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Terremoto devasta Haiti, migliaia di persone tra le macerie

Haiti
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L’epicentro a 15 km dalla capitale Port-au-Prince. Molte vittime tra i Caschi blu dell’Onu
Farnesina: «Stiamo verificando la notizia di una vittima italiana»

Il Paese è «distrutto», è una «catastrofe», e crediamo che «migliaia di persone» possano essere morte». Le parole del presidente René Preval lasciano solo immaginare la devastazione di Haiti, colpita martedì alle 16,53 (le 22,53 in Italia) da un devastante terremoto di magnitudo 7 con epicentro a una quindicina di chilometri dalla capitale Port-au-Prince. Era anche stato diramato un allarme tsunami per tutto il quadrante caraibico, ma poco dopo l’allerta è rientrata. Secondo la Croce rossa circa 3 milioni di persone sono state direttamente interessate dal sisma.

MIGLIAIA SOTTO LE MACERIE - La parte bassa di Port-au-Prince è «completamente distrutta», ha riferito nel corso di un intervento all’Assemblea nazionale a Parigi il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner precisando che il resto della capitale haitiana, che sorge in parte sulle colline, «è stata un po’ risparmiata» dal sisma. La capitale è isolata, i telefoni non funzionano, tv o radio locali non trasmettono più, solo qualche contato di fortuna via internet, riferisce l’agenzia missionaria Misna. Quello che è certo, però, è che migliaia di persone sono rimaste sepolte sotto le macerie e i soccorritori stanno cercando di estrarne vive quante più possibile. Solo un ospedale è rimasto in piedi ma ha già esaurito la capacità di accoglienza di feriti; la Croce Rossa internazionale si sta attrezzando per allestire alcuni punti di pronto soccorso da campo. Il presidente Preval si è salvato insieme alla sua famiglia perché non si trovava nel palazzo presidenziale, ma la sua casa privata è stata distrutta.

NUNZIO - È stato ritrovato senza vita il corpo dell’arcivescovo, monsignor Serge Miot, mentre non si hanno ancora notizie del vicario generale, mons. Benoit. Il nunzio apostolico ad Haiti, arcivescovo Bernardito Auza, ha dichiarato all’agenzia Fides che la cattedrale, l’arcivescovado, tutte le grandi chiese e tutti i seminari sono ridotti a macerie; stessa sorte per i ministeri, il palazzo presidenziale, le scuole. «Centinaia di seminaristi e sacerdoti sono rimasti sotto le macerie», ha aggiunto mons. Auza. Tra le vittime c’è anche Zilda Arns, fondatrice della Pastorale dei bambini della Chiesa cattolica brasiliana e missionaria famosa anche in Italia per aver ricevuto il premio dei diritti umani dell’Onu nel 2002.

CASCHI BLU - Si contano anche molte vittime tra i Caschi blu della missione Minustah dell’Onu ad Haiti (circa 11 mila effettivi, tra cui 7.031 militari e 2.034 agenti di polizia): almeno sette militari del Brasile, otto cinesi (più dieci dispersi), tre della Giordania. L’edifico di cinque piani, sede della missione, si è completamente sbriciolato e, secondo Kouchner, tutte le persone che si trovavano al momento del sisma al suo interno sarebbero morte, compreso il comandante della missione, il tunisino Hedi Annabi. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha annunciato che andrà ad Haiti «non appena praticamente possibile». Ci sono 38 membri del Programma Onu per lo sviluppo fra i dispersi.

GLI ITALIANI NELL’ISOLA – Ancora incerta la sorte della settantina di italiani che vivono stabilmente nell’isola, secondo la stima diramata dalla nostra ambasciata di Santo Domingo. La Farnesina sta verificando la notizia della morte di un italiano. Accertamenti sono in corso per verificare quanti possano essere gli italiani presenti nell’area per motivi turistici o di lavoro. Dodici tecnici della ditta romana Ghella, in un cantiere a nord di Haiti, alcuni religiosi e il console onorario Giovanni de Matteis sono stati contattati e sono incolumi. «Ci sono grosse difficoltà di comunicazione e di raccolta di informazioni», ha però fatto sapere Ludovico Camussi, dell’unità di crisi della Farnesina, secondo cui gli italiani, tra residenti e persone che lavorano presso attività turistiche o presso le sedi delle Nazioni Unite, sarebbero complessivamente un centinaio, a cui aggiungere quanti dovessero risultare solamente «in transito» (ASCOLTA l’intervista). Una prima stima che tiene conto anche dei turisti e di coloro che hanno segnalato la propria presenza tramite il sito Dovesiamonelmondo (il portale che fa capo alla Farnesina) parla di un totale di circa 190 italiani nell’area. Al momento, tuttavia, non risultano connazionali morti o feriti.

SCIACALLI IN AZIONE - Nel frattempo, c’è già chi ha iniziato ad approfittare del dramma collettivo che sta vivendo la nazione. Un gruppo di uomini e donne ha assaltato e depredato un supermercato nella capitale, approfittando dei varchi apertisi nei muri e del fuggi fuggi generale. Altre azioni di sciacallaggio, secondo quanto hanno riferito fonti locali alle agenzie di stampa, si registrano in varie zone della città. Il sisma ha danneggiato anche gli edifici che ospitano la polizia e questo rende più difficoltose le operazioni di coordinamento dell’attività di controllo e repressione delle azioni criminali. Le condizioni di indigenza di gran parte della popolazione – Haiti è uno dei Paesi più poveri del mondo, il più povero in assoluto di tutto il continente americano – rischiano di rendere esplosiva la situazione.

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AIUTI INTERNAZIONALI E SOLIDARIETÀ – Avvertendo immediatamente la gravità della situazione ad Haiti, subito sono stati attivati aiuti da parte di numerose nazioni, seguito da appelli alla solidarietà lanciati da organizzazioni umanitarie italiane e internazionali.

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