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	<title>Ass. Turistica Proloco - Pace del Mela</title>
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	<description>Per la promozione turistica del territorio</description>
	<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 17:32:23 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>Rai Per Una Notte con Michele Santoro</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 17:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[	

	Cari amici,

	data l&#8217;enorme pressione sul Paladozza di Bologna, siamo stati costretti, anche per motivi di ordine pubblico, a mettere in distribuzione gli inviti che, in poche ore, sono andati esauriti. Vi preghiamo comunque di completare la sottoscrizione e di organizzare ascolti collettivi in piccoli e grandi gruppi, ovunque sia possibile.

	Raiperunanotte grazie a voi pu&#242; diventare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><a href="http://raiperunanotte.it/index.php?option=com_content&#38;view=category&#38;layout=blog&#38;id=9&#38;Itemid=10"><img src="http://raiperunanotte.it/templates/raiperunanotte/images/img_link_diretta.jpg" alt="raiperunanotte" /></a></p>

	<p><strong><em>Cari amici,</p>

	<p>data l&rsquo;enorme pressione sul Paladozza di Bologna, siamo stati costretti, anche per motivi di ordine pubblico, a mettere in distribuzione gli inviti che, in poche ore, sono andati esauriti. Vi preghiamo comunque di completare la sottoscrizione e di organizzare ascolti collettivi in piccoli e grandi gruppi, ovunque sia possibile.</p>

	<p>Raiperunanotte grazie a voi pu&ograve; diventare il primo sciopero bianco degli abbonati Rai per ribadire che bisogna difendere il carattere di servizio pubblico della nostra azienda.</p>

	<p>Come gi&agrave; stiamo facendo daremo notizia su questo sito di tutte le iniziative.</p>

	<p>Vi abbraccio e vi ringrazio per la vostra generosit&agrave;, ma continuate a mobilitarvi, questo &egrave; solo l&rsquo;inizio!</p>



	<p>Michele Santoro<br />
</em></strong></p>

	<p>Il sito prolocopace.it di propriet&agrave; dell&#8217;Associazione Turistica Pro Loco di Pace del Mela proporra in diretta la trasmissione condotta da Michele Santoro il 25 Marzo ore 21,00 in diretta dal Paladozza di <span class="caps">BOLOGNA </span>Piazza Azzarita 3</p>

	<p><img src="http://raiperunanotte.it/images/stories/vignetta_vauro.jpg" alt="Vauro" /></p>

	<p>Con</p>

	<p>Roberto Benigni, Antonio Cornacchione, Teresa De Sio, Gillo Dorfles, Elio e le Storie Tese, Emilio Fede, Giovanni Floris, Milena Gabanelli, Sabina Guzzanti, Riccardo Iacona, Giulia Innocenzi, Gad Lerner, Daniele Luttazzi, Trio Medusa, Mario Monicelli, Morgan, Nicola Piovani, Norma Rangeri, Filippo Rossi, Michele Santoro, Barbara Serra, Marco Travaglio, Vauro e Antonello Venditti.</p>

	<p>L&rsquo;informazione non si pu&ograve; interrompere, la stampa deve essere libera.<br />
Per questo la Fnsi &#8211; Federazione Nazionale della Stampa Italiana &#8211; ha deciso di organizzare &ldquo;Rai per una notte&rdquo;, uno sciopero bianco per la difesa della libert&agrave; di stampa e dell&rsquo;informazione che si terr&agrave; Gioved&igrave; 25 marzo, dalle ore 20 alle 24, al Paladozza di Bologna.</p>

	<p>Rai per una notte sar&agrave; una manifestazione &ndash; trasmissione condotta da Michele Santoro con la partecipazione di Giovanni Floris, Daniele Luttazzi, Marco Travaglio, Vauro, la squadra di Annozero e molti altri ospiti del mondo del giornalismo e dello spettacolo.</p>

	<p>La Fnsi e l&rsquo;Usigrai &ndash; Organismo sindacale di base dei giornalisti Rai &#8211; metteranno a disposizione su Internet le riprese video e audio della manifestazione e consentiranno a tutti coloro che vorranno di riprendere e trasmettere in Tv o per radio l&rsquo;intero evento.</p>

	<p><strong><em>Ultimissime da Michele</p>

	<p>Cari amici,<br />
alla mezzanotte di ieri abbiamo finalmente raggiunto il nostro obiettivo: 50 mila sottoscrittori hanno dato il loro contributo per dar vita a Raiperunanotte.<br />
Sono felice e vi abbraccio tutti!<br />
Da questo momento vi chiedo di non versare pi&ugrave; denaro riservandolo per le prossime iniziative.<br />
Continuate invece a organizzare punti d&rsquo;ascolto collettivi piccoli o grandi ovunque sia possibile.</p>

	<p>Michele Santoro</em></strong></p>

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		<title>SAN FRATELLO, ASSISTENZA ALLA POPOLAZIONE PER IL RECUPERO DEI BENI</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 17:19:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Misc]]></category>

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&#8220;Ci scusiamo con gli amici sanfratellani, per non aver pubblicato prima le notizie relative al disastro di San Valentino, Vi saremo vicini, e siamo disponibili fin da subito con il Nostro sito WEB affinch&#232; San Fratello e i suoi cittadini non venga DIMENTICATA.&#8221;

	A San Fratello prosegue l&#8217;opera di supporto alle autorit&#224; locali da parte del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
	<p><img src="http://www.lastampa.it/multimedia/italia/24201_album/san_fratello_03.jpg" alt="San Fratello" /><br />
<img src="http://www.lastampa.it/multimedia/italia/24201_album/san-fratello_02.jpg" alt="San Fratello" /><br />
<img src="http://www.lastampa.it/multimedia/italia/24201_album/san_fratello_02.jpg" alt="San Fratello" /><br />
<img src="http://www.lastampa.it/multimedia/italia/24201_album/san-fratello_05.jpg" alt="San Fratello" /><br />
<img src="http://www.lastampa.it/multimedia/italia/24201_album/san-fratello_04.jpg" alt="San Fratello" /><br />
<strong><em>&#8220;Ci scusiamo con gli amici sanfratellani, per non aver pubblicato prima le notizie relative al disastro di San Valentino, Vi saremo vicini, e siamo disponibili fin da subito con il Nostro sito <span class="caps">WEB</span> affinch&egrave; San Fratello e i suoi cittadini non venga <span class="caps">DIMENTICATA</span>.&#8221;</em></strong></p>

	<p>A San Fratello prosegue l&rsquo;opera di supporto alle autorit&agrave; locali da parte del team del Dipartimento della Protezione Civile per gli interventi e il monitoraggio della frana che ha colpito il paese. I Vigili del Fuoco del locale Comando e della Colonna Mobile Regionale continuano l&#8217;assistenza alla popolazione per recupero beni.<br />
Inoltre, stanno contribuendo alla messa in sicurezza di opere d&rsquo;arte dalla locale Chiesa di S. Nicol&ograve; di Bari e al monitoraggio del fronte franoso.</p>

