati da tutti e sopratutto da coloro che dovrebbero tutelarli ed aiutarli, ammalati, disoccupati, persone che non hanno un’abitazione decente, persone che rischiano di perdere l’unico tetto per non riuscire a pagare i mutui, persone che hanno subito gravi lutti, persone che hanno gravi difficoltà anche a garantire il pane quotidiano alle proprie famiglie, persone come tutti noi, con qualche problema in più, e con una dignità per nascondere l’amara realtà.

Il secondo augurio, lo dedichiamo a quei pochi cittadini tenaci e coraggiosi, a coloro che non si arrendono e continuano a lottare, senza perdere quell’obiettivo che si chiama “bene comune”.

Il terzo augurio lo dedichiamo a coloro che riteniamo “veri amici”, coloro che ci sono stati vicini, che hanno appoggiato le nostre iniziative, ed anche a coloro che in questo anno ci hanno trascurato, magari si saranno fatti “infinocchiare” da pseudo amici, auguri di vero cuore, per noi restate sempre cari amici e forse anche i migliori.

Infine, a coloro che in questi anni, sono stati avidi, invidiosi, a coloro che puntano solo sui PROFITTI, invece che sulla QUALITA’, a coloro che giocano con la pelle altrui pur di avere un tornaconto, a coloro che sperperano i soldi della collettività, a coloro che di bene non nè hanno mai fatto e non nè faranno, non auguriamo nulla! Non meritate nulla

aaa

Il momento di cambiare, Insieme si può

Insieme si può

Ora è arrivato il momento di dire BASTA alle false promesse,
BASTA con il clientelismo,
BASTA con la solita politica del “ora ci penso io”,
BASTA con le false illusioni,
BASTA, BASTA, BASTA.

Insieme per cambiare, Insieme per crescere,

INSIEME SI PUO
Con Pasquale Andaloro SINDACO

Pace del Mela, l’alluvione del 22/11/2011 dove eravate???

alluvione

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Caro Sindaco,
lo scorso 22 novembre 2011, Pace del Mela e la frazione Giammoro, si sono ritrovate dopo il 1978, e dopo il 2 novembre 2010, ancora una volta allagati.

A nulla sono serviti gli appelli dei cittadini per l’eliminazione di un muretto proprio nella famosa Via Antonella da Messina, a nulla sono serviti gli appelli per raccogliere quotidianamente i rifiuti solidi urbani, “la famosa MONNEZZA”, che hanno otturato le tubazioni per la raccolta delle piogge e ci risiamo allagati.

Solo grazie al comandante dei vigili urbani, si è riusciti a rompere quel muretto e far defluire le acque, l’unica vera istituzione comunale presente era proprio il comandante Salvatore Campagna.

Nei giorni successivi, caro Sindaco “USCENTE”, l’unica istituzione che abbiamo visto, che ha visitato i disastri e ci ha confortato spiritualmente e per questo ne saremo sempre grati è il sacerdote Don Sergio.

E la politica? Il Sindaco, la Vice Sindaco, gli Assessori, dove eravate???
E i soccorsi, l’unità di crisi, niente non abbiamo visto niente e nessuno.
E ora passate porta a porta, ora conoscete quei cittadini che in quei momenti siete stati latitanti,
ORA ETARDI
Noi continuiamo a vivere senza il vostro aiuto, ma non dimentichiamo

alluvione

Pace del Mela, e a Pasqua, tanta MONNEZZA

monnezza

Questa foto la dedichiamo a “Consultiamoci”, che vivono nel paese dei balocchi, dove tutto funziona perfettamente e và tutto bene, a pasqua e da oltre 5 anni la situazione è così!

Dovete Consultarvi o…

Pace del Mela, manutenzione “ELETTORALE”

lampadina

E dopo 5 anni arrivò il momento di cambiare la lampadina, efficenza 0, complimenti Sindaco…