	<p>Calabria<br />
Vibo Valentia<br />
Anche ieri, i tecnici del Dipartimento della Protezione Civile e della Commissione Grandi Rischi, coadiuvati dai geologi di Regione, Provincia e Comuni, hanno effettuato i rilievi per accertare i movimenti della frana che ha colpito il Comune di Maierato.<br />
Anche se non si registrano ulteriori cedimenti, &egrave; ancora alto il rischio per tutta la zona e quindi rimane valida l&rsquo;ordinanza di sgombero dell&rsquo;intero centro abitato.<br />
Intanto, l&acute;ANAS ha disposto dal pomeriggio la riapertura del tratto della A3 in direzione Nord tra gli svincoli di Altilia Grimaldi e Rogliano/ Piano Lago per il solo traffico leggero.</p>

	<p>Catanzaro<br />
A Catanzaro, si tiene sotto controllo la frana che ha interessato i quartieri Ian&ograve; e S.Elia. Le 40 famiglie evacuate sono ancora ospitate in alberghi o da parenti e amici.<br />
Ancora disagi per la viabilit&agrave; con la chiusura della strada provinciale Ian&ograve;-Magisano che collega il capoluogo con tutta la fascia dei comuni della Pre Sila. Fonte: Nebrodi e Dintorni 20/02/2010</p>

	<p><strong>San Fratello, dichiarato lo stato di calamit&agrave; stanziati i primi fondi destinati agli sfollati</strong><br />
SAN <span class="caps">FRATELLO </span>(MESSINA) &#8211; La giunta regionale, nel corso di una riunione straordinaria convocata in nottata per affrontare l&#8217;emergenza del dissesto idrogeologico di San Fratello, ha deliberato la dichiarazione dello stato di calamit&agrave; per il comune dei Nebrodi e per gran parte del territorio della provincia di Messina. Lo stesso provvedimento riguarda parte della provincia di Palermo interessata da fenomeni di dissesto.</p>

	<p>La giunta ha inoltre deliberato, cos&igrave; come aveva gi&agrave; annunciato il governatore Raffaele Lombardo, che ieri aveva presieduto un vertice nella zona colpita dalla frana, la contestuale richiesta al Consiglio dei ministri dello stato di emergenza in considerazione della rilevanza che ha assunto il dissesto idrogeologico in entrambe le province. Il governo regionale ha anche individuato un finanziamento da dedicare alle prime azioni a favore della popolazione interessata dagli eventi franosi.</p>

	<p>A San Fratello intanto &egrave; ripreso a piovere, per il momento in maniera leggera, e la temperatura si &egrave; abbassata. Le previsioni e l&#8217;allerta meteo che prevede temporali in Sicilia preoccupano gli abitanti del paese: temono infiltrazioni d&#8217;acqua nella frattura, che potrebbe cos&igrave; riprendere a camminare, trascinandosi altre case. La zona di potenziale pericolo &egrave; stata sgomberata due giorni fa con un&#8217;ordinanza del sindaco, Salvatore Sidoti Pinto. Sul posto operano forze dell&#8217;ordine, protezione civile, regionale e nazionale, e volontari.</p>

	<p>San Fratello a parte, lo stato di calamit&agrave; dichiarato dalla Regione interessa, nel Messinese, i comuni di Tusa, Pettineo, Motta D&#8217;affermo, Reitano, Santo Stefano di Camastra, Mistretta, Capizzi, Caronia, Acquedolci, Cesar&ograve;, S. Teodoro, S&#8217;Agata Militello, Militello Rosmarino, Alcara Li Fusi, Galati Mamertino, Longi, Frazzan&ograve;, Mirto, Caprileone, Tortorici, Torrenova, S. Marco D&#8217;Alunzio, Santa Domenica Vittoria, Floresta, Ucria, Raccuja, Sinagra, Castell&#8217;Umberto, S. Salvatore di Fitalia, Capo D&#8217;Orlando, Naso, Gioiosa Marea, Piraino, Patti, Brolo, Sant&#8217;Angelo di Brolo, Librizzi, Montalbano Elicona, Ficarra, Tripi, Basic&ograve;, Falcone, Montagna Reale, Oliveri, San Piero Patti, Castel di Lucio, Antillo.</p>


	<p>In provincia di Palermo, oltre allo stesso capoluogo: Altofonte, Monreale, Villabate, Ficarazzi, Altavilla Milicia, Belmonte Mezzagno, S. Cristina Gela, Piana degli Albanesi, S. Cipirello, S. Giuseppe Jato, Partinico, Balestrate, Trappeto, Cinisi, Capaci, Campofelice di Roccella, Collesano, Termini Imerese, Lascari, Cefal&ugrave;, Alia, Montemaggiore Belsito, Mezzojuso, Campofelice di Fitalia, Villafrati, Castronovo di Sicilia, Bisacquino, Corleone, San Mauro Castelverde, Pollina, Castelbuono, Sclafani Bagni, Caltavuturo, Polizzi Generosa, Gangi, Geraci Siculo, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Roccapalumba, Valledolmo e Lercara. Fonte : La Repubblica 16/02/2010</p>

	<p><strong>Emergenza San Fratello. 1200 gli sfollati censiti. A giorni l&rsquo;ordinanza che disporr&agrave; assegni di sussistenza per l&rsquo;affitto di una casa</strong><br />
<em>Continua senza sosta il lavoro tra gli uffici del Coc, dove il &ldquo;fronte caldo&rdquo; rimane quello dell&rsquo;assistenza alla popolazione. Nei prossimi giorni il provvedimento per accelerare la liberazione degli alberghi e lo spostamento in case affittate grazie ad un sostegno economico. Attesi Nania e Formica. A Capo d&rsquo;Orlando sindaci in protesta.</em><br />
Nel palazzo Municipale di San Fratello, diventato sede operativa del Coc (Centro operativo comunale) si continua a lavorare senza sosta. Tra il primo e il secondo piano &egrave; un continuo via vai di tecnici, vigili del fuoco, uomini della protezione civile, &ldquo;semplici&rdquo; cittadini pronti a dare il loro aiuto ai compaesani rimasti senza casa, per cercare di dare una speranza ad una comunit&agrave; finita, suo malgrado, nell&rsquo;occhio del ciclone. Questa mattina il cielo sulla vallata del piccolo comune che conta, anzi contava 5000 persone, &egrave; coperto, forte &egrave; il vento di scirocco che spazza via le strade rimaste deserte e che, almeno per il momento, tiene lontane le nuvole cariche di pioggia.</p>

	<p>Si lavora a San Fratello, e lo si fa soprattutto negli uffici organizzati per l&rsquo;assistenza alla popolazione: &laquo;Il morale purtroppo non &egrave; al massimo, ma si cerca di fare il possibile. Rispetto ai primi giorni siamo riusciti ad organizzarci decisamente meglio e questo ci permette anche di dare pi&ugrave; conforto alle gente che passa da qui per essere &ldquo;censita&rdquo;&raquo;. A parlare Benedetta Scalisi, una delle responsabili dell&rsquo;ufficio. &laquo;Al momento &#8211; continua &ndash; il numero degli sfollati effettivamente registrati &egrave; 1200. Molti per&ograve; come detto hanno lasciato San Fratello spontaneamente, ecco perch&eacute; il dato non &egrave; definitivo. Tra qualche giorno, d&rsquo;accordo con la Protezione Civile, verr&agrave; emanata l&rsquo;ordinanza che prevede l&rsquo;assegnazione di un contributo a tutti coloro per i quali &egrave; stato gi&agrave; trovato un appartamento in affitto e che potranno dunque lasciare gli alberghi&raquo;. Segno quest&rsquo;ultimo della rapida organizzazione che, nonostante la difficolt&agrave;, &egrave; stata raggiunta.</p>

	<p>Come detto per&ograve; la maggior parte degli abitanti di San Fratello, fatta eccezione per chi ha trovato ospitalit&agrave; presso parenti o ha deciso di trasferirsi nella casa di campagna, sono alloggiati in alberghi e residence messi a disposizione dai primissimi giorni per far fronte all&rsquo;emergenza. Questo l&rsquo;elenco delle strutture che stanno accogliendo gli sfollati: ad Acquedolci i residences &ldquo;Thea&rdquo; e &ldquo;Geraneo&rdquo;, gli agriturismi &ldquo;La finestra sul mare&rdquo; e &ldquo;Salmeri&rdquo;, l&rsquo;hotel &ldquo;Sammaria&rdquo; a Caronia, l&#8217;hotel &ldquo;Pira&rdquo; a Torrenova, i residences &ldquo;Milunca&rdquo; e &ldquo;Parimar&rdquo; a Sant&rsquo;Agata di Militello, il bed&#38;breakfast &ldquo;Trinakria&rdquo; sempre a San&rsquo;Agata, la &ldquo;Casa di cura San Fratello&rdquo; e il &ldquo;Rifugio del Falco&rdquo; in contrada Muto sempre a San Fratello.</p>

	<p>Ma come detto pi&ugrave; volte in questi giorni la frana che sta interessando il centro di San Frareau rappresenta solo la punta di un iceberg, un iceberg non per&ograve; fatto di ghiaccio ma di blocchi terra e massi pronti a staccarsi sotto il peso delle &ldquo;bombe d&rsquo;acqua&rdquo; che in questi mesi hanno devastato i centri dei nebrodi. Un problema, quello del dissesto idrogeologico, che interessa l&rsquo;intero comprensorio e che in quanto tale non va dimenticato n&eacute; sottovalutato soprattutto da parte del governo nazionale. Lo hanno chiesto a gran voce questa mattina i sindaci dei nebrodi che si sono dati appuntamento davanti al Cineteatro Rosso di San Secondo sul lungomare Andrea Doria di Capo d&rsquo;Orlando.</p>

	<p>E intanto questa mattina a San Fratello, dopo il vertice tenutosi ieri tra la Regione e il Ministero dell&rsquo;Ambiente nel corso del quale la Prestigiacomo ha dato garanzie di interventi a breve termine in Sicilia proprio per far fronte al devastante dissesto del territorio, la visita del vicepresidente del Senato Domenico Nania e del vicepresidente dell&rsquo;Ars Santi Formica. Fonte: Tempo Stretto 19/02/2010</p>

	<p><strong>Ancora una frana nel Messinese La gente in fuga da San Fratello </strong><br />
<em>La massa di terreno che va scendendo a valle ha trascinato via alcuni pali della luce</em><br />
<strong><em>Gli abitanti si stanno trasferendo da amici e parenti in altri paesi vicini</em></strong><br />
SAN <span class="caps">FRATELLO </span>(MESSINA) &#8211; San Fratello &egrave; ormai un paese fantasma: anche gli abitanti che non sono stati fatti allontanare dalle loro case hanno deciso di lasciare il centro che sorge su una collina che sta franando e sono diretti nei comuni vicini da familiari o amici. Il fronte della frana preoccupa la Protezione civile dopo le 48 di piogge continue. Decine di case si vanno riempiendo di crepe e una larga spaccatura &egrave; comparsa anche nella chiesa di san Nicol&ograve;. I fedeli hanno portato in piazza la statua del santo e il crocifisso per evitare che vengano distrutti da eventuali crolli e in segno di devozione. In Comune c&#8217;&egrave; un vertice della Protezione civile. Il rappresentante provinciale Bruno Manfr&egrave; ha detto che &laquo;la frana &egrave; in pieno movimento&raquo;. La massa di terreno che va scendendo a valle ha trascinato via alcuni pali della luce. Zone del centro sono rimaste al buio.</p>

	<p>1500 <span class="caps">SGOMBRATI </span>- Il piano degli sgomberi &egrave; partito fin dalla mattina di domenica, quando i tecnici del Comune hanno capito che la situazione era grave. Oltre 1500 persone hanno dovuto lasciare la propria abitazione anche per l&#8217;ordinanza del sindaco Salvatore Sidoti Pinto che dice: &laquo;La situazione &egrave; drammatica&raquo;. &laquo;Stiamo vedendo il paese sparire &#8211; aggiunge il sindaco &#8211; la frana ha coinvolto tutto il versante nord-est di San Fratello, coinvolgendo la parte relativamente pi&ugrave; nuova, comprese le scuole elementari e medie. Stiamo qui che guardiamo quello che accade senza potere intervenire per fare qualcosa&raquo;. Anche chi non ha avuto l&#8217;ordine di lasciare la propria abitazione, ha preferito fare i bagagli e rifugiarsi da amici e parenti nei centri vicini. Il ricordo della disastrosa frana che ad ottobre si &egrave; abbattuta su Messina facendo 37 morti &egrave; ancora vivo. La collina viene gi&ugrave; poco a poco a valle e alle abitazioni viene a mancare il sostengo del terreno. Il fronte della frana &egrave; raddoppiato in poche ore raggiungendo i due chilometri. &laquo;La situazione &egrave; molto allarmante&raquo;, spiega il responsabile della Protezione Civile provinciale Bruno Manfr&egrave; che coordina le operazioni di soccorso. In Municipio &egrave; stato organizzato un centro di pronto intervento. Il sindaco ha chiamato a raccolta le associazioni di volontariato e fatto arrivare in paese diverse ambulanze. I sindaci dei comuni dei Nebrodi in un telegramma inviato, tra gli altri, alla presidenze del Consiglio dei ministri e della Regione Siciliana, scrivono che &laquo;l&#8217;emergenza idrogeologica nel territorio dei Nebrodi in Provincia di Messina continua ad aggravarsi&raquo; e &laquo;l&#8217;incolumit&agrave; dei cittadini &egrave; gravemente minacciata&raquo;.</p>

	<p><span class="caps">MALTEMPO </span>- Ma il Messinese non &egrave; l&#8217;unica area interessata dal maltempo che sta flagellando tutta la Regione dove nelle ultime 12 ore, in alcune zone, sono caduti oltre 60 millimetri di pioggia. Gravissimi i danni nell&#8217;Ennese, dove &egrave; stata chiusa la strada statale 117 bis nel tratto che va dallo svincolo autostradale allo svincolo per Leonforte per una frana che ha invaso la carreggiata. Allegamenti in abitazioni e in molte aziende agricole della provincia. E ancora smottamenti nel Trapanese e linee ferroviarie interrotte tra Caltanissetta e Gela, Palermo e Agrigento e Catania e Agrigento. Le Ferrovie dello Stato hanno organizzato autobus sostitutivi.</p>

	<p><span class="caps">IL PAESE DI CRAXI </span>- Le zone maggiormente interessate dalla frana si San Fratello sono le contrade Stazzone, dove &egrave; danneggiata anche la Chiesa madre, e Riana, ma lo smottamento sta interessando anche il rione Fontananuova. Sono tre le &#8220;fila&#8221; di case interessate dallo smottamento, tutte di nuova costruzione, e al momento non sono agibili per problemi statici. L&#8217;allarme era stato lanciato sabato sera, tanto che il Comune aveva disposto che le abitazioni interessate fossero sgomberate. Gli abitanti della zona si stanno trasferendo da amici e parenti sia in zone pi&ugrave; sicure di San Fratello, sia in altri paesi vicini. La zona della frana non &egrave; la stessa che nel 1922 provoc&ograve; lo &laquo;scivolamento a mare&raquo; di un&#8217;ampia parte nord del paese e che port&ograve; a a fondare la frazione marinara di Acquedolci, poi diventato paese autonomo. A San Fratello vivono circa 4 mila persone con agricoltura e allevamento. Nel paese sui Nebrodi si parla una lingua e non un dialetto, che &egrave; un ibrido di parlata provenzale e lombarda con costrutti neo-latini. &Egrave; famoso per il cavallo razza San Fratello e per la festa pagana dei Giudei che si svolge il Venerd&igrave; Santo. Qui &egrave; nato il nonno di Bettino Craxi. Fonte Corriere della Sera 14/02/2010</p>

	<p><strong>Lo sciopero dei Nebrodi</strong><br />
FRANE. I cittadini del messinese, guidati da oltre 40 sindaci, invadono le strade di Capo d&rsquo;Orlando. Chiedono fondi, &laquo;non passerelle&raquo;. E il governo convalida lo stato d&rsquo;emergenza.</p>

	<p>Le saracinesche dei negozi di Capo d&rsquo;Orlando, ieri, sono rimaste abbassate. &Egrave; il giorno della protesta, dopo che nelle ultime settimane le frane dei costoni dei monti Nebrodi hanno messo in pericolo il territorio e l&rsquo;incolumit&agrave; degli abitanti, culminando nel disastro di San Fratello. I cittadini del messinese hanno abbandonato in massa le loro attivit&agrave; per sfilare in un corteo pacifico ma esasperato, hanno fatto sapere, per &laquo;l&rsquo;inerzia della Provincia, della Regione, dello Stato che, pur conoscendo la condizione di assoluta instabilit&agrave; del territorio, non hanno provveduto in questi anni alle manutenzioni, al ripristino delle strade e alla messa in sicurezza&raquo;.</p>

	<p>Dalla manifestazione, guidata dagli oltre quaranta sindaci dei paesi colpiti, &egrave; nato il &ldquo;Coordinamento per l&rsquo;emergenza Nebrodi&rdquo; che promette di riunirsi nel capoluogo siciliano e poi espugnare la Capitale per chiedere interventi seri e lo stanziamento delle risorse promesse. Al grido &ldquo;Fondi, non passerelle&rdquo; un fiume di 3.000 persone ha rivendicato il riconoscimento dello stato di calamit&agrave; per i gravi dissesti idrogeologici, concesso in pronta risposta da Roma, dove ieri si &egrave; svolto il Consiglio dei ministri.</p>

	<p>Una doppia proroga, in verit&agrave;, perch&eacute; anche sulla sponda continentale la situazione sta sfuggendo di mano: dunque l&rsquo;emergenza non &egrave; finita e si protrarr&agrave; &laquo;al fine di completare gli interventi di contrasto ai danni da inquinamento di suoli e acque in Sicilia, nonch&eacute; per le avverse condizioni del gennaio 2009 in Calabria&raquo;, informa la nota ufficiale di Palazzo Chigi. Intanto le strade sono ancora interrotte, con molti comuni ormai completamente isolati, i collegamenti ferroviari sono depotenziati e le attivit&agrave; di recupero bloccate dal maltempo che non d&agrave; tregua.</p>

	<p>Anche per questo da Capo d&rsquo;Orlando &egrave; partito il richiamo ad Anas che &laquo;non ha fatto la manutenzione di strade e viabilit&agrave;&raquo;, alla politica locale &laquo;che si fa vedere soltanto sotto elezioni&raquo; e alle ferrovie dello Stato che, accusano ancora i manifestanti, &laquo;stanno progressivamente riducendo il numero dei treni, perfino dei convogli, che collegano i maggiori centri con Messina e Palermo&raquo;. &laquo;Chiediamo &#8211; ha detto ieri Enzo Sindoni, sindaco della cittadina che ha ospitato la mobilitazione &#8211; che parte delle tasse che si pagano qui vengano spese in questo territorio perch&eacute; si possa vivere tranquillamente. Senza dover rischiare la vita per andare al lavoro&raquo;. Gli ha fatto eco Salvo Messina, sindaco di Brolo, altro fronte duramente colpito dalle frane, che ha invocato &laquo;l&rsquo;attenzione dello Stato che qui non abbiamo mai visto&raquo;.</p>

	<p>Tra i comuni dei due primi cittadini l&rsquo;unica distanza che resta invalicabile &egrave; quella segnata dalla statale 113, interrotta dallo scorso 24 gennaio. Ma, magra consolazione, quel tratto dell&rsquo;autostrada Messina-Palermo che garantisce i collegamenti da oggi beneficier&agrave; dell&rsquo;esenzione del pedaggio.<br />
Fonte: Terra News 20/02/2010</p>
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		<title>Dalla Terna 9 milioni per il territorio, &#8230; e la Nostra &#8220;SALUTE&#8221;?</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 11:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[	
Oggi alla Provincia vertice coi sindaci dei centri tirrenici interessati ai lavori
Cavi elettrificati per 105 chilometri, compresa la pi&#249; lunga condotta sottomarina al mondo: 43 chilometri, e 500 milioni di euro di investimento per creare un impianto in altissima tensione a 380 KV. Una delle pi&#249; importanti infrastrutture energetiche italiane passer&#224; presto sopra le nostre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img src="http://files.splinder.com/701d98f11fdea8168b57bdb7bc9bb068.jpeg" alt="Terna" /><br />
<strong>Oggi alla Provincia vertice coi sindaci dei centri tirrenici interessati ai lavori</strong><br />
Cavi elettrificati per 105 chilometri, compresa la pi&ugrave; lunga condotta sottomarina al mondo: 43 chilometri, e 500 milioni di euro di investimento per creare un impianto in altissima tensione a 380 KV. Una delle pi&ugrave; importanti infrastrutture energetiche italiane passer&agrave; presto sopra le nostre teste: si tratta dell&#8217;elettrodotto che la societ&agrave; Terna si appresta a realizzare fra la Sicilia e la Calabria, con impianti localizzati nella frazione Sorgente del comune di Villafranca Tirrena per la sponda siciliana (qui sar&agrave; costruita anche una nuova stazione elettrica) e nel comune di Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria, per quella calabrese. I tralicci a corrente alternata correranno poi lungo un&#8217;area che comprende ben tredici comuni della fascia tirrenica, fino a raggiungere la centrale di S. Filippo del Mela.<br />
L&#8217;iter &egrave; ormai in fase pi&ugrave; che avanzata: gi&agrave; nello scorso mese di giugno si era annunciato l&#8217;avvio dei lavori, che dovrebbero durare tre anni. Almeno, &egrave; quanto ha annunciato nei mesi scorsi l&#8217;amministratore delegato Flavio Cattaneo, con una previsione forse un po&#8217; troppo ottimistica per le &#8220;nostre&#8221; parti, dove dopo trent&#8217;anni ancora non si &egrave; stati nemmeno capaci di completare un museo: ne scriviamo sotto. Come dicevamo, comunque, la procedura &egrave; quasi conclusa: sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana (edizione del 9 ottobre &#8216;09) &egrave; stato pubblicato il decreto con il quale l&#8217;assessorato all&#8217;Industria esprime l&#8217;intesa sul progetto, previa, ovviamente l&#8217;acquisizione di tutti i pareri previsti. Il protocollo d&#8217;intesa con le istituzioni messinesi fu invece siglato nel gennaio 2007, primi firmatari l&#8217;allora assessore regionale Giovanna Candura e l&#8217;allora presidente della Provincia Salvatore Leonardi.<br />
Prima di completare l&#8217;iter propedeutico, per&ograve;, occorre un ultimo, cruciale passaggio: la valutazione delle proposte formulate dalle amministrazioni dei centri interessati per le opere compensative, sulle quali la Terna ha gi&agrave; annunciato uno stanziamento di 9 milioni di euro cos&igrave; ripartiti: S. Filippo del Mela 674.00 euro, Condr&ograve;, 176.000, S. Pier Niceto 641.000, Monforte S. Giorgio 282.000, Torregrotta 417.000, Roccavaldina 278.000, Valdina 79.000, Venetico 327.000, Spadafora 400.000, Rometta 334.000, Saponara 1 milione, Villafranca e Pace del Mela, i due centri maggiormente interessati, 2,5 milioni. I restanti 2 milioni verranno invece assegnati alla Provincia regionale. Ma per fare cosa esattamente, e in quali tempi? &Egrave; la domanda alla quale si dovr&agrave; rispondere nel corso dell&#8217;incontro convocato per stamane alle 10,30 alla Provincia, presieduto dal presidente Nanni Ricevuto, al quale interverranno i rappresentanti dei soggetti interessati: da un lato la Terna, dall&#8217;altro le amministrazioni comunali tirreniche. Tecnicamente, non &egrave; coinvolta l&#8217;amministrazione comunale messinese, mentre su richiesta della Provincia &egrave; stata apportata una modifica al progetto per salvaguardare il sito di interesse comunitario (Sic) Dinnammare-Curcuraci dal passaggio dei tralicci.<br />
Tra le opere compensative, sono previsti interventi di riqualificazione ambientale (riforestazione, sistemazione di strade rurali, recupero di ex cave, sistemazione di boschi, ripristino di piste forestali) o urbana (manutenzione stradale, riqualificazione del centro storico) e compensazioni elettriche (varianti di elettrodotti, varianti in cavo interrato): oggi, appunto, i singoli centri dovranno mettere sul tavolo le rispettive richieste.<br />
&laquo;Toccher&agrave; alla Provincia &ndash; spiega l&#8217;assessore all&#8217;Industria Pietro Petrella, che ha seguito l&#8217;iter e coordiner&agrave; l&#8217;incontro &ndash; sovrintendere alla corretta esecuzione dei lavori, visto che i fondi saranno erogati alle amministrazioni locali solo in base ad una precisa tempistica. Si tratta comunque di un&#8217;opera importante, che consentir&agrave; di migliorare l&#8217;apporto energetico alla Sicilia. Tra l&#8217;altro, grazie alla realizzazione della linea in altissima tensione la met&agrave; dei tralicci esistenti in alta tensione verr&agrave; eliminata, riducendo cos&igrave; l&#8217;impatto ambientale&raquo;.<br />
Inevitabile, per&ograve;, domandarsi quali conseguenze ambientali avr&agrave; una simile opera: come sempre, l&#8217;evoluzione tecnologica ha una forte valenza sociale e a tutti &egrave; chiara l&#8217;importanza di una fornitura elettrica migliore, che ad esempio metta al riparo dai ripetuti black out del passato. D&#8217;altro canto, per&ograve;, le numerose esperienze di attivit&agrave; industriali inquinanti proprio nel nostro comprensorio inducono ad andare cauti e a dare la giusta attenzione alle problematiche ambientali. E sotto questo aspetto alcuni dubbi rimangono: &laquo;Nel decreto ministeriale &ndash; evidenzia ad esempio l&#8217;assessore Petrella &ndash; non &egrave; ben chiaro a chi competano per la Sicilia i controlli sulle emissioni. E questo non &egrave; certo un aspetto da prendere alla leggera&raquo;.</p>
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		<title>Quell&#8217;Italia complice dell&#8217;Olocausto</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 17:35:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
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Migliaia di ebrei catturati dalla polizia e consegnati ai tedeschi, senza piet&#224; per donne, vecchi e bambini. Una macchina di morte voluta da Mussolini. Ora un libro ricostruisce le responsabilit&#224; nel genocidio. A partire dal campo di Fossoli

	Sulle torrette del campo dove venivano rinchiusi gli ebrei c&#8217;erano agenti di pubblica sicurezza. A scortare il treno [...]]]></description>
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<img src="http://deisidaimon.files.wordpress.com/2008/03/auschwitz.jpg" alt="" /><br />
<strong>Migliaia di ebrei catturati dalla polizia e consegnati ai tedeschi, senza piet&agrave; per donne, vecchi e bambini. Una macchina di morte voluta da Mussolini. Ora un libro ricostruisce le responsabilit&agrave; nel genocidio. A partire dal campo di Fossoli</strong></p>

	<p>Sulle torrette del campo dove venivano rinchiusi gli ebrei c&#8217;erano agenti di pubblica sicurezza. A scortare il treno per Auschwitz c&#8217;erano carabinieri. Ed &egrave; stato un italianissimo commissario ad arrestare una bambina di sei anni, individuata a Venezia nella famiglia dove i genitori l&#8217;avevano nascosta, e ad accompagnarla fino a quel recinto di filo spinato alle porte di Carpi: il primo passo di un cammino che si sarebbe concluso nella camera a gas. Cos&igrave; come erano italiani i loro colleghi delle forze dell&#8217;ordine che dal novembre 1943 alla fine della guerra hanno dato la caccia agli ebrei in tutte le citt&agrave; del Nord. Retate ricostruite nel dettaglio in un volume che spazza via i luoghi comuni sulle responsabilit&agrave; della Repubblica di Sal&ograve; nell&#8217;Olocausto e ci costringe a guardare un capitolo della nostra storia che da 65 anni nessuno vuole approfondire. In &#8220;L&#8217;alba ci colse come un tradimento&#8221; Liliana Picciotto, la pi&ugrave; importante studiosa italiana della Shoah, sintetizza anni di ricerche. Nelle 312 pagine pubblicate da Mondadori non fa mai ipotesi: elenca fatti, si limita ai documenti. Calcola le presenze nelle anticamere padane dei lager in base alle razioni di pane fornite, confronta diari e testimonianze, atti di processi nascosti nel dopoguerra in nome della ragione di Stato. Non usa un solo aggettivo.</p>


	<p>Non servono, perch&eacute; il risultato del suo lavoro &egrave; agghiacciante: la ricostruzione della vita e della morte di migliaia di ebrei, arrestati da italiani nei territori della Repubblica sociale, spediti nel campo modenese di Fossoli e poi deportati nei lager. Chi prese parte a questa colossale caccia all&#8217;uomo poteva ignorare la &#8220;soluzione finale&#8221;? Poteva ignorare la strage a cui stava collaborando? Era difficile credere che ultrasettantenni e bambini venissero trasferiti nel Reich per lavorare e contribuire alla macchina bellica tedesca. Quando anche i vecchietti dell&#8217;ospizio israelita di Firenze vengono caricati sui treni, nessuno a Fossoli si fa pi&ugrave; illusioni. Ma ancora altri ebrei vengono rastrellati dai funzionari della polizia e dei residui carabinieri rimasti in servizio al Nord (la maggioranza dell&#8217;Arma si schier&ograve; con la monarchia e venne perseguitata dai nazisti), fino a pochi giorni prima della Liberazione: uomini che spesso hanno continuato a indossare la stessa uniforme nella Repubblica del dopoguerra. Il giorno della Memoria celebrato il 27 gennaio anche nel nostro Paese non dovrebbe ricordare solo le colpe altrui: ci sono grandi responsabilit&agrave; italiane, di istituzioni e di singoli. La scorsa domenica Benedetto <span class="caps">XVI</span> nella storica visita alla sinagoga di Roma ha ancora una volta condannato l&#8217;antisemitismo e rievocato il primo grande rastrellamento, &laquo;una tragedia di fronte alla quale molti rimasero indifferenti&raquo;. Ma molti altri italiani ebbero un ruolo attivo nel genocidio. Il 14 novembre 1943 il Partito nazionale fascista aveva dichiarato: &laquo;Tutti gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri, durante questa guerra appartengono a nazionalit&agrave; nemica&raquo;. Due settimane dopo il ministro dell&#8217;Interno ne ordin&ograve; l&#8217;arresto e l&#8217;internamento.</p>


	<p>Al momento dell&#8217;armistizio nel territorio della Repubblica sociale erano rimasti intrappolati 32-33 mila ebrei: poco meno di un terzo venne ucciso dai nazisti. Le vittime identificate della Shoah sono 8948, ma c&#8217;&egrave; la certezza che altre centinaia di persone siano sparite nei forni crematori. Dopo l&#8217;8 settembre 1943 i nazisti portarono avanti i primi rastrellamenti da soli: il pi&ugrave; drammatico quello del Ghetto di Roma, con 1.020 persone catturate di cui 824 assassinate poche ore dopo l&#8217;arrivo ad Auschwitz-Birkenau. Ma gi&agrave; dal 3 novembre 1943 i reparti speciali delle Ss vennero affiancati dagli agenti delle questure: insieme agirono a Firenze, Genova, Bologna, Siena, Montecatini. Da dicembre tutte le operazioni passarono nelle mani dei poliziotti italiani, che per non essere inferiori all&#8217;alleato, &#8220;ripulirono&#8221; subito il ghetto diVenezia e quello di Mantova. Per gran parte del 1944 furono solo le forze dell&#8217;ordine italiane ad alimentare la macchina dello sterminio, eliminando le comunit&agrave; ebraiche dell&#8217;Italia centro-settentrionale. Vennero creati 29 campi provinciali, con una struttura centrale, l&#8217;anticamera fascista dell&#8217;Olocausto: Fossoli, una serie di baracche e recinti a pochi chilometri da Carpi costruiti per custodire i prigionieri di guerra inglesi. Fossoli &egrave; rimasto totalmente sotto controllo italiano fino al febbraio 1944: non c&#8217;erano crudelt&agrave;, n&eacute; fame, n&eacute; malattie. Gli internati non erano obbligati al lavoro e potevano scambiare posta con l&#8217;esterno. Insomma, nulla a che vedere con le condizioni dei lager nazisti. Ma la sorte finale era la stessa. Si saliva sui treni per Auschwitz e all&#8217;arrivo chi non era giudicato utile per il lavoro veniva assassinato. &laquo;Gli italiani riempivano Fossoli, i tedeschi lo svuotavano&raquo;.</p>

	<p>E questo meccanismo &egrave; proseguito anche dopo l&#8217;insediamento a Fossoli delle Ss, che lasciarono agli agenti della questura solo la sorveglianza delle recinzioni esterne, rendendo pi&ugrave; dure le condizioni di vita. Il primo convoglio part&igrave; il 22 febbraio 1944 con circa 640 persone: 153 furono selezionate per le fabbriche, il resto fin&igrave; direttamente nelle camere a gas. Tra loro Leo Mariani, un bambino di pochi mesi: la madre venne arrestata dalla polizia nell&#8217;ospedale di Firenze dove era ricoverata in attesa del parto. Venivano da 22 citt&agrave; diverse &#8211; da Como a Vicenza, da Pavia a Cuneo &#8211; ed erano stati tutti arrestati da agenti e carabinieri. Da Fossoli in nove mesi sono partiti 12 treni. Quello del 5 aprile 1944, per esempio, trasport&ograve; 609 persone: solo 50 sono sopravvissute al lager. Tra quelli che non sono tornati c&#8217;erano 41 ultrasettantenni e 33 bambini: Roberto Gattegno aveva solo dieci mesi. Le liste delle persone spedite verso i forni erano scelte spesso casualmente. Ricorda Nina Neufeld Crovetti, ebrea figlia di un matrimonio misto e obbligata a fare la segretaria nel campo emiliano: &laquo;Il vicecomandante Hans Haage veniva in ufficio e diceva: &#8220;Su avanti ragazza! Si comincia di nuovo, ci sbarazziamo di un bel gruppo!&#8221;. Se ne rallegrava ogni volta&raquo;.</p>

	<p>Da Fossoli partirono in 2.844, solo un decimo &egrave; sopravvissuto: tra i pochi, Primo Levi. In Italia c&#8217;erano altri due campi &#8211; quello di Bolzano e quello di San Sabba, usato anche per assassinare partigiani e oppositori politici &#8211; nelle province che erano state annesse al Reich: il Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, parte del Veneto e l&#8217;Istria. Solo da Bolzano presero la via dei lager altre 4.500 persone, altre migliaia dalla Risiera di San Sabba. Il tutto sempre con la collaborazione di italiani. I vertici di Sal&ograve; trattarono la questione con la stessa freddezza burocratica dei gerarchi nazisti. Il libro si chiude con l&#8217;esposto che i familiari ariani dei deportati scrivono a Benito Mussolini: &laquo;Eccellenza, ci sono casi pietosi. Madri con bambini (fra le quali la Uggeri con una piccola di 4 anni)... donne anziane, vecchie con salute malferma&#8230; I sottoscritti vivono ore pietose, essendo privi da oltre due mesi di notizie e temono per la vita dei loro cari. Sono mariti, mogli, figli che piangono senza avere nessuna colpa&raquo;. La supplica viene girata dalla segreteria particolare del Duce all&#8217;Ispettorato per la razza. La risposta del 1&deg; marzo 1945 &egrave; raccapricciante: &laquo;Questo Ispettorato, trattandosi di misure di polizia rispetto alle quali esso ha competenza nella determinazione delle direttive di massima in collaborazione con altri dicasteri chiamati a decidere, non pu&ograve; avocare a s&eacute; una decisione sull&#8217;istanza degli interessati&raquo;. E Liliana Picciotto conclude: &laquo;Come a dire che la macchina della persecuzione antiebraica, avviata nel 1938 dal regime fascista e radicalizzata nel 1943, non era da tempo pi&ugrave; governabile.</p>

	<p>Questo fatto non attenua in nulla la responsabilit&agrave; che i governanti, le istituzioni, l&#8217;amministrazione, la burocrazia italiani portano pesantemente per le le sofferenze inflitte e per le migliaia di lutti provocati&raquo;. In appendice al volume c&#8217;&egrave; una raccolta di testimonianze dirette. Tra tutte, la deposizione di una SS, Eugen Keller, che in un processo berlinese ha descritto il viaggio da Fossoli ad Auschwitz del 16 maggio 1944: &laquo;Cosa volesse dire Auschwitz lo seppi durante il viaggio da uno degli ebrei. Disse che Auschwitz era un campo di annientamento nel quale sarebbero stati uccisi. Dapprima non gli credetti&#8230;&raquo;. Eugen Keller racconta che nel vagone sigillato una donna aveva partorito. Carolina Lombroso Cal&ograve;, moglie di un eroe della resistenza, &laquo;non era fuggita dalla sua casa rifugio a Cascia di Reggello in provincia di Firenze perch&eacute; non pensava che una mamma incinta con tre bambini (Elena di 6 anni, Renzo di 4, Albertino di meno di 2 anni) potesse essere arrestata. Invece i carabinieri avevano obbedito agli ordini e fermato il gruppetto&raquo;. La donna e i suoi quattro bambini, incluso il neonato, furono tutti uccisi poche ore dopo l&#8217;arrivo nel lager. &laquo;Abbiamo obbedito agli ordini&raquo; &egrave; la giustificazione di tutte le Ss chiamate in causa per l&#8217;Olocausto. Ma in Germania da sessant&#8217;anni ci si interroga e ci si chiede come sia stato possibile che un popolo intero abbia partecipato al massacro. In Italia delle migliaia di ebrei consegnate nelle mani dei carnefici non si parla. Nonostante quegli ordini fossero stati emanati da Benito Mussolini, ancora oggi c&#8217;&egrave; chi ripete in modo assolutorio che &laquo;il Duce non uccise gli ebrei&raquo;. Vero: si limit&ograve; a consegnarne migliaia al boia. E nel libro di Liliana Picciotto ci sono tutte le prove: un&#8217;opera definitiva, senza attenuanti.<br />
di Gianluca Di Feo Fonte L&#8217;Espresso</p>

	<p><strong>15/09/1943 Rastrellamento di ebrei a Merano (Bz)<br />
16/09/1943 Dalla stazione di Merano parte il primo convoglio di deportati dall&#8217;Italia, destinazione Auschwitz<br />
15-23/09/1943 Rastrellamento sul lago Maggiore e uccisione di 54 ebrei<br />
18/09/1943 Rastrellamento di 328 ebrei nel Cuneese<br />
Settembre 1943 Rastrellamento ad Ascoli, Macerata e Chieti degli internati ebrei<br />
28/09/1943 Arresto e successivo rilascio di 24 ebrei a Cuneo<br />
01/10/1943 Trasferimento in Germania degli ebrei inglesi concentrati a Bazzano (Bo)<br />
16/10/1943 Rastrellamento del ghetto di Roma<br />
18/10/1943 Da Roma parte il treno che arriva ad Auschwitz la notte del 22. Dei 1020 ebrei, 824 vengono assassinati il 23 ottobre nelle camere a gas. 149 uomini e 47 donne vengono trasferiti nei campi di lavoro<br />
03/11/1943 Rastrellamento a Genova (operazione condotta dai tedeschi in collaborazione con la polizia italiana)<br />
05/11/1943 Rastrellamento a Siena e Montecatini (operazione condotta dai tedeschi in collaborazione con la polizia italiana)<br />
06/11/1943 Rastrellamento a Firenze (operazione condotta dai tedeschi in collaborazione con la polizia italiana)<br />
07/11/1943 Rastrellamento a Bologna (operazione condotta dai tedeschi in collaborazione con la polizia italiana)<br />
09/11/1943 Un treno parte da Firenze, carica altre persone a Bologna e arriva ad Auschwitz. Immessi nei campi di lavoro 13 uomini e 94 donne<br />
26/11/1943 Nuovo rastrellamento a Firenze (operazione condotta dai tedeschi in collaborazione con la polizia italiana)<br />
01/12/1943 Rastrellamento della polizia italiana a Mantova<br />
05-06/12/1943 Rastrellamento della polizia italiana a Venezia<br />
06/12/1943 Da Milano parte il treno carico di ebrei catturati a Milano e sul confine svizzero. Il treno arriva ad Auschwitz il 12 dicembre<br />
07/12/1943 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz</p>

	<p>26/01/1944 Da Carpi (Modena) parte un treno per Bergen Belsen con 83 ebrei anglo libici provenienti dal campo di Fossoli. Verranno tutti riconsegnati agli inglesi prima del 1945<br />
28/01/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz. Sul treno gli anziani della Pia Casa Gentiluomo e dell&#8217;ospizio israelitico della citt&agrave;<br />
30/01/1944 Da Milano parte un treno per Auschwitz con 605 ebrei catturati in Lombardia. Di essi, 477 vengono uccisi immediatamente nelle camere a gas e 128 immessi nei campi di lavoro<br />
19/02/1944 Da Carpi parte un treno con 69 ebrei anglo libici trasportati a Bergen Belsen. Saranno tutti riconsegnati agli inglesi prima della fine della guerra<br />
22/02/1944 Da Carpi parte un treno che arriva ad Auschwitz il 26 febbraio e che trasporta un numero di ebrei stimato tra 540 e 650. All&#8217;arrivo 153 persone (124 uomini e 29 donne) vengono selezionate per il lavoro, tutti le altre finiscono nelle camere a gas. Il pi&ugrave; giovane (Leo Mariani) aveva tre mesi. La pi&ugrave; vecchia (Anna Jona) aveva 89 anni<br />
26/02/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz<br />
29/03/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz<br />
05/04/1944 Da Carpi parte un treno che fa tappa a Verona e Mantova dove vengono caricati altri ebrei. Il 10 aprile il convoglio arriva ad Auschwitz. Delle 609 persone trasportate, solo 50 sono sopravvissute alla Shoah. 154 uomini e 80 donne vennero selezionate per lavorare. 375 persone furono uccise subito. Tra loro 33 bambini e 41 ultrasettantenni. Il pi&ugrave; giovane (Roberto Gattegno) aveva 10 mesi, la pi&ugrave; anziana (Elena Ilda Toscano) ne aveva 89<br />
27/04/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz<br />
16/05/1944 Da Carpi parte un treno che arriva ad Auschwitz il 22 maggio. Delle 582 persone censite, solo 60 sono sopravvissute. 186 uomini e 70 donne furono selezionati per lavorare. 326 persone vennero uccise subito nelle camere a gas: tra loro 42 bambini e 48 ultrasettantenni. Il pi&ugrave; giovane (Richard Silberstein) aveva un mese, il pi&ugrave; vecchio (Sanson Segre) aveva 89 anni. Nel viaggio verso il lager sul treno nacque un bimbo. Lo stesso giorno da Carpi parte un treno che fa tappa a Verona e va a Bergen Belsen, con 167 ebrei di nazionalit&agrave; britannica, liberati prima del 1945.<br />
19/05/1944 Parte da Milano un treno con destinazione Bergen Belsen<br />
01/06/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz<br />
12/06/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz<br />
21/06/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz<br />
26/06/1944 Da Carpi parte un treno che fa tappa a Verona e prosegue per Auschwitz. A bordo un numero di ebrei tra 550 (quelli identificati e provenienti da Fossoli) e 1000. Dei 550 identificati solo 35 sono sopravvissuti. 231 vennero ammessi nei campi di lavoro, 319 furono uccisi subito. Tra loro 21 bambini e 150 ultrasettantenni. Il pi&ugrave; giovane (Umberto Nacamulli) aveva due mesi. La pi&ugrave; vecchia (Natalie Camerini) 92 anni<br />
11/07/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz<br />
21/07/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz<br />
02/08/1944 Da Verona parte un treno che viene diviso in quattro convogli. Gli ebrei italiani puri vanno ad Auschwitz, dove arrivano il 6. Gli uomini figli di matrimoni misti vanno a Buchenwald, dove arrivano il 4. Le donne figlie di matrimoni misti vanno a Ravensbruck, dove arrivano il 5. Gli ebrei inglesi e di nazionalit&agrave; neutrale a Bergen Belsen, dove arrivano il 6 agosto.Le informazioni sul numero di persone deportate sono incerte. Dei 245 ebrei identificati partiti da Fossoli con camion e saliti sul treno a Verona almeno 156 finiscono ad Auschwitz. Tra loro 11 bambini e 42 ultrasettantenni. Il pi&ugrave; giovane (Giuseppe Sorias) aveva 3 anni, la pi&ugrave; anziana (Celestina Guastalla) 84<br />
11/08/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz<br />
02/09/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz<br />
03/10/1944 Parte da Trieste un treno con destinazione Auschwitz<br />
24/10/1944 Parte da Bolzano-Gries un treno con destinazione Auschwitz<br />
14/12/1944 Parte da Bolzano-Gries un treno con destinazione Ravensbruck e Flossenburg</strong></p>
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		<title>Ecco tutti i numeri utili per aiutare la popolazione di Haiti</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 18:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
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	Washington, 13 gen. (Adnkronos/Ign) &#8211; &#8216;Help for Haiti&#8217;. Il mondo si mobilita per aiutare la popolazione caraibica devastata dal terremoto. Dalla Casa Bianca alla Caritas fino alla Croce Rossa, ecco tutti numeri utili.


	Sul sito della Casa Bianca vi sono le istruzioni per mandare aiuti alle vittime del terremoto ad Haiti. Le donazioni alla Croce Rossa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p><img src="http://tg24.sky.it/static/contentimages/original/sezioni/tg24/mondo/2010/01/13/tg24_terremoto_haiti_foto_tg24_05.jpg" alt="Haiti" /><br />
<img src="http://tg24.sky.it/static/contentimages/original/sezioni/tg24/mondo/2010/01/13/terremoto_haiti_foto_tg24_09.jpg" alt="Haiti" /><br />
<img src="http://tg24.sky.it/static/contentimages/original/sezioni/tg24/mondo/2010/01/13/terremoto_haiti_foto_tg24_11.jpg" alt="Haiti" /><br />
<img src="http://tg24.sky.it/static/contentimages/original/sezioni/tg24/mondo/2010/01/13/haiti_terremoto_haiti_ap_08.jpg" alt="Haiti" /></p>

	<p><strong>Washington, 13 gen. (Adnkronos/Ign) &#8211; &#8216;Help for Haiti&#8217;. Il mondo si mobilita per aiutare la popolazione caraibica devastata dal terremoto. Dalla Casa Bianca alla Caritas fino alla Croce Rossa, ecco tutti numeri utili.</p>


	<p>Sul sito della Casa Bianca vi sono le istruzioni per mandare aiuti alle vittime del terremoto ad Haiti. Le donazioni alla Croce Rossa possono essere fatte online tramite lo stesso sito, oppure si possono donare 10 dollari mandando un messaggio con la parola Haiti al numero di cellulare 90999. Viene inoltre fornito un numero per chi sta cercando notizie di americani residenti ad Haiti.</p>

	<p>La Croce Rossa comunica le coordinate per la raccolta fondi della Cri in favore delle popolazioni colpite dal terremoto ad Haiti: numero verde tel. 800.166.666; donazione online causale &#8216;&#8217;Pro emergenza Haiti&#8217;&#8217; www.cri.it; bonifico bancario causale &#8216;&#8217;Pro emergenza Haiti&#8217;&#8217; <span class="caps">IBAN IT66 </span>- C010 0503 3820 0000 0218020.</p>

	<p><span class="caps">CARITAS </span>- Per sostenere gli interventi in corso si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C <span class="caps">POSTALE N</span>. 347013 specificando nella causale: Emergenza terremoto Haiti Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:UniCredit Banca di Roma Spa, via Taranto 49, Roma &#8211; Iban: <span class="caps">IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119</span>; Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma &#8211; Iban: <span class="caps">IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012</span>; Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma &#8211; Iban: <span class="caps">IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113</span>; CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d&#8217;ufficio)</strong></p>

	<p>Terremoto Haiti: nessun superstite nel crollo della sede delle Nazioni Unite<br />
Haiti. Continuano ad arrivare a singhiozzo le notizie dall&#8217;isola di Haiti, colpita da un sisma di magnitudo 7 con epicentro a pochi chilometri dalla capitale Port-au-Saint. Secondo il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner tutte le persone che si trovavano all&#8217;interno lla sede della Missione delle Nazioni unite per la stabilizzazione di Haiti, compreso il capo missione, sarebbero morte.<br />
Altri quattro caschi blu di nazionalit&agrave; brasilianasono morti nel sisma di ieri, lo ha fatto sapere Carlos Alberto Barcellos, capo della comunicazione dell&#8217;esercito brasiliano.<br />
La situazione nell&#8217;isola sarebbe apocalittica, secondo quanto riferito Mimmo Porpiglia, ex console onorario di Haiti in Italia che risiede a Miami da dove &egrave; in contatto con i suoi familiari sull&#8217;isola. &#8220;Ad Haiti non c&#8217;&egrave; luce, non c&#8217;&egrave; acqua &#8211; ha affermato Porpiglia &#8211; la gente vaga impazzita per le strade&#8221; ed ha aggiunto che ci sarebbero &#8220;decine di migliaia di morti&#8221;.<br />
Secondo l&#8217;ex console gli effetti del terremoto sono stati accentuati dal disboscamento delle colline che sono crollate perch&eacute; non pi&ugrave; sostenute dalla vegetazione.</p>

	<p>Haiti avr&agrave; &#8220;il pieno sostegno&#8221; degli Stati Uniti per l&#8217;aiuto alle vittime. A qualche ora dal violento terremoto che ha colpito Haiti, Barack Obama annuncia il pieno sostegno alla popolazione. &#8220;Ci dobbiamo preparare a giorni difficili&#8221; commenta il presidente Usa. E dichiara che le prime squadre di soccorso americano arriveranno ad Haiti &#8220;entro poche ore&#8221;.</p>

	<p>Da Washington Barack Obama ha promesso aiuti &#8220;rapidi, coordinati e energici&#8221; a sostegno dei sopravissuti: &#8220;le prima squadre di ricerca e soccorso da Florida, California e Virginia arriveranno ad Haiti tra stasera e domani&#8221;.<br />
Obama ha garantito ogni risorsa disposizione dell&#8217;America &#8220;per salvare quanti sono rimasti intrappolati sotto le macerie e per portare gli aiuti umanitari, cibo, acqua e medicine agli haitiani che ne hanno bisogno&#8221; In una conferenza stampa a Washington, Obama ha anche reso noto di aver nominato un coordinatore degli aiuti americani.</p>

